Politica
La petizione anti-scioglimento dell’intellighenzia stabiese non decolla
Come se bastasse una petizione on-line a persuadere il Viminale dal proporre in consiglio dei ministri lo scioglimento del consiglio comunale di Castellammare di Stabia. O meglio una raccolta firme tra coloro che si considerano appartenenti all’intellighenzia stabiese, condita da “spocchia” e un disinteresse durato decenni.
D’improvviso quella intellighenzia si sveglia, a poche ore dalla decisione sullo scioglimento per infiltrazioni della camorra, e tenta l’ultima carta per salvare Gigi Vicinanza. Quei “Cento per Castellammare” poi diventati molto meno, che sono migrati dal Circolo Nautico a quello Internazionale dopo aver perso le elezioni.
In questi giorni c’è una petizione online che circola sui social e nei contatti Whatsapp, promossa da Ennio Biondi e Gennaro Maio. Quest’ultimo è da sempre molto vicino all’amministrazione Vicinanza, tanto da guadagnare il sostegno della giunta in occasione della pubblicazione di un libro su Castellammare. L’amministrazione, infatti, acquistò i suoi libri per donarli alle scuole stabiesi.
Poi ci sono parenti e amici del sindaco pro tempore a promuovere l’appello a Piantedosi, affinché possa tornare sui propri passi e garantire il proseguimento dell’esperienza amministrativa. Un modo per assolvere l’attuale giunta e gettare ombre solo sul passato.
C’è da dire che l’iniziativa non trova nemmeno terreno fertile tra gli stabiesi. Al momento, nella mattinata dell’8 giugno, sono poco più di 700 le firme raccolte. Non proprio un risultato lusinghiero. Forse sono gli stessi che affollarono il Supercinema lo scorso gennaio, quando il sindaco Vicinanza pagò di tasca propria (e non poteva essere altrimenti!) l’affitto della sala per una manifestazione politica in suo sostegno.

