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Politica

Piano casa, arriva lo stop della Consulta: no agli appartamenti in via De Gasperi

Ripercussioni a cascata dopo la sentenza della Corte Costituzionale che boccia le deroghe al Put


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La Consulta boccia il piano casa nelle zone vincolate al Put. La Corte Costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale di una parte della legge che regola il Piano Casa della Regione Campania, nella parte in cui si prevede che gli interventi edilizi possano essere realizzati in deroga alle prescrizioni del Piano urbanistico territoriale dell’area sorrentino-amalfitana «quando queste non prevedono limiti di inedificabilità assoluta». Tradotto in parole povere sono stati bocciati tutti gli interventi di housing sociale messi in piedi negli ultimi anni. Una ricaduta anche e soprattutto sul territorio stabiese e in particolare su via De Gasperi, dove è in atto una rimodulazione degli spazi nell’area di Marina di Stabia e la realizzazione di case vacanze (ma non vendute a libero mercato). Una sentenza che comunque potrebbe incidere sulle opere a terra previste per il porto turistico.

Non mancano le reazioni, come ad esempio quella di Tonino Scala, segretario regionale di Sinistra Italiana e consigliere comunale a Castellammare: “Ci voleva la Corte Costituzionale per mettere un punto alle deroghe al Piano Casa. Avevamo ragione, questa battaglia ci ha isolato, ci ha messo nell’angolo, ha fatto aprire e chiudere inchieste, inflitto condanne, abbiamo preso botte da orbi camminando a testa alta rivendicando ai quattro venti le nostre ragioni. Siamo stati derisi, umiliati, sconfitti nelle urne. Oggi però, la Corte Costituzionale sancisce una cosa che solo chi non aveva occhi per vedere non vedeva: non si può attuare il Piano casa in deroga al Put. Una magra consolazione anche se per la miopia di qualcuno ha fatto perdere al nostro territorio, che non poteva e non può perdere tempo, non può permetterselo, più di dieci anni”.


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Politica

GRAGNANO | Aule pericolanti, il sindaco chiude una parte della scuola Roncalli

Nello D’Auria firma un’ordinanza per impedire l’utilizzo delle aule inagibili

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Aule pericolanti, il sindaco chiude parzialmente la scuola Roncalli. In seguito a un sopralluogo dei funzionari comunali presso il plesso scolastico “Roncalli” di via Croce, è emersa «la presenza diffusa di fenomeni di ossidazione delle armature delle strutture portanti verticali ed orizzontali (travi e pilastri), delle armature dei travetti dei solai con conseguente espulsione del copriferro e sfondellamento degli stessi, con rottura e distacco dei blocchi in laterizio, ed inoltre in alcune aule si è riscontrata la presenza di fenomeni di infiltrazione di acqua piovana provenienti dalla copertura, dove il manto bituminoso di protezione è in diverse parti ammalorato/danneggiato» si legge nel verbale di sopralluogo.
Per questo motivo il sindaco Nello D’Auria ha firmato un’ordinanza per interdire alcune zone del plesso, in particolare le aule numero 1 – 2 – 3 – 4 – 5 – 6 – 7 – 8, il laboratorio primavera e l’aula magna” al piano terra, così come le aule numero 13 – 14 – 15 e il Laboratorio di informatica” al primo piano.

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