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Acqua della Madonna, giù la veranda cafonal dopo 12 anni

Nel 2010 la prima diffida al proprietario. Nel frattempo era anche stata “ristrutturata”

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Una stanza abusiva ricavata su un marciapiedi di via Duilio. Un abuso accertato nel 2009 e per il quale dal 2010 pendeva un ordine di abbattimento. Dopo 12 anni, soltanto l’arrivo del nuovo dirigente all’urbanistica Mario Oscurato e su impulso della commissione antimafia, si procederà alla demolizione del manufatto cafonal dell’Acqua della Madonna.

Infatti, uno dei primi provvedimenti del dirigente proveniente dal Comune di Melito è l’affidamento dei lavori di abbattimento della veranda cafonal. Nel corso dell’istruttoria si ricostruisce la paradossale vicenda. Si parte dall’anno 2009, quando sono scattati gli accertamenti da parte dell’ufficio tecnico sulla
scorta di segnalazioni pervenute dal Settore lavori pubblico nell’ambito di interventi di riqualificazione dei marciapiedi. Si segnalava quindi la presenza di “un manufatto di dimensioni m. 3,50 x m. 2,70 ed altezza mt.3,00 ca., costituito da muretti in blocchi di lapilcemento di altezza mt. 1,20, sovrastante veranda in alluminio anodizzato di altezza mt.1,60 e copertura in lamiere grecate del tipo coibentato sorrette da una struttura in ferro” si legge nell’atto a firma dell’ingegnere Oscurato.

A marzo 2010 fu inviata una diffida al proprietario per la rimozione dell’opera abusiva e il ripristino dello stato dei luoghi, da eseguirsi entro 15 giorni dalla notifica del provvedimento. Sono passati oltre 12 anni. Fino a quando lo scorso settembre la polizia municipale fa un altro sopralluogo, riscontrando che il manufatto non solo non era stato rimosso, ma era stato oggetto di ulteriori interventi, ovvero di sostituzione degli infissi, del pannello di copertura e della pavimentazione.

dadimar


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