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Castellammare a 800 metri dal sogno bandiera blu

Confermato il riconoscimento alla vicina Vico Equense

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Una bandiera blu a ottocento metri da Castellammare. Sarebbe paradossale una decisione del genere e invece nasconde una vocazione turistica che ancora non c’è. Eh sì, perché la bandiera blu viene concessa non solo per le analisi delle acque, ma anche in base a precisi parametri che riguardano i servizi turistici. Per questo viene premiata Vico Equense, in particolare lo specchio d’acqua che va dal Bikini, attraversa Capo la Gala e arriva fino allo Scrajo, raggiungendo perfino marina di Seiano. Ma tra il confine di Castellammare, delimitato dal lido Famous Beach, e il Bikini non ci passano nemmeno 800 metri. Insomma, la città stabiese resta a poche decine di passi dal sogno della bandiera blu, nell’anno in cui il litorale di via De Gasperi è ritornato balneabile. Forse il vento è cambiato, ma tira ancora a favore della penisola sorrentina.

Daniele Di Martino


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“T’aggio visto ‘ncopp a Tik Tok”, viaggio tra i volti campani più noti sui social

Il cortometraggio realizzato da Gaetano Cuomo presentato al Faito Doc Festival

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Costumi, usi e abusi di uno dei social più in voga non solo tra le giovani generazioni. Un viaggio in compagnia di alcuni dei personaggi che fanno maggiore tendenza, nel bene e nel male. Tutto questo è “T’aggio visto ‘ncopp a Tik Tok”, il corto nato da un’idea di Gaetano Cuomo e Giovanni De Liguori che verrà presentato e proiettato fuori concorso in anteprima assoluta al Faito Doc Festival, la rassegna internazionale che quest’anno raggiunge il traguardo delle quindici edizioni, in programma dal 20 al 27 luglio 2022 e la cui direzione artistica è curata da Nathalie Rossetti e Turi Finocchiaro.
“T’aggio visto ‘ncopp a Tik Tok” in poco meno di dieci minuti permette di fare una veloce, divertente e puntuale panoramica tra alcuni dei video dei Tiktoker campani più in voga: dalla “star” Rita De Crescenzo ad Armando Cobucci Sparadais (di Paestum); da Wonderpiera, famosa per il remake in dialetto napoletano di “I feel good” di James Brown ad Emilio Borrelli, Sandokan di Acerra; dalla pornostar di Pompei Valentina Nappi al cantante Gigione fino al comico Francesco Paolantoni, che ritiene che il “corsivo” – lo slang nato a Milano e reso famoso da Elisa Esposito – si parla da molto più tempo a Pozzuoli. E ancora: pseudo camorristi che emulano, ma si potrebbe dire “scimmiottano”, i personaggi di Gomorra fino a perfetti sconosciuti che si lanciano in balletti, raccontano barzellette, illustrano i loro pensieri alla ricerca di una popolarità che forse non arriverà mai.
“‘In the future everyone will be world-famous for 15 minutes’: la profezia di Andy Warhol – afferma Giovanni De Liguori – trova la sua più diretta e feroce realizzazione con i video di TikTok, che regalano fama e notorietà ai suoi più audaci protagonisti. Con tutto ciò che ne consegue: followers, sponsor, invidia, minacce, critiche (queste ultime prontamente ribattute, sempre a mezzo Tik Tok). Al di là del folclore e delle spesso amare risate, ciò che ne viene fuori è probabilmente la fotografia più reale ed impietosa di una gran parte del Paese reale”.
“È da più di un anno che seguiamo ogni giorno i video Made in Naples – gli fa eco Gaetano Cuomo – e ci siamo imbattuti in contenuti a volte interessanti, altre volte trash. Ci piace concludere dicendo che tutto sommato però i napoletani anche su Tik Tok irrompono con la loro innata creatività”.

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