Cronaca
Castellammare, relazione impietosa: “La giunta scelse di non confermare i sovraordinati della Prefettura”
Tra i passaggi ritenuti più significativi della relazione che ha portato allo scioglimento del Consiglio comunale di Castellammare di Stabia per infiltrazioni della criminalità organizzata vi è la decisione assunta dall’amministrazione guidata dal sindaco Luigi Vicinanza di non mantenere in servizio i funzionari sovraordinati, nominati dalla Prefettura, che avevano operato durante il periodo di gestione commissariale intervenuta dopo il primo scioglimento del 2022.
Secondo quanto riportato nel documento, la questione fu affrontata subito dopo l’insediamento della nuova amministrazione. Il Segretario generale Concettina Romano ha riferito alla Commissione d’accesso di aver personalmente suggerito al sindaco di confermare tali figure, ritenute un importante presidio di controllo nella delicata fase successiva alla conclusione della gestione straordinaria. La proposta, tuttavia, sarebbe stata sottoposta all’esame del sindaco Vicinanza e della giunta, che avrebbero deciso di non procedere con la conferma.
La relazione evidenzia come questa scelta non sia stata il risultato di una semplice omissione o di una decisione implicita, ma di una valutazione espressa e deliberata dall’esecutivo comunale. Un elemento che gli 007 della Prefettura considerano rilevante proprio perché maturato dopo che il massimo dirigente amministrativo dell’ente aveva rappresentato l’opportunità di mantenere un sistema di vigilanza rafforzato, già introdotto durante il commissariamento.
Il documento richiama inoltre un altro passaggio della testimonianza del Segretario generale, secondo il quale, una volta terminata la gestione straordinaria, il funzionamento dell’apparato comunale sarebbe rimasto sostanzialmente invariato rispetto al periodo precedente, senza modifiche significative nelle modalità di gestione amministrativa e nei controlli.
Per la Commissione, tale circostanza assume particolare importanza. Nella relazione si sottolinea infatti che, venuto meno il presidio straordinario rappresentato dai sovraordinati, il Comune non avrebbe adottato strumenti alternativi in grado di garantire un livello analogo di prevenzione, vigilanza e controllo. Secondo gli estensori del provvedimento, l’ente avrebbe quindi ripreso un assetto amministrativo ordinario senza introdurre misure rafforzate capaci di fronteggiare i rischi che avevano già determinato il precedente scioglimento.

