Cronaca
Castellammare, Ascom: “Serve un confronto stabile con il Comune su commercio e turismo
Proporre, collaborare, programmare». È questa, secondo Ascom-Confcommercio Castellammare di Stabia, la missione che l’associazione continua a portare avanti nel rapporto con l’amministrazione comunale e con gli operatori economici della città.
In una lunga nota, l’associazione che rappresenta il commercio, il turismo e i servizi rivendica il lavoro svolto negli ultimi mesi attraverso proposte e interlocuzioni istituzionali, evidenziando però quello che definisce un progressivo indebolimento del dialogo con Palazzo Farnese.
Ascom sottolinea di non voler alimentare polemiche politiche, ribadendo il proprio ruolo di organismo di rappresentanza delle imprese e non di soggetto schierato. «Il nostro compito – si legge – è interpretare le esigenze delle attività economiche e trasformarle in proposte concrete nell’interesse dell’intera comunità».
Dalla “Rottamazione Quinquies” al turismo
Tra gli esempi citati dall’associazione c’è la proposta, presentata il 17 gennaio scorso, di adesione del Comune alla cosiddetta “Rottamazione Quinquies”, misura poi approvata dal Consiglio comunale. Per Ascom si tratta della dimostrazione del contributo che le associazioni di categoria possono offrire nell’individuare opportunità utili a cittadini e imprese.
Più critico il giudizio sul settore turistico. L’associazione ricorda di aver protocollato il 27 febbraio la richiesta di istituire un tavolo permanente sul turismo con l’assessore competente, finalizzato non solo alla gestione della tassa di soggiorno ma soprattutto alla programmazione condivisa delle politiche di sviluppo del comparto.
Secondo Ascom, nonostante le aperture manifestate pubblicamente dall’amministrazione nei mesi successivi, il tavolo non sarebbe mai stato convocato. Una situazione ritenuta particolarmente significativa considerando che la stagione estiva è ormai entrata nel vivo.
Distretto del Commercio, confronto ancora atteso
Nel documento viene ripercorso anche l’iter del Distretto del Commercio “Dal Mare ai Monti Lattari”, progetto sostenuto da Ascom sin dalla fase commissariale e successivamente sviluppato insieme al Comune di Sant’Antonio Abate, a Confesercenti e alla III Commissione consiliare.
Dopo l’approvazione del progetto da parte della Regione Campania, avvenuta il 12 giugno, l’associazione si aspettava l’apertura di un tavolo operativo per definire priorità e iniziative. Un confronto che, secondo quanto evidenziato, non è ancora stato avviato.
ZTL, la proposta di accompagnarla con eventi
Ampio spazio anche al tema della Zona a Traffico Limitato sul lungomare.
Ascom ricorda di aver incontrato gli operatori economici prima dell’avvio della sperimentazione, raccogliendo osservazioni e disponibilità a sostenere il progetto, purché inserito in un piano più ampio di valorizzazione dell’area.
Il 12 maggio, spiega l’associazione, è stata presentata all’amministrazione una proposta che prevedeva un calendario di eventi culturali, spettacoli, iniziative musicali e attività di animazione, con la disponibilità di diversi operatori a contribuire anche economicamente alla loro realizzazione.
Successivamente, a fronte delle modifiche alla viabilità dovute ai numerosi cantieri cittadini, Ascom afferma di aver chiesto non la cancellazione della ZTL ma una sospensione temporanea della sperimentazione e la riapertura del confronto istituzionale.
La richiesta al Comune
Alla luce delle iniziative intraprese negli ultimi mesi, l’associazione sostiene che il dialogo con il Comune si sia progressivamente affievolito e chiede il ripristino di un confronto stabile e continuativo.
In particolare, Ascom propone la convocazione di un tavolo permanente con associazioni di categoria e operatori economici per affrontare quattro temi prioritari: la programmazione delle politiche turistiche, la definizione delle attività del Distretto del Commercio, la verifica della sperimentazione della ZTL con le relative misure di sostegno alle imprese e la pianificazione condivisa del calendario degli eventi cittadini.
«Non chiediamo privilegi né corsie preferenziali – conclude l’associazione – ma un metodo di confronto stabile che consenta alle associazioni di contribuire alla costruzione delle politiche pubbliche fin dalla loro fase di programmazione».

