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Cronaca

Tram Gragnano-Castellammare, l’intervento di De Gregorio (EAV): “Noi a disposizione dei Sindaci, pronti a realizzare l’opera»

Il numero uno di EAV interviene sulla vicenda del tram leggero: pronti a riaprire l’infrastruttura dopo 12 anni. Per Ferrovie dello Stato è una tratta dismessa

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Castellammare di Stabia/Gragnano. «La tratta Castellammare – Gragnano è già chiusa, oserei dire abbandonata, da 12 anni e noi vorremmo tentare di riaprirla. Non ci risulta che ci siano altre imprese ferroviarie, oltre ad EAV, disponibili a fare questo tipo di operazione. RFI e Trenitalia si sono espresse da tempo, considerando quella linea un ramo secco da destinare alla dismissione. EAV ritiene, invece, che la linea possa avere grandi potenzialità per i pendolari e per il turismo, ed è per questo che ha sviluppato un progetto, richiesto dai Comuni della zona, per la rifunzionalizzazione della tratta in un’ottica più appetibile di sistema leggero con nuove fermate intermedie per consentire la più ampia accessibilità all’intero sistema insediativo dei comuni interessati». A scriverlo in una lettera è l’Amministratore Delegato di EAV, Umberto De Gregorio, che interviene sul progetto relativo al tram leggero che colleghi la città di Gragnano a Castellammare sulla vecchia linea ferrata dismessa da Ferrovie dello Stato e che da anni è avvolta dal degrado più assoluto: manufatti abusivi, rifiuti e erbacce.

Un progetto di cui se ne parla da anni ma che non ha mai trovato reali occasioni di finanziamento se non ora con il fondi del Contratto Istituzionale di Sviluppo promosso dal Ministero del Sud.  Oltre 30milioni di euro, questo il valore dell’intervento che prevede 4 nuove fermate intermedie che saranno così identificate: “Pallone Geodetico”, “Cittadella della Pasta”, “Stadio Romeo Menti”, “Stabia Scavi – Nodo di interscambio”, quest’ultima consentirà il trasbordo da/verso la linea EAV Napoli – Sorrento oltre alla fermata, già esistente, di Madonna delle Grazie, che verrà riqualificata e diventerà sede di incrocio per il servizio a spola. La proposta prevede l’accesso al finanziamento anche per l’acquisto dei veicoli che transiteranno sulla nuova linea, che saranno ibridi diesel/elettrici.

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Tram leggero da Gragnano a Castellammare: progetto da 33 milioni di euro

«Stiamo raccogliendo grande entusiasmo per la proposta presentata e se ci saranno tutte le condizioni, EAV sarà pronta ad assumere il ruolo di soggetto attuatore per la realizzazione e la gestione della nuova linea.  Si – continua De Gregorio – proprio EAV, che sulla circumvesuviana ha ordinato 40 treni nuovi ed ottenuto 300 milioni di euro dai fondi del recovery per riammodernare l’infrastruttura. EAV è solo a disposizione se può essere utile. Abbiamo un progetto, lo abbiamo messo a disposizione dei Sindaci che ce lo hanno chiesto. La ferrovia è abbandonata da 12 anni. Se FFSS la rimette in servizio siamo contenti. Se possiamo dare una mano, siamo contenti».

Visione contraria da parte del Movimento 5 Stelle che chiede sostanzialmente il ripristino della vecchia ferrovia. La deputata pentastellata Teresa Manzo ha, nelle scorse settimane, presentato e visto l’approvazione alla Camera di un’Ordine del Giorno «che impegna il Governo a intervenire per il suo ripristino della tratta ferroviaria, obiettivo perfettamente in linea con le direttive del PNRR, sia in tema di infrastrutture sia sul piano dello sviluppo turistico». Il consigliere Regionale M5S Luigi Cirillo ha detto «no al tram leggero» perchè «è assolutamente in contrasto con la visione di riqualificazione e rilancio del territorio che stiamo portando avanti in Campania. I 33 milioni previsti per la trasformazione della linea andrebbero investiti, piuttosto, nella riqualificazione della storica linea ferroviaria, sicuramente più funzionale sotto il profilo logistico, quanto di maggiore attrattiva dal punto di vista storico».

Il progetto di un tram leggero, da perfezionare consultando anche i residenti che insistono lungo la tratta ferrata, con infrastrutture connesse può rappresentare un’importante alternativa alla tradizionale mobilità locale oltre ad un rilancio globale del territorio stabiese e dei Monti Lattari. Emilio D’Averio


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