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Cronaca

Sant’Antonio Abate, la Procura sequestra un’industria conserviera

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Continuano le operazioni  finalizzate all’accertamento e alla rimozione delle cause dell’inquinamento del fiume Samo e dei suoi affluenti, pianificate e coordinate dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, i militari del Gruppo Carabinieri Forestale di Napoli.
Il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF), unitamente a personale tecnico dell’.ARP AC – Dipartimento Provinciale di Napoli, hanno proceduto al sequestro preventivo parzialè della ditta “CIRO ABAGNALE SAS di ABAGNALE Carmela & C.”, industria conserviera ubicata in Sant’Antonio Abate (NA), per i reati di cui agli artt. 137 (scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione), 279 ( emissioni in atmosfera senza autorizzazione) e 255-ter (deposito temporaneo illecito di rifiuti speciali pericolosi) del D.Lgs. 152/06.
I militari, ai fini dell’effettuazione di un controllo finalizzato alla tutela del bacino idrografico del fiume Samo, si sono recati presso l’industria conserviera su indicata, avente ad oggetto la lavorazione e la conservazione di pomodori, derivati e altri prodotti ortofrutticoli, accertando:
– che lo scarico a servizio delle acque reflue dell’azienda superava i limiti previsti per l’assimilazione delle acque reflue aziendali a quelle domestiche, a fronte di volumi di scarico nettamente superiori a quelli previsti dal Regolamento Regionale;
– l’assenza di titoli autorizzativi per le emissioni in atmosfera prodotte da una caldaia da 2093 kW al servizio dell’impianto (risultando scaduta la precedente autorizzazione);
– la gestione illecita e il mancato rispetto dei criteri del deposito temporaneo di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi (tra cui fanghi di depurazione giacenti oltre i termini di legge, imballaggi contaminati, tubi fluorescenti e cavi elettrici).
All’esito del controllo i militari, avendo accertato che l’attività veniva svolta in assenza dei previsti titoli autorizzativi in materia ambientale, hanno proceduto al sequestro preventivo in via d’urgenza della linea di produzione, della vasca finale dell’impianto di depurazione chimico-fisico, della caldaia ad esso funzionale e delle aree destinate allo stoccaggio illecito dei rifiuti speciali pericolosi.
Il sequestro si è reso necessario per evitare la protrazione dei reati nonché l’aggravamento delle conseguenze degli stessi.
Il sequestro su indicato si inserisce nella più ampia attività investigativa, condotta in modo sistematico e capillare dai Carabinieri Forestali e da altre Forze di polizia, avvalendosi del supporto tecnico dell’ARP AC, tuttora in corso di svolgimento, sotto il coordinamento di questa Procura della Repubblica, finalizzata ad accertare e a rimuovere le cause di inquinamento del fiume Samo e dei suoi tributari, aventi ad oggetto le aziende ubicate nel bacino idrografico di detto corso d’acqua, in attuazione del Protocollo d’intesa per le attività investigative finalizzate alla repressione dei fenomeni d’inquinamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti, sottoscritto in data 17.12.2025 dalle Procure della Repubblica di Avellino, Nocera Inferiore e Torre Annunziata, dalle Procure Generali delle Corti di Appello di Napoli e di Salerno, dall’ARP AC e dagli Organi di polizia giudiziaria competenti in materia ambientale.
Il procedimento relativo al sequestro su indicato pende nella fase delle indagini preliminari, il sequestro preventivo va convalidato dal GIP del Tribunale e l’indagato non può essere ritenuto colpevole dei reati ascrittigli sino alla sentenza di condanna passata in giudicato in ossequio al principio costituzionale di presunzione di non colpevolezza.

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