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Cronaca

Area ridotta a discarica, il Noe sequestra di nuovo l’Avis

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AVIS


I carabinieri del Noe sequestrano l’area Avis. E non è la prima che lo stabilimento di via Napoli finisce nel mirino della Procura. L’area, ceduta ben due volte nell’ultimo anno, è diventato ricettacolo di rifiuti pericolosi, tanto da indurre il sindaco Cimmino a firmare un’ordinanza di rimozione del materiale abbandonato nell’area. Fino si controlli del Noe che hanno chiesto e ottenuto il sequestro.

Sul caso interviene Andrea Di Martino (Italia Viva): “Un plauso va al reparto dei Carabinieri che è intervenuto a tutela della città e del quartiere CMI. Sono mesi che sto denunciando ciò che accade nell’area Avis. Nell’ultimo consiglio comunale ho evidenziato che sull’area si erano concentrate le attenzioni di imprenditori del settore rifiuti, non tacendo nomi e cognomi, come sono solito fare, assumendomi fino in fondo la responsabilità di cio che dichiaro.
Ora i Carabinieri hanno confermato i miei timori. Urge una accelerazione dei programmi urbanistici su quella zona della città. Costruendo un disegno urbanistico unico da foce Sarno all’hotel Miramare, che ricomprenda la riqualificazione del quartiere CMI e la destinazione di tutte le aree dismesse dal processo di deindustrializzazione. In questo quadro va inserito il progetto di Marina di Stabia che va completato celermente. La politica non può sottrarsi al governo dei processi territoriali altrimenti saranno gli interessi di parte a governare il territorio”. Anche Tonino Scala, consigliere comunale del quartiere CMI, è intervenuto parlando di ” ennesimo atto ignobile perpretato ai danni dei cittadini del Rione Cmi, che già hanno subito danni irreversibili per oltre cinquant’anni. Prima l’amianto, poi aspiratori posizionati di fronte alle palazzine dell’isolato 1, poi vasche a pochi metri da una scuola materna, poi amianto interrato e ora rifiuti, non si sa ancora di quale natura, tra le macerie di un’industria che ha pesato, e lo continua a fare, sulla salute, sulla vita, sulle esistenze di intere generazioni tarpando le ali e il futuro. Ho iniziato lì, su quelle lotte, i miei passi in politica. Ricordo le prime assemblee quando anche gli stessi operai, per paura di perdere il lavoro, sottovalutano il fenomeno. Sul tavolo una pistola e una scelta: lavoro o salute? Poi i primi morti, non solo gli operai, ma le mogli che lavorano gli indumenti di lavoro, poi casi atipici di asbestosi, e poi e poi… Fino ad arrivare ai giorni nostri dove l’Avis continua a mietere vittime. Bisogna fare presto. Bisogna bonificare e progettare il futuro che passa da queste parti e non può essere cemento e abitazioni. Di qui passa il futuro che si costruisce oggi”.


Cronaca

Castellammare. Strisce blu, sui parcometri la foto della Cassarmonica

Dopo il caso segnalato da Stabia News al posto di Amalfi e Capri arriva la foto della Cassarmonica

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Castellammare

Castellammare di Stabia. La Tmp, società che si occupa della gestione della sosta a pagamento in città, corre ai ripari e sostituisce con la Cassarmonica le immagini di Capri e Amalfi sui display dei parcometri. Dopo il caso segnalato da StabiaNews.it, che suscitò non poche polemiche che si aggiunsero anche quelle relative all’aumento dei costi, la società ha cambiato lo sfondo con una foto del monumento tra i simboli della città di Castellammare di Stabia.

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Non mancano i disagi ai fruitori delle strisce blu. In pratica non è possibile pagare la frazione di ora, è solo possibile pagare ogni singola ora. Quindi si può versare solamente 1 euro per un ora o 3 euro per due ore e così a seguire ogni due euro per ogni singola ora. Non è possibile, ad esempio, versare 4 euro per due ore e mezza. Sul display compare la dicitura “importo errato” annullando di fatto la transazione. Gli importi consentiti dunque, stando a quanto emerge recandosi alle colonnine, sono 1 euro (1 ora), 3 euro (2 ore), 5 euro (3 ore) e così via. Disagi anche ai commercianti costretti a spiegare agli avventori il nuovo sistema di pagamento della sosta in città.

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