Pronti, via e il consiglio comunale subito salta. In aula approda la questione Terme di Stabia, ma arriva subito uno stop. Nemmeno dieci minuti che il consigliere Tonino Scala fa notare: «Non c'è una proposta, su cosa discutiamo oggi? E' stato violato l'articolo 3 del regolamento».
Ed è subito imbarazzo nel centrodestra stabiese, costretto a ripiegare su una conferenza dei capigruppo istituzionale per poter sbrogliare la matassa e riportare la discussione in consiglio comunale. Il presidente del consiglio Emanuele D'Apice ha infatti chiesto una pausa per poter trovare il modo di proseguire. Tentativo fallito, perché in aula i consiglieri non sono mai più ritornati.
Anche per gli altri punti all'ordine del giorno, non erano stati consegnati ai consiglieri gli incartamenti per poter valutare i provvedimenti all'ordine del giorno (tra cui anche debiti fuori bilancio).
Una performance negativa della maggioranza del sindaco Cimmino che evidenzia l'assenza di proposte per il rilancio del termalismo, dopo tre anni di amministrazione. Se le precedenti amministrazioni non erano riuscite nell'intento di trovare un privato disposto a riattivare il termalismo, l'attuale giunta non ci ha nemmeno provato a farlo. Segno evidente di un progetto totalmente assente.
Daniele Di Martino