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Ztl alternata tra il Corso e il lungomare. E l’ex assessore Scafarto difende il «suo» piano

A Palazzo Farnese studiano il dispositivo per l’estate dopo l’uscita di scena del maggiore dei carabinieri

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L’ultima idea è quella di una Ztl alternata tra Corso Vittorio Emanuele e il lungomare Garibaldi. A breve la discussione sul dispositivo traffico estivo approderà sul tavolo della maggioranza di centrodestra. L’assessore Amedeo Di Nardo proporrà di riprendere il discorso del piano urbano di mobilità, interrotto con l’uscita di scena dell’ex assessore Gianpaolo Scafarto, non senza aver trovato un’intesa con gli alleati del sindaco Cimmino e con le associazioni.

L’idea è quella di proporre un zona a traffico limitato in Corso Vittorio Emanuele, con l’attivazione dei varchi elettronici che consentono comunque la sosta sugli stalli delle strisce blu disponibili. La Ztl durerebbe per tutta la giornata fino alle 19, massimo alle 20. Dopo di che inizierà l’isola pedonale del mare in villa comunale. In questo caso l’accesso alle auto andrebbe interdetto totalmente, perché la carreggiata dovrebbe essere occupata dai tavolini dei locali della movida, così come proposto da Forza Italia e accettata dalla maggioranza di centrodestra. La sperimentazione potrebbe partire già nei week end.

Nel frattempo l’ex assessore Gianpaolo Scafarto, da poco comparso sui social, difende il suo «piano». Sul suo profilo Facebook pubblica due foto a confronto: una del maggio 2019 e l’altra attuale. Così per dimostrare che i «suoi» cambi dei sensi di marcia non hanno di certo generato più traffico. La tesi portata avanti è che il traffico, a Castellammare, è sempre esistito: «Qualche settimana fa qualcuno mi ha chiesto se fossi soddisfatto del caos che regna a Castellammare dopo il cambio dei sensi di marcia…. Ho sorriso, siccome sono abituato a rispondere con i fatti ecco due foto di prima e dopo il cambio dei sensi di marcia. La foto a sinistra è di qualche giorno fa, quella a destra del maggio 2019 (pre-pandemia). A voi le riflessioni. Ovviamente la situazione è stata fotografata nello stesso giorno della settimana ed allo stesso orario».

Daniele Di Martino


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Alunni al freddo e al gelo in altre due scuole, coro di proteste dei genitori

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E’ un coro di proteste. Non solo la Bonito-Cosenza è rimasta senza riscaldamenti. A patire le pene del rigido inverno di questi giorni anche gli alunni più piccoli delle elementari. E’ il caso della scuola San Marco Evangelista nel quartiere San Marco e la Basilio Cecchi al centro cittadino.

Le proteste dei genitori si sono trasformate in segnalazioni giunte a StabiaNews.it. Il problema è sempre lo stesso: la mancata fornitura di gasolio da parte del Comune di Castellammare di Stabia.

Molti istituti stanno cercando di ovviare facendo entrare gli alunni alle 10 del mattino, quando le temperature sono leggermente in risalita. Ma è chiaro che è una situazione temporanea. I ritardi del Comune ormai sono sotto gli occhi di tutti. Una macchina amministrativa che fa acqua da tutte le parti, sia con la gestione politica che commissariale. Insomma, cambiare tutto per non cambiare niente.

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“Portatevi il plaid”, alunni della Bonito-Cosenza al freddo da dieci giorni

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“Portatevi il plaid da casa”. I professori sono costretti a suggerire metodi rudimentali per combattere il freddo. Nella settimana più fredda dell’anno, con temperature al minimo storico, gli alunni della scuola Bonito-Cosenza restano al freddo e al gelo. Da dieci giorni l’impianto di riscaldamento è fuori uso, a causa della mancata fornitura del gasolio. Dovrebbe provvedere il Comune di Castellammare di Stabia, in particolare il settore Lavori pubblici. Ma la fornitura tarda ad arrivare. Non è chiaro ancora il motivo di tale ritardo. Fatto sta che la caldaia ha smesso di funzionare e non si contano le proteste dei genitori.

Pariamo di una delle scuole più grandi di Castellammare. Quasi mille alunni, provenienti in parte dalla periferia e in parte dal centro cittadini. I professori riescono a fatica a tenere a bada i ragazzi, molti tentati dal disertare la scuola. Il Comune in tutto questo non è ancora pervenuto. Eppure è retto da una triade commissariale inviata dal ministero dell’Interno.  

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Crac Terme di Stabia, chiesto il processo per Bobbio e i suoi ex manager

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Crac Terme di Stabia, la Procura invoca il processo per l’ex sindaco di Castellammare Luigi Bobbio e altri dieci tra manager e revisori dei conti della società partecipata del Comune stabiese fallita nel 2015. Il gup del Tribunale di Torre Annunziata, Antonio Fiorentino, ha fissato per il mese di marzo l’udienza preliminare, su richiesta del pm Marianna Ricci.

L’ex sindaco Luigi Bobbio è oggi giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore e sarebbe tra i nomi che circolano per la candida a sindaco. Oltre a dover superare un altro scoglio giudiziario come quello della bancarotta Terme, dovrà risarcire il comune per poco meno di 170mila euro per effetto di una sentenza della corte dei conti.
Daniele Di Martino

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