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Ospedale sulle Nuove Terme il consigliere Mario D’Apuzzo attacca De Luca
Un delirio di onnipotenza e’ così che il consigliere Mario D’Apuzzo etichetta le parole del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Mentre a Castellammare si continua a discutere di “nuove opportunità” e di “rilancio sanitario”, la realtà- dice D’Apuzzo- è che stiamo assistendo in silenzio all’ennesimo atto di violenza contro la nostra storia e contro il buonsenso.Il presidente Vincenzo De Luca, in un delirio di onnipotenza istituzionale, ha annunciato con soddisfazione l’imminente abbattimento delle Nuove Terme per far posto al nuovo ospedale stabiese.
Lavori al via “entro fine maggio”, come se la distruzione di un simbolo cittadino fosse un evento da festeggiare, e non uno sfregio da fermare.Lo dico con chiarezza: non è il nuovo ospedale a scandalizzare, ma il modo, il luogo e la filosofia che lo sorregge.
Mentre il personale medico è ridotto all’osso, i pronto soccorso scoppiano, le attrezzature cadono a pezzi e i reparti sopravvivono solo grazie all’eroismo di pochi operatori sanitari, la Regione decide che la priorità è abbattere le Terme per costruire nuove mura.Come se fossero le strutture, e non le persone e i servizi, a curare i cittadini.
Questa non è pianificazione sanitaria, è speculazione simbolica. È propaganda in calcestruzzo. È il trionfo dell’estetica sul bisogno reale.E ancor più grave è il silenzio complice dell’amministrazione comunale stabiese, inginocchiata davanti alla volontà del governatore, incapace di difendere la memoria storica, il patrimonio architettonico e le alternative progettuali proposte.
Alternative concrete, come quella – più volte sostenuta in campagna elettorale – di valorizzare le strutture esistenti e potenziare l’ospedale San Leonardo, magari integrandolo con l’efficiente presidio di Gragnano, senza devastare ciò che resta della nostra vocazione termale.La struttura del Solaro rappresenta non solo un’architettura, ma un’identità, un’idea di città e di futuro che ora si vuole seppellire sotto i colpi delle ruspe, senza ascoltare la cittadinanza, senza un dibattito pubblico vero, senza un’alternativa condivisa.
E l’amministrazione comunale, piegata e remissiva, si limita ad applaudire mentre il destino della città viene riscritto da altri.Il presidente De Luca impone, il sindaco esegue.
E i cittadini?Osservano smarriti, esclusi da ogni processo decisionale, come comparse in una sceneggiatura già scritta.
Ma Castellammare non è terra di conquista né palcoscenico per teatrini istituzionali. È una città viva, ferita ma non vinta, che merita rispetto e verità.E la verità è che questo ospedale, così come concepito, rappresenta una resa.
Una resa culturale, politica e civile”
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