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Cronaca

Maturità 2026, svelate le materie d’esame: tra tradizione e ansie dei ragazzi

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Maturità

Per settimane è stata una domanda sussurrata nei corridoi delle scuole, ripetuta davanti ai distributori automatici, scritta nei messaggi di gruppo tra compagni di classe: «Ma alla fine, cosa esce?». Ora l’attesa è finita. Il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha firmato il decreto che stabilisce ufficialmente le materie della seconda prova scritta e del colloquio orale della Maturità 2026, l’esame che segna il passaggio definitivo dall’adolescenza all’età adulta per quasi mezzo milione di studenti italiani. Il via è fissato per il 18 giugno, con la tradizionale prova di Italiano. Per molti ragazzi è il momento in cui l’ansia prende una forma concreta: non è più un’idea astratta, ma ha il nome di una materia, di una versione da tradurre, di un problema da risolvere. Le scelte del Ministero riportano l’esame su binari ben conosciuti: al Liceo Classico la seconda prova sarà Latino, mentre al Liceo Scientifico toccherà alla Matematica, senza combinazioni o doppie discipline. Una decisione che ricalca la struttura storica dei due indirizzi e che, per molti studenti, rappresenta una sorta di ritorno all’ordine. Per i classicisti significa ritrovare la lingua di Cicerone, con il peso di una tradizione che non ammette scorciatoie; per gli studenti dello scientifico, la matematica torna a essere il banco di prova per eccellenza, fatto di logica, metodo e rigore. La linea è stata tracciata dal ministro Giuseppe Valditara, con il decreto n. 13 del 29 gennaio 2026: una scelta chiara, che punta sulle materie “pure” di indirizzo ed evita prove miste che negli ultimi anni avevano spesso spiazzato studenti e docenti. Secondo fonti ministeriali, l’obiettivo non è guardare indietro per nostalgia, ma valorizzare ciò che gli studenti hanno costruito in cinque anni di studio, essere giudicati su ciò che davvero definisce il proprio percorso scolastico. Se sulle prove scritte molti ragazzi ammettono di sentirsi almeno in parte rassicurati, è sull’orale che emergono le maggiori preoccupazioni: per la prima volta non tutte le materie dell’ultimo anno entreranno nel colloquio finale, ma solo quattro discipline scelte dal Ministero per ogni indirizzo e, al Classico, accanto a Italiano, Latino e Storia, compare anche Matematica. Una novità che ha acceso discussioni infinite tra i banchi e sui social, soprattutto tra gli studenti umanisti, per i quali quella materia rappresenta spesso una fragilità mai del tutto superata. I primi sondaggi restituiscono un quadro sfumato: secondo Skuola.net, circa due studenti su tre approvano la scelta del Ministero perché riduce l’effetto sorpresa e consente una preparazione più mirata, ma dietro le percentuali restano volti, storie, paure diverse. Perché la Maturità non è solo un esame: è l’ultimo atto di un percorso segnato da anni complessi, fatti di cambiamenti, incertezze e, per molti, anche dall’esperienza della pandemia. È una prova che misura le conoscenze, ma soprattutto la capacità di reggere la pressione, di affrontare un passaggio decisivo della propria vita con consapevolezza. Un confine sottile tra ciò che si è stati e ciò che si sta per diventare.

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