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Cronaca

Castellammare l’Incrocio delle Idee chiude perchè sfrattato dalla Fondazione Ds

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CASTELLAMMARE

Torna libera la storica sede del Pci, poi dei Ds sezione Centro Antico, anche sede della radio Città Futura dopo lo sfratto dato dalla Fondazione Ds agli ultimi affittuari dell’associazione Incrocio delle Idee . Forse l’idea di vendere l’appartamento, come gran parte dei beni dell’ex Partito Comunista, alla base di una scelta che però come scrivono i soci di Incrocio delle Idee ha portato alla fine delle attività dell’associazione che da diversi anni svolgeva la propria “mission” soprattutto nel centro antico di Castellammare.

“L’8 aprile 2026 si è consumato l’atto conclusivo che ha decretato lo scioglimento definitivo delle attività dell’associazione l’Incrocio delle Idee. Da tempo l’associazione stava compiendo una approfondita riflessione sul suo ruolo in relazione a quanto aveva messo in campo, alla giusta interpretazione del volontariato, alla complessiva situazione della comunità, all’ente locale e alle possibili azioni per dare, pur con un bilancio a nostro avviso positivo, una significativa svolta organizzativa.
A dare conclusione a detta riflessione e ad accelerare la necessità di decidere del futuro del sodalizio, la comunicazione da parte del responsabile della gestione dei beni dei DS, proprietaria della sede, per il non rinnovo del contratto di fitto, inviatoci 18 mesi prima della scadenza.
Avendo in piedi attività che richiedono tempi lunghi e programmabili, si è deciso di anticipare il rilascio della sede per non essere in difficoltà e ci si stava cominciando ad attivare per una nuova sede. Una ricerca faticosissima, visti gli elevati e ingiustificati costi, che comunque, per quanto ci riguarda, sarebbero impossibili da sostenere.
Quindi la decisione di sospendere le attività in fase iniziale, sino alla conclusione di sciogliere l’associazione.
Decisione sofferta, ma inevitabile, anche se rimane il fatto di aver trascorso un positivo periodo, contenti e orgogliosi di aver dato, dispiaciuti per la conclusione, ma consapevoli che tutto ha una fine. Restiamo disponibili comunque a mettere a disposizione la nostra esperienza e fiduciosi che potremo sicuramente usufruire di momenti collettivi culturali e sociali che in città saranno proposti dal mondo associativo presente.
Tutto è stato definito in maniera puntuale rispettando il nostro Statuto e il Codice del Terzo Settore.
Più nello specifico, ulteriori spiegazioni si possono trovare sul nostro sito che resterà attivo per ancora un anno.
Resta solo una antipatica e ingiustificata questione, ovvero il deposito cauzionale versato alla proprietà della sede all’atto della sottoscrizione del contratto di fitto appunto della sede.
All’atto del rilascio della sede, 31 ottobre 2025 è stato sottoscritto un verbale; nessun rilievo, sede sicuramente migliorata rispetto a quanto ci è stata data in fitto, ma la cauzione non ci è stata restituita.
Non conosciamo le motivazioni. La presidente dell’associazione ha più volte interloquito con il senatore Sposetti, responsabile nazionale della Fondazione DS, il quale si era impegnato a risolvere il problema con il responsabile della Campania di detti beni, ma nulla è accaduto.
Da ottobre sino alla data attuale nulla è successo, nessuna risposta e dunque abbiamo deciso di affidare al legale, che ci ha sempre aiutato in tutta questa nostra esperienza, l’incarico di attivare l’azione necessaria per il recupero credito.
Una triste situazione da parte di gente attivista di partito, che male fa alla prpria comunità politica. I partiti si caratterizzano per valori e idee, ma anche e forse soprattutto per gli uomini che ne fanno parte. E questo concetto spiega molti comportamenti della gente comune.
Tutte le altre e numerose considerazioni politiche a tale proposito, sicuramente non trascurabili, le lasciamo a quanti leggeranno questa nostra nota.
Non ci resta che ringraziare i tanti volontari che hanno tenuto in vita l’Incrocio delle Idee per ben otto anni, tutti i soci e quanti direttamente o indirettamente ci sono stati vicini”.

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Cosa ne sarà dell’immobile nello storico palazzo di Via Gesù, nel cui atrio trovarono spazio alcuni stand, dell’ultima festa dell’Unità del 1989 è presto per dirlo. L’ultima parola spetta alla Fondazione che gestisce i beni dell’ex PCI

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