Tre anni fa l’insediamento del consiglio comunale di Castellammare, Scala: «Un disastro, la città non ha fatto passi in avanti»

Tre anni fa la proclamazione del consiglio comunale, Scala (LeU) boccia l'operato dell'amministrazione

Castellammare di Stabia. «Un disastro, tre anni e tutto sembra immutato». E' il commento del consigliere comunale di opposizione, Tonino Scala, che ricorda l'anniversario della proclamazione del consiglio comunale di Castellammare di Stabia avvenuto il 3 agosto 2018. Un consiglio comunale, dopo anni, che vede la maggioranza dei simboli espressione del centrodestra guidati dal Sindaco Gaetano Cimmino, già presidente del consiglio comunale di Bobbio, che riuscì ad imporsi al ballottaggio su Andrea Di Martino con poco più di 10mila e duecento voti. Il consigliere Scala boccia l'operato di questi tre anni. «Dopo 18 anni tornai a Palazzo Farnese nelle vesti di consigliere di opposizione. Da quel giorno son trascorsi 3 anni, 3 lunghi anni e tutto sembra immutato. La città non ha fatto passi in avanti» Scrive Tonino Scala che parla di «sconfitta, per tutti, anche per chi ha provato con tutti i mezzi a disposizione a pungolare, contrastare, jastemmare, segnalare, denunciare, avanzare proposte».

Per l'esponente di Liberi e Uguali «la città è ferma. Tutti i nodi sono irrisolti e non hanno visto non la soluzione com'è ovvio che sia, ma nemmeno l'avvio di un qualsiasi percorso. Manca un visione, si naviga a vista. Abbiamo visto in questi lunghissimi ed intensi anni cambi di posizione che puntualmente, come nel gioco dell'oca, han fatto ritornare la città alla posizione di partenza». Nel corso di questi tre anni tra gli eventi giudiziari che hanno interessato la città c'è anche l'arrivo della commissione d'indagine inviata dalla Prefettura per accertare l'eventuale presenza di infiltrazioni della criminalità organizzata nella macchina amministrativa e politica.  Sul lavoro della commissione d'accesso Scala si augura che gli ispettori del Ministero «facciano presto andando fino in fondo». «Credo - prosegue Scala in un comunicato - che il limite di questi anni sia stato soprattutto politico. Quando manca una visione, manca tutto. Quando non hai ben chiaro quello che dovrà essere la città, puoi anche tagliare un po' d'erba e farla passare come inaugurazione, fare qualche spettacolo, asfaltare qualche strada, ma la comunità non avrà fatto nessun passo in avanti. Abbiamo perso altri 3 anni quando come città non possiamo permetterci di perdere nemmeno un secondo». Emilio D'Averio

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