Cronaca
Castellammare, sequestrato un cantiere nautico totalmente abusivo
Ancora un cantiere nautico sequestrato sul territorio di Castellammare. Nell’ambito delle attività investigative finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause dell’inquinamento del fiume Sarno, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, la Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia e il NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri di Napoli hanno proceduto al sequestro di un cantiere nautico totalmente abusivo sito nel Comune di Castellammare di Stabia gestito dalla Plaghia Charter S.r.l. con sede legale a Praiano (Sa) in ordine ai reati di cui agli artt. 255 co.1.1., 255 ter, 256 e 279 ( deposito incontrollato di rifiuti e mancanza dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera) previsti dal d.lgs. n. 152/2006 (TUA).
L’INDAGINE
In particolare, i militari hanno accertato che all’interno del citato capannone era in corso un’attività di rimessaggio, consistente nell’esecuzione di lavori di levigazione di un natante da diporto e di applicazione di materiale antivegetativo su uno scafo.
Nel corso degli accertamenti è stato, altresì, verificato che, all’interno dell’area oggetto del controllo, erano stati depositati in modo incontrollati rifiuti pericolosi, e non, di vario genere prodotti dall’attività di rimessaggio.
Nel corso delle verifiche è emerso, inoltre, che il capannone insisteva su un fondo agricolo, con conseguente configurabilità anche del reato previsto dagli artt. 31 e 44 del d.P.R. nr. 380/2001 T.U.E. (cambio di destinazione d’uso senza preventiva autorizzazione).
Avendo constatato, quindi, che l’attività veniva svolta in maniera irregolare, in assenza dei previsti titoli autorizzativi in materia ambientale, i militari hanno proceduto al sequestro d’urgenza dell’area, la cui estensione complessiva è di circa 1.100 mq, di cui un capannone di 800 mq e un’area esterna allo stesso di 300 mq. Il sequestro si è reso necessario per evitare la protrazione dei reati nonché l’aggravamento delle conseguenze degli stessi.
OPERAZIONE FIUME SARNO
Si tratta dell’ennesimo sequestro di cantieri nautici effettuato dagli Organi di polizia giudiziaria nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di T01Te Annunziata relative al fiume Sarno, nel contesto di un’incessante e capillare campagna di controlli lungo il tratto costiero della penisola sorrentina, allo scopo di prevenire e reprimere ogni attuale o potenziale fenomeno di inquinamento ambientale della risorsa naturale “mare”.
I suddetti sequestri si inseriscono nella più ampia attività investigativa, condotta in modo sistematico dalla Capitaneria di porto di Castellammare di Stabia, dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri e da altre Forze di polizia, avvalendosi del supporto tecnico dell’ARP AC, tuttora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Sarno e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto corso d’acqua, in attuazione del Protocollo d’intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d’inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall’ARP AC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.

