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Politica

Acqua Acetosella, imprenditore bloccato dalla burocrazia: “Ho rilevato il marchio ma non posso produrre”

La storia di Giuseppe Giugliano e del suo progetto di rilancio dello storico imbottigliamento: “Ero pronto a commercializzare l’acqua nei contenitori TetraPak”

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C’è un imprenditore che ha rilevato il marchio di acqua Acetosella, ma è bloccato dalla burocrazia e da tira e molla tra Comune e ministero della Salute. Non ultima la sospensione del decreto di riconoscimento per l’acqua imbottigliata fino a qualche anno fa, o meglio prima del fallimento della società Stabia.Di.Mare srl.

Eppure ci sarebbe la possibilità di riattivare la produzione. Proprio grazie all’investimento fatto da un imprenditore stabiese, Giuseppe Giugliano, attivo nel campo dell’ecologia e dell’ambiente. Con la società del suo gruppo che fattura 5 milioni all’anno con la depurazione delle acque, la H2o srl, ha rilevato il marchio Acetosella dal fallimento ed era pronto a far ripartire la produzione attraverso un progetto molto innovativo.

“Purtroppo la concessione è ferma e non siamo riusciti a ripartire con la produzione – afferma Giuseppe Giugliano – Abbiamo rilevato il fitto di ramo d’azienda della Stabia.Di.Mare Srl per proporre un nuovo progetto di imbottigliamento e commercializzazione, utilizzando contenitori in tetrapak molto innovativi. Abbiamo chiesto più volte al Comune, siamo stati in Regione, ma non ci sono state risposte. Così il nostro progetto di far tornare sul mercato l’Acqua Acetosella si è fermato”.

Una ripartenza strozzata dal tira e molla tra ministero e Comune di Castellammare. Il primo motiva la sospensione del decreto di riconoscimento delle acque per la mancata comunicazione dell’Ente rispetto alle analisi. Dal canto suo, l’amministrazione sostiene di aver inviato i risultati delle analisi lo scorso 31 gennaio al ministero della Salute. Ma il risultato è che per ora l’Acqua Acetosella è persa e l’unico imprenditore che aveva intenzione di far ripartire la produzione è bloccato dalla burocrazia.

Daniele Di Martino


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Politica

Alunni al freddo e al gelo in altre due scuole, coro di proteste dei genitori

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E’ un coro di proteste. Non solo la Bonito-Cosenza è rimasta senza riscaldamenti. A patire le pene del rigido inverno di questi giorni anche gli alunni più piccoli delle elementari. E’ il caso della scuola San Marco Evangelista nel quartiere San Marco e la Basilio Cecchi al centro cittadino.

Le proteste dei genitori si sono trasformate in segnalazioni giunte a StabiaNews.it. Il problema è sempre lo stesso: la mancata fornitura di gasolio da parte del Comune di Castellammare di Stabia.

Molti istituti stanno cercando di ovviare facendo entrare gli alunni alle 10 del mattino, quando le temperature sono leggermente in risalita. Ma è chiaro che è una situazione temporanea. I ritardi del Comune ormai sono sotto gli occhi di tutti. Una macchina amministrativa che fa acqua da tutte le parti, sia con la gestione politica che commissariale. Insomma, cambiare tutto per non cambiare niente.

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Politica

“Portatevi il plaid”, alunni della Bonito-Cosenza al freddo da dieci giorni

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“Portatevi il plaid da casa”. I professori sono costretti a suggerire metodi rudimentali per combattere il freddo. Nella settimana più fredda dell’anno, con temperature al minimo storico, gli alunni della scuola Bonito-Cosenza restano al freddo e al gelo. Da dieci giorni l’impianto di riscaldamento è fuori uso, a causa della mancata fornitura del gasolio. Dovrebbe provvedere il Comune di Castellammare di Stabia, in particolare il settore Lavori pubblici. Ma la fornitura tarda ad arrivare. Non è chiaro ancora il motivo di tale ritardo. Fatto sta che la caldaia ha smesso di funzionare e non si contano le proteste dei genitori.

Pariamo di una delle scuole più grandi di Castellammare. Quasi mille alunni, provenienti in parte dalla periferia e in parte dal centro cittadini. I professori riescono a fatica a tenere a bada i ragazzi, molti tentati dal disertare la scuola. Il Comune in tutto questo non è ancora pervenuto. Eppure è retto da una triade commissariale inviata dal ministero dell’Interno.  

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Crac Terme di Stabia, chiesto il processo per Bobbio e i suoi ex manager

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Crac Terme di Stabia, la Procura invoca il processo per l’ex sindaco di Castellammare Luigi Bobbio e altri dieci tra manager e revisori dei conti della società partecipata del Comune stabiese fallita nel 2015. Il gup del Tribunale di Torre Annunziata, Antonio Fiorentino, ha fissato per il mese di marzo l’udienza preliminare, su richiesta del pm Marianna Ricci.

L’ex sindaco Luigi Bobbio è oggi giudice della sezione fallimentare del Tribunale di Nocera Inferiore e sarebbe tra i nomi che circolano per la candida a sindaco. Oltre a dover superare un altro scoglio giudiziario come quello della bancarotta Terme, dovrà risarcire il comune per poco meno di 170mila euro per effetto di una sentenza della corte dei conti.
Daniele Di Martino

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