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Litorale di via De Gasperi, confermata la balneabilità. Presto via libera ai tuffi anche in villa

Il consigliere regionale Casillo annuncia: «Pronti a finanziare anche la bonifica dell’arenile»

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Confermata la balneabilità sul litorale di via De Gasperi. Con un’ordinanza, il commissario straordinario ha revocato il divieto di balneazione nell’area dell’ex cartiera, confermando i dati positivi giunti dalle analisi Arpac prima dell’estate. Quel tratto di spiaggia è quindi balneabile, almeno fino a Marina di Stabia. In villa comunale, invece, si dovrà ancora attendere anche se gli ultimi prelievi fanno ben sperare.

Esulta il consigliere regionale Mario Casillo: «Un sostanziale miglioramento delle acque ottenuto grazie ai lavori finanziati dalla Regione Campania per il completamento della rete fognaria e la progressiva chiusura degli scarichi diretti a mare. Con il proseguimento dei lavori del collettore di Gragnano arriveremo anche all’eliminazione del divieto di tuffi nella zona della villa».

Casillo annuncia poi un’importante novità: «La prossima sfida resta la bonifica dell’arenile. La Regione è pronta a fare la propria parte, come stiamo dimostrando in tutti questi anni!».

Daniele Di Martino


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I commissari ordinano la demolizione degli abusi del clan a Faito

Il caso finito anche nella relazione della commissione d’accesso

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Giù gli abusi nel castagneto della camorra. La commissione straordinaria ordina la demolizione di opere realizzate abusivamente in un terreno su Monte Faito, un tempo gestito da esponenti del clan Di Martino e utilizzato per la coltivazione della cannabis anche dopo la confisca. Uno dei casi finiti delle pagine della commissione d’accesso, tra i motivi di scioglimento dell’amministrazione comunale di centrodestra. Gli ispettori del ministero rilevarono un’incongruenza tra un sopralluogo effettuato dalla polizia municipale e dai carabinieri. Mentre i vigili urbani dichiaravano che i terreni «…erano risultati inaccessibili in quanto situati in zona impervia e montuosa…», gli uomini dell’Arma hanno accertato che invece erano facilmente individuabili e accessibili con autovettura e che su di essi risultano allestiti stalle e ricoveri, all’interno dei quali si trovavano animali di varie razze. Proprio questi manufatti allestiti per il ricovero degli animali saranno abbattuti a spese del Comune.

“E’ emerso che tali beninon sono utilizzabili per alcuna finalità pubblica che contempli un utilizzo da parte di esseri umani, dal momento che trattasi di baraccamenti in lamiera, con struttura mista in ferro e blocchi in lapilcemento, del tutto fatiscenti e privi di ogni requisito statico-strutturale oltre che igienico-sanitario” si legge tra gli atti propedeutici ai lavori di demolizione.

Palazzo Farnese pone l’accento sulla “necessità del ripristino dello stato dei luoghi e del legittimo uso del suolo”, con la possibilità di rivalersi sui trasgressori per il recupero in danno degli esborsi sostenuti.

Per fare ciò verrà individuata una ditta specializzata attraverso trattativa diretta su piattaforma MePa, pescando quindi tra le ditte incaricate solitamente dalla Procura Generale della Repubblica, soprattutto iscritta nella white list della Prefettura Napoli.

Daniele Di Martino

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