Commissione d’accesso a Palazzo Farnese, il sindaco Cimmino ancora in silenzio

Da Palazzo Farnese ancora nessuna reazione. Sui profili social ufficiali del sindaco Gaetano Cimmino nessun cenno sulla decisione del ministro di inviare la commissione d'accesso. Su Facebook l'unico cenno che compare è la condivisione di una foto della cassarmonica. Nulla di più. Probabilmente in serata è attesa la reazione del primo cittadino.
L'opposizione intanto reagisce così. Per Andrea Di Martino (Italia Viva) "non è un bel giorno per Castellammare". "L'arrivo della Commissione d'accesso - prosegue - mi provoca un senso forte di rabbia e nel contempo tristezza. Penso che sia arrivato il momento di andare fino in fondo. Di "discernere il grano da loglio". La pervasività dei clan cittadini era arrivata a soglie di insopportabilità. Troppo ceto politico si era convinto che con la Camorra si potesse andare a braccetto, piuttosto che combatterla. Le responsabilità di ciò che è avvenuto oggi sono molteplici, ma non mancano quelle di chi in questa amministrazione ha applaudito alla memoria di un condannato per associazione esterna alla Camorra. Quella è stata la ricaduta di anni di rilassamento nella società civile e politica nel contrasto alle mafie. Le voci che si sono elevate in dissenso in questi anni, sono state isolate come voci "urlanti nel deserto".
Dopo la necessaria opera di indagine e di cesura dei legami con la camorra, la città dovrà ripartire. E come recita il suo motto "post fata resurgo". Come ha sempre fatto nella sua storia millenaria".
Tonino Scala esulta invece all'arrivo degli ispettori: "Arriva la Commissione d'accesso a Castellammare. Finalmente. Era ora. Abbiamo perso tre anni. Tre lunghi anni. La chiesi il 4 agosto, il giorno dell'insediamento del nuovo Consiglio comunale dopo i fatti avvenuti nella consiliatura precedente. Fui inascoltato e anche deriso. Peccato che non siano stati il Sindaco e lo stesso Consiglio comunale a chiederla come avevo chiesto, avremmo recuperato tempo. Chi pensa che sia un affronto alla città non ha ben capito la funzione degli ispettori. La Commissione è un atto dovuto, di rispetto oserei dire, nei confronti della città tutta che ha bisogno da tanto, troppo tempo, di chiarezza su fatti e vicende. Mi auguro che questo lavoro venga fatto in modo serio, meticoloso, che tenga conto delle varie inchieste che ci raccontano di condizionamenti a vario titolo della vita amministrativa. Castellammare da troppi anni aspetta, è giunto il momento della chiarezza. Era ora".

Daniele Di Martino

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