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Pressing della Lega per le dimissioni di Verdoliva, ma il sindaco non molla l’assessore di “famiglia”

Da Roma il diktat di lasciare la maggioranza. Ma i leghisti stabiesi non vogliono “scaricare” Cimmino

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La Lega a Castellammare è in forte difficoltà. Alla luce delle ultime notizie sull’amministrazione comunale a guida centro destra, non ultimo l’invio della commissione di Accesso da parte del Ministero dell’Interno, il partito di Salvini sta chiedendo a gran voce le dimissioni del neo assessore, in quota Lega, Noemi Verdoliva. Pressing da Roma sulla consigliera comunale in quota Lega Tina Donnarumma, eletta tra le fila di una colazione di centro sinistra e consigliera dimissionaria della passata amministrazione stabiese con Sindaco Pd, che da poco ha ufficializzato il passaggio nella maggioranza del sindaco Cimmino con Lega Salvini Premier. Una brutta gatta da pelare per la neoleghista stabiese che avrebbe indicato l’assessore Verdoliva. Voci da palazzo Farnese, però, non credono nelle dimissioni dell’architetto gragnanese nominato in quota Lega e che, sempre secondo voci interne, sarebbe stata indicata dallo stesso sindaco perchè conosciuta personalmente o addirittura legata da rapporti familiari. Intanto Tina Donnarumma si trova tra due fuochi: tornare tra i banchi della minoranza e quindi “scaricare” l’assessore Noemi Verdoliva, oppure continuare l’appoggio all’amministrazione Cimmino che potrebbe però costarle la corsa alla Camera dei Deputati alle prossime elezioni politiche.

Matteo Pedrini


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Dimissioni, il «no» di D’Apice dopo una lite in villa con il sindaco | IL RETROSCENA

Commissione ancora al lavoro: pronte le verifiche sulle nuove assunzioni a Palazzo Farnese

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Dopo tanto discutere, sulla stampa e nelle segrete stanze di Palazzo Farnese, non cambierà nulla. Tutti restano al proprio posto. Almeno per ora. Eppure il sindaco Gaetano Cimmino, ben consigliato, aveva provato a smuovere le acque. Voleva dare un segnale alla commissione d’accesso, alla Prefettura, al ministro dell’interno. L’idea di far dimettere Emanuele D’Apice era diventata quasi una necessità. E invece ogni tentativo è risultato vano. Arriva il netto rifiuto di D’Apice a restituire l’incarico che tanto ha fatto discutere, dando il “la” per l’invio della commissione d’accesso, che altrimenti sarebbe arrivata soltanto dopo precise risultanze delle indagini che la Dda e la Procura di Torre Annunziata stanno svolgendo.

Il presidente del consiglio comunale non è disposto a tornare sui propri passi. E nei giorni scorsi l’ha comunicato in un confronto-scontro in villa comunale con il sindaco Gaetano Cimmino. I due sono stati notati mentre discutevano animatamente. Segno evidente del nervosismo che regna a Palazzo Farnese.

Cimmino, in questi giorni, sta provando a rimettere in sesto la barca che pende dal lato della Procura antimafia. Non a caso, il sindaco ha fatto notare sui social la costituzione di parte civile nel processo contro i clan stabiesi. Ha poi dato indirizzi precisi al comandante della polizia municipale per un controllo più accurato del territorio e per l’installazione di new jersey per combattere i parcheggiatori abusivi dell’acqua della Madonna.

Nel frattempo gli occhi dei commissari del Viminale si sono concentrati prima sulle pratiche urbanistiche a favore dei politici di Palazzo Farnese, poi sulle parentele «scomode» dei consiglieri comunali. Infine, un altro capitolo da affrontare sono anche le ultime assunzioni attraverso i concorsi pubblici. In questo caso potrebbero spuntare delle sorprese tra i nomi dei nuovi assunti, con verifiche sui legami di parentela con politici di Castellammare e del napoletano.

Daniele Di Martino

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