Politica
Base Popolare sui trasporti serve una vertenza per Castellammare
La presa di posizione del vicepresidente della Regione Campania sulla vicenda della stazione delle Antiche Terme e sulla sentenza che potrebbe aprire la strada alla realizzazione di un bed & breakfast nell’area ferroviaria viene accolta favorevolmente da Base Popolare, che tuttavia rilancia la necessità di una più ampia mobilitazione sul futuro del sistema dei trasporti cittadino.
Secondo il movimento civico, l’intervento regionale rappresenta un segnale positivo, sebbene tardivo. La decisione dell’EAV di dismettere e cedere un’infrastruttura ritenuta strategica per il rilancio turistico e urbanistico della città, infatti, era nota da anni ed era stata contestata fin dall’inizio.
«Da tempo denunciamo il rischio di perdere un’infrastruttura fondamentale per il rilancio turistico e urbanistico della città», sottolineano da Base Popolare, ricordando come negli ultimi quattro anni, durante l’amministrazione Cannizzaro-Vicinanza, sia stato più volte chiesto di affrontare il recupero delle Antiche Terme in maniera integrata con il progetto di riqualificazione della stazione elaborato dal professor Enrico Sicignano, rimasto però finora senza seguito.
Per il gruppo politico, le dichiarazioni dell’assessore regionale ai Trasporti hanno avuto il merito di riportare la questione al centro del dibattito pubblico e di spingere anche l’amministrazione comunale ad assumere una posizione più netta e in linea con quella espressa dalla Regione.
La vicenda, però, evidenzierebbe anche una condizione di subalternità istituzionale che, secondo Base Popolare, non può essere ulteriormente tollerata. Il riferimento è alle celebrazioni che hanno accompagnato, lo scorso anno, l’inaugurazione della stazione di viale Europa, avvenuta dopo sette anni di ritardo, mentre sarebbero rimaste senza risposta altre questioni considerate cruciali per il territorio.
Tra queste vengono citati il tunnel sotto la collina di Varano, definito uno “scempio”, la chiusura delle stazioni di Ponte Persica, Pozzano, Scrajo e Antiche Terme, il mancato avvio dell’ascensore di collegamento tra Piazza Unità d’Italia e il complesso termale, oltre allo stallo dei progetti per le future stazioni di Castellammare Centro e Pioppaino.
Base Popolare richiama inoltre la vicenda della mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale per la riapertura delle fermate di Ponte Persica e Antiche Terme. Nel giugno 2025, ricordano gli esponenti del movimento, l’EAV respinse la richiesta motivando la scelta con i lavori di raddoppio della linea Torre Annunziata-Castellammare, la realizzazione della stazione di Moregine e gli elevati costi necessari per il recupero della stazione Terme, ormai in stato di abbandono.
«Questa vicenda dimostra anche che le narrazioni costruite nel tempo non reggono senza fatti concreti», affermano da Base Popolare, che critica il modello di gestione dei trasporti adottato negli ultimi anni da EAV con il sostegno della Regione, ritenuto spesso inefficiente e causa di disagi per cittadini, pendolari e turisti.
Da qui la proposta di aprire una vera e propria vertenza territoriale sul sistema della mobilità, prendendo spunto dalle recenti mobilitazioni civiche, dalla battaglia contro il progetto del sottopasso all’attività del comitato “Riprendiamoci la Ferrovia”.
Per Base Popolare è arrivato il momento di avviare un confronto concreto sul futuro dei trasporti nel comprensorio stabiese. Tra le priorità indicate figurano il rilancio della funivia, l’ammodernamento delle stazioni, la riattivazione delle fermate soppresse, il completamento dell’ascensore per le Terme e un chiarimento definitivo sul progetto di riconversione della tratta ferroviaria Gragnano-Castellammare-Torre Annunziata.
«Una battaglia che riguarda l’ambiente, la qualità della vita, il diritto alla mobilità di studenti e lavoratori e la capacità di offrire servizi moderni ai tanti turisti che guardano con crescente interesse al nostro territorio», conclude il movimento.

