Politica
Rischio scioglimento, è pronta la grande fuga dal centrodestra stabiese
Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia valutano l’ipotesi di far terminare la consiliatura per cercare di evitare lo scioglimento per infiltrazioni camorristiche
La barca sta per affondare. E il rischio concreto della incandidabilità per sindaco, giunta e consiglieri agita il centrodestra. Si rischia una fuga di massa dalla maggioranza, a parte i fedelissimi che restano al fianco del primo cittadino. L’effetto dell’arrivo della commissione d’accesso è stato dirompente e il rischio concreto di una fuga dal centrodestra stabiese c’è tutta.
Arrivano conferme da Roma per quanto riguarda la posizione della Lega. Il partito di Salvini è rientrato dopo due anni nella maggioranza con Tina Donnarumma e con la nomina dell’assessore Noemi Verdoliva. La discussione sul caso Castellammare è aperta, tanto che il segretario regionale Valentino Grant sarà chiamato a discutere della questione con i vertici romani del partito. L’indicazione sarebbe quella di ritirare l’assessore e garantire appoggio esterno, ma nei prossimi giorni il diktat potrebbe essere più preciso.
Non è il solo partito a nutrire dubbi sul prosieguo dell’avventura amministrativa. Anche in Fratelli d’Italia si è aperta una discussione. In questo caso la segreteria regionale è chiamata a valutare la posizione del partito di Giorgia Meloni all’interno dell’amministrazione comunale stabiese, finita sotto la lente d’ingrandimento degli ispettori inviati dal Viminale per accertare eventuali commistioni con la malavita organizzata.
L’imbarazzo non risparmia nemmeno Forza Italia. Il partito di Berlusconi, che a Napoli è pronto a mettere da parte Luigi Cesaro (riferimento del sindaco Cimmino) per sostenere il simbolo dell’anti-camorra Catello Maresca, è chiamato a fare una valutazione attenta. Non a caso, nelle ultime ore, proprio dai forzisti sarebbe partito un pressing nei confronti del sindaco Gaetano Cimmino. Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di una chiusura anticipata della consiliatura, un tentativo disperato per scongiurare il pericolo di uno scioglimento per infiltrazioni camorristiche. In realtà sarebbe l’unica carta da giocare per salvare la città da un commissariamento di almeno 18 mesi. Ai suoi fedelissimi, Gaetano Cimmino, avrebbe confidato che non ha intenzione di farsi da parte. Anche se a giudizio di chi scrive, l’ipotesi delle dimissioni di massa potrebbe davvero evitare il macigno dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche nella cosa pubblica. Sarebbe un atto d’amore verso la città.
Sul tavolo resta ancora la proposta di far dimettere il presidente del consiglio Emanuele D’Apice, un modo per lanciare un segnale dopo gli applausi in consiglio comunale che hanno acceso i riflettori della prefettura su Castellammare. Nel centrodestra cresce la fronda che chiede un cambio di passo per la guida dell’assise, al momento la decisione resta congelata. D’Apice non sarebbe ancora convinto di lasciare. Ma attende il via libera del sindaco per gettare la spugna.
Daniele Di Martino

