Politica
Il Sindaco valuta le dimissioni di D’Apice, summit dall’ex presidente
Castellammare «La camorra ha reso la mia infanzia un inferno; io rappresento il desiderio di riscossa dal cancro che ancora oggi martorizza la nostra terra; da quando ho pronunciato il mio discorso in aula. Sto vivendo attacchi che hanno reso la mia esistenza un tormento, insieme a quella delle mie sorelle professioniste impegnate nel sociale». A dirlo è Emanuele D’Apice pronto a dimettersi dalla carica di Presidente del Consiglio Comunale. Potrebbe quindi durare meno del previsto la presidenza Emanuele D’Apice a Palazzo Farnese. Eletto circa due settimane fa D’Apice sarebbe pronto a fare un passo indietro. Una scelta condivisa con il Sindaco Gaetano Cimmino chiamato a decidere sul da farsi. La vicenda ruota attorno agli applausi in aula durante il discorso di insediamento, un discorso che sarebbe stato letto anche dal Sindaco Cimmino prima di essere pronunciato, e che ha suscitato non poche polemiche finite anche alla ribalta nazionale.
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L’accusa, secondo buona parte della maggioranza, nei confronti di D’Apice, che nel suo discorso ha ringraziato il Padre condannato per concorso esterno in associazione camorristica (pena scontata), è di aver determinato con quell’episodio l’arrivo degli ispettori del Ministero a Castellammare di Stabia. Ed è per questo che D’Apice sarebbe pronto a fare un passo indietro ma vuole l’ok del Sindaco Cimmino che però temporeggia. Intanto nel pomeriggio di oggi il primo cittadino stabiese ha incontrato Vincenzo Ungaro, presidente del consiglio comunale dimissionario protagonista proprio di una staffetta con D’Apice. Al centro dell’incontro ci sarebbero proprio le dimissione sul quale Ungaro è stato chiamato dal Sindaco ad esprimere una sua considerazione sulla vicenda.
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