Politica
Castellammare: Tram Leggero i Democratici e Progressisti: “Stop a scelte calate dall’alto”
Si riaccende il dibattito sul futuro della linea ferroviaria Torre Annunziata–Castellammare–Gragnano, al centro di un duro intervento di BP Democratici e Progressisti che chiedono il rinvio della conferenza di servizi convocata da EAV per il prossimo 21 maggio.
Secondo il movimento politico, il progetto di riconversione della tratta in tram leggero rischia di arenarsi definitivamente dopo anni di ritardi, cambi di rotta e assenza di confronto pubblico. Il riferimento è alla delibera CIPESS del 2022 con cui erano stati stanziati 33 milioni di euro per il primo lotto dell’opera.
Nel comunicato, BP Democratici e Progressisti contestano la decisione della Regione Campania di fermare il progetto approvato nella conferenza di servizi del 7 aprile 2025, bloccando di fatto anche la gara già avviata. Una scelta definita “grave e discutibile”, soprattutto alla luce delle risorse già impegnate e delle spese sostenute.
“Ad oggi – si legge nella nota – nessuno chiarisce chi dovrà rispondere dei costi già effettuati e quali siano le reali motivazioni tecniche e politiche del cambio di indirizzo”.
Nel mirino anche il silenzio di EAV, che il 22 aprile 2024 aveva sottoscritto con il Ministero della Cultura – Unità Grande Pompei un accordo per l’attuazione dell’intervento, assumendo formalmente il ruolo di soggetto attuatore e beneficiario.
I Democratici e Progressisti sottolineano inoltre quella che definiscono una contraddizione politica: mentre in città si celebrava “la svolta del tram”, la Giunta regionale, con la delibera n.125 del 10 aprile 2026, avrebbe deciso di interrompere il percorso per valutare “altre soluzioni”, mai discusse pubblicamente.
Da qui la richiesta di fermare la conferenza decisoria del 21 maggio, convocata da EAV per approvare il cambio di progetto. Per il gruppo politico si tratta di “una scelta frettolosa e inaccettabile” su un tema strategico per la mobilità dell’intero comprensorio stabiese.
BP Democratici e Progressisti chiedono inoltre chiarezza sulla posizione che assumerà il Comune di Castellammare di Stabia durante la conferenza e domandano che il Consiglio comunale e la cittadinanza vengano coinvolti nelle decisioni.
Il movimento richiama anche le posizioni del Comitato “Riprendiamoci la ferrovia”, promotore di un incontro pubblico l’11 maggio scorso, durante il quale sarebbero state avanzate proposte e osservazioni considerate meritevoli di attenzione.
Nel documento vengono chiamati in causa anche il presidente della Regione Campania Roberto Fico e il sindaco della Città Metropolitana Gaetano Manfredi, invitati ad aprire “una riflessione seria e trasparente” sulle soluzioni infrastrutturali più utili per il territorio.
Al sindaco di Castellammare Luigi Vicinanza viene invece chiesto “un atto chiaro e immediato”: sollecitare il rinvio della conferenza di servizi del 21 maggio e promuovere un confronto pubblico tra Regione, Città Metropolitana, Comuni interessati e cittadini prima di qualsiasi decisione definitiva.
Tra i nodi evidenziati nel comunicato figurano anche la situazione della stazione Castellammare Terme, gli interventi mai realizzati per Castellammare Centro e Pioppaino e le fermate soppresse tra Pompei e Vico Equense.
Secondo BP Democratici e Progressisti, la vicenda rappresenta il simbolo di una gestione “confusa” del trasporto locale. “Questioni troppo importanti – concludono – per essere affrontate con superficialità o senza il coinvolgimento della città”.

