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Cronaca

Pronto a ripartire il cantiere EAV nelle Nuove Terme

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Operai al lavoro per il ripristino dello stato dei luoghi dopo il sequestro di una parte dell’area di cantiere

Castellammare di Stabia. E’ pronto a ripartire il cantiere EAV nelle Nuove Terme per i lavori di consolidamento del costone roccioso che affaccia sulla stazione Castellammare di Stabia Centro. Lavori propedeutici alla realizzazione del traforo di Varano per il secondo binario che collegherà la città delle acque a Pompei. Lo stop a fine maggio dopo il sequestro di parte dell’area di lavoro per la presenza di opere ritenute abusive.

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Ad essere «incriminato» un massetto in calcestruzzo su cui è stato poggiato un container. Il giudice, convalidando il sequestro, ne ha disposto il ripristino dello stato dei luoghi. Superato questo step sarà presentata istanza di dissequestro che, una volta accolta, consentirà di far ripartire i lavori. Secondo quanto apprendiamo da fonti EAV il container e le altre strutture di servizio per gli operai impegnati in lavori che dureranno all’incirca due anni saranno spostate su un’altra zona sempre all’interno delle Terme.

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EAV, Cascone a Cimmino: le tue sono minacce velate. Botta e risposta social tra il Sindaco e il Presidente della Commissione Trasporti

La vicenda del cantiere ha suscitato non poche polemiche soprattutto tra il Sindaco Gaetano Cimmino e il Presidente della Commissione Regionale Trasporti, Luca Cascone. Un botta e risposta social tra i due in cui Cascone ha anche «accusato» Cimmino di minacce velate e ribadendo che il progetto è stato «condiviso da tutti in primis da te Sindaco di Castellammare, progetto che contempla diverse opere di mitigazioni per riqualificare la città ed altri finanziamenti molto importanti come ascensore inclinato verso le terme per valorizzarne la fruizione». emidav


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Cronaca

Campania, Vincenzo De Luca dice no al “mix” di vaccini

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«Prosegue la vaccinazione di massa con vaccini Pfizer e Moderna. Astrazeneca per chi lo ha ricevuto in prima dose»

Già qualche giorno, Vincenzo De Luca, aveva usato la sua consueta ironia per mostrare il suo disappunto sul cambio di linea in merito alla seconda dose del vaccino Astrazeneca. E in diretta Facebook aveva detto: «Oggi dovremo porre un quesito: chi è sotto i 60 anni e ha fatto la prima dose Astrazeneca che fa con il richiamo? A chi lo chiedo, a un generale o a un medico? Io non so a chi devo fare la domanda». Oggi, il governatore della Campania va oltre e rende noto che la domanda non ha alcuna intenzione di porsela visto che la decisione l’ha presa direttamente lui. E così in Campania è scattato il divieto di utilizzare il mix di vaccini. «Le vicende degli ultimi giorni relative all’uso del vaccino Astrazeneca cambiano in modo radicale il livello di fiducia, le sensibilità e la stessa disponibilità dei cittadini in relazione alla campagna vaccinale. Occorre dunque ricostruire il rapporto di fiducia verso lo Stato, oggi fortemente compromesso», avverte De Luca.

Al tal fine, spiega, «sarebbe irresponsabile ogni atteggiamento di minimizzazione dei problemi. La realtà è che da oggi cambia completamente la programmazione vaccinale». Auspica una «radicale semplificazione. Si chiariscano i ruoli. Si riconduca – prosegue De Luca – la funzione del Commissario a un lavoro esclusivamente tecnico-operativo, relativo alla distribuzione dei vaccini. Si riconduca la comunicazione medico-scientifica al solo ministero della Salute, che deve assumersi la responsabilità di fornire gli orientamenti, facendo parlare una sola persona incardinata nel ministero stesso», ribadisce il governatore. Anche perchè «il livello di confusione esistente rischia di pregiudicare lo stesso prosieguo della campagna vaccinale». Da qui la linea della Regione Campania che «ritiene necessario fare scelte chiare. Da oggi, non somministreremo più dosi di vaccino a vettori virali, a nessuna fascia di età. Prosegue la vaccinazione di massa con vaccini Pfizer e Moderna – spiega De Luca – Chi ha fatto la prima dose di Astrazeneca sopra i 60 anni, può completare il ciclo con una seconda dose Astrazeneca. Per i soggetti sotto i 60 anni (tranne che per chi è alla dodicesima settimana) non si procede alla somministrazione di vaccini diversi dalla prima dose, sulla base di preoccupazioni scientifiche che invieremo al Governo, e rispetto alle quali sollecitiamo risposte di merito, in mancanza delle quali, manterremo la nostra linea di rifiuto del mix vaccinale». Infine un appello gli organi centrali affinchè «siano eliminate, nella comunicazione, espressioni del tipo: “è raccomandato”, “è consigliato”, “e’ preferibile”, ma si dica semplicemente; “è consentito”, o “è vietato”».

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