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Giovanna Argo lascia dopo 25 anni Castellammare

Pediatra di famiglia per 25 anni nella città stabiese ieri il saluto di mamme e bambini alla dottoressa Argo

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giovanna argo pediatra
Giovanna argo

I suoi piccoli pazienti, le mamme a cui per anni, ben 25, ha dato consigli, prescritto ricette, rassicurato, coccolato, curato, ieri si sono stretti alla pediatra Giovanna Argo per il suo ultimo giorno in camice bianco a Castellammare.Da questa mattina, infatti, la pediatra molto amata, è tornata a lavorare nella sua Napoli dopo anni e anni trascorsi a Castellammare .

Saluti, abbracci , palloncini, fiori, parole, sorrisi, tutti per la dottoressa Giovanna Argo

Il tam tam sui social per salutare la pediatra di Famiglia

Le mamme si sono date appuntamento con un passaparola sui social per salutare la dottoressa Argo.Un pomeriggio insolito per la dottoressa intenta a far visite fino a quando non si è sentita chiamare dalla strada con un megafono.

“Scendi, scendi”  hanno chiesto le mamme con i loro piccoli e una volta in strada, lei li ha abbracciati tutti.

Oltre duecento persone tra mamme e bambini che la chiamavano e le tiravano l’angolo del camice bianco.

“Non vi abbandono, mi sposto – ha detto commossa la pediatra – Ma capitemi, sono stanca, tanto stanca”.  Per 27 anni la dottoressa ha percorso oltre 90 km al giorno dal quartiere napoletano del Vomero a Castellammare di Stabia.Impiegata nei primi due anni nel reparto di Pediatria dell’ospedale San Leonardo e poi 25 anni come pediatra di famiglia.

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Castellammare. Frana in via Vena della Fossa: Sgomberata una palazzina.

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via vena della fossa

Frana il costone di via Vena della Fossa, versante di Castellamamre di Stabia. A seguito delle incessanti ed abbondanti pioggie delle ultime settimane si registrano cedimenti del terreno nella zona a confine con Gragnano. Il costone interessato dalla frana è vicino ad una palzzina residenziale e proprio a causa del pericolo di crollo è stato necessario lo sgombero. Ora si aggiunge anche il problema abitativo per 3 famiglie che occupavano la palazzina. Il terreno, secondo i primi rilievi, sarebbe stato inondato dall’acqua di ritorno dagli scoli di un corso d’acqua ostruito però dai detriti trasportati nel tempo dall’acqua piovana. Torna quindi in maniera preoccupante il problema del dissesto idrogeologico e della manutenzione degli alvei e degli scoli.

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Il Vescovo Alfano: “Le nostre città sono piene di corruzione”

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via vena della fossa

Durante la cerimonia per la festa di Sant’Antonino, patrono di Sorrento, l’arcivescovo Francesco Alfano ha pronunciato parole forti contro la corruzione, intervenendo per la prima volta dopo l’arresto dell’ex sindaco Massimo Coppola, accusato di aver intascato tangenti e di aver pilotato appalti pubblici.

«Le nostre città sono piene di corruzione. Lo sappiamo tutti, non solo io», ha affermato Alfano. «Poi ci scandalizziamo quando scoppia il caso. Ma ci siamo tutti un po’ dentro. Quando ci serve la accettiamo, poi puntiamo il dito».

Nella Basilica di Sant’Antonino, l’arcivescovo ha richiamato i fedeli a una riflessione profonda, parlando apertamente di “demonio”. «Scacciamo il demonio. Il demonio dell’egoismo, il demonio dell’indifferenza, il demonio dell’ingiustizia, il demonio della corruzione», ha detto, invitando la comunità a un’assunzione collettiva di responsabilità.

Un intervento che arriva in un momento delicato per la città, segnato dall’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto l’ex primo cittadino e che ha riacceso il dibattito pubblico sul tema della legalità e dell’etica nella gestione della cosa pubblica.

Non solo Sorrento, l’intervento del Vescovo tocca “le nostre città”, facendo riferimento anche a Castellammare, che in questo momento è nuovamente sotto i riflettori di magistratura e commissione d’accesso. Si teme un altro scioglimento per infiltrazioni della camorra nella macchina comunale.

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Fincantieri, il ceo Folgiero: “A Castellammare navi militari, non solo tronconi”

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“Abbiamo valutato la possibilità di riconoscere agli azionisti una cedola già dal 2028, sul bilancio 2027”. Lo ha annunciato Pierroberto Folgiero, amministratore delegato di Fincantieri, in una intervista al Corriere della Sera, spiegando che “nei prossimi sei mesi prevediamo di acquisire circa 5 miliardi di euro di commesse nel settore della difesa, con un carico di lavoro che comporterà la necessità di raddoppiare la capacità produttiva militare nei cantieri italiani”.

Sui tempi e le modalità, il ceo ha spiegato: “Possiamo ottenere questo aumento grazie ad un principio di vasi comunicanti e con tempi che non richiedono la costruzione di nuovi cantieri. Lo possiamo fare perché abbiamo complessivamente 18 cantieri e il piano prevede una redistribuzione della capacità produttiva, così riassumibile: saturare il cantiere di La Spezia che è il cuore della produzione di navi militari, dove concentreremo la costruzione del programma Fremm, l’eccedenza di lavoro verrà trasferita a Castellammare di Stabia che si trasformerà in un cantiere dove curare dallo scafo alla consegna di navi militari e non solo tronconi come in passato. Da questa decisione discende la scelta di spostare negli impianti in Romania la realizzazione di tronconi di scafo destinati alle navi da crociera. Il tassello conclusivo è il conseguente trasferimento delle produzioni speciali (navi da lavoro e piattaforme offshore, ndr) dalla Romania nei nostri cantieri in Vietnam”.

Un’operazione che si tradurrà, secondo Folgiero, in “un consistente miglioramento dell’efficienza operativa e della marginalità, sia grazie all’aumento della capacità produttiva nel settore difesa, sia al fatto che, trasferendo dall’Italia alla Romania la costruzione di grandi blocchi di acciaio, destinati alle navi da crociera, il costo orario di produzione diminuisce. Il risultato è che l’attività di costruzione per il settore cruise migliorerà ancora i margini. Il livello di indebitamento si ridurrà significativamente entro il 2030 grazie a una crescita media annua dei ricavi dell’8% e a un aumento del 90% del margine operativo rispetto al 2025”.

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