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Castellammare, parte la rivoluzione delle concessioni balneari: gare entro il 2027
La Commissione straordinaria approva le linee di indirizzo per l’affidamento del demanio marittimo. Predisposto anche il bando tipo: concessioni assegnate con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, attenzione a sostenibilità, accessibilità e tutela dei lavoratori
Il conto alla rovescia è ufficialmente partito. A Castellammare di Stabia il futuro delle concessioni balneari passa dalle gare pubbliche. La Commissione straordinaria, con deliberazione n. 13 del 30 settembre 2026, ha approvato le linee di indirizzo per l’avvio delle procedure di evidenza pubblica relative alle concessioni demaniali marittime sul litorale cittadino. Un provvedimento dichiarato immediatamente eseguibile proprio per l’urgenza di avviare l’iter.
Il termine fissato è il 30 settembre 2027. Entro quella data dovrà essere completato l’intero procedimento: dalla gara alla stipula dei nuovi contratti, passando per la consegna dei lotti e il subentro dei nuovi concessionari. La stessa data viene indicata come scadenza definitiva delle concessioni attualmente in essere.
Il Comune ha già messo nero su bianco anche l’impostazione delle future gare. Il bando tipo prevede l’affidamento dei beni demaniali marittimi con finalità turistico-ricreative, sportive e per i servizi connessi, attraverso una procedura suddivisa in lotti, ciascuno riferito a uno specifico stabilimento balneare o ad altra destinazione prevista. L’aggiudicazione avverrà con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sulla base del miglior rapporto tra qualità e prezzo.
La procedura dovrà interessare i lotti individuati dal Piano di utilizzo delle aree demaniali (PAD) comunale. Il PAD, approvato dal Consiglio comunale con deliberazione n. 107 del 30 settembre 2025 per le zone A, B, C e D del territorio cittadino, risulta ancora in fase di conclusione dell’iter per l’acquisizione del parere obbligatorio della Regione Campania.
Tra gli elementi destinati a pesare nella valutazione delle offerte non ci sarà soltanto l’aspetto economico. La Commissione straordinaria ha indicato come obiettivi della gara la compatibilità ambientale e la sostenibilità, il pregio architettonico e la temporaneità delle strutture, che dovranno essere facilmente rimovibili e garantire la reversibilità degli interventi. Spazio anche alla qualità e diversificazione dei servizi, all’accessibilità e all’inclusione, oltre alla tutela sociale e occupazionale e alla salute e sicurezza dei lavoratori.
Il bando tipo introduce inoltre un vincolo di aggiudicazione: in linea generale, un operatore economico potrà aggiudicarsi un solo lotto, anche qualora partecipi a più procedure. Il documento prevede inoltre una clausola sociale con l’impegno dell’aggiudicatario, compatibilmente con la propria organizzazione aziendale, a riassorbire prioritariamente il personale già impiegato dal gestore uscente e in possesso dei requisiti indicati nel bando.
Particolare attenzione è riservata anche agli obblighi economici. Il concessionario sarà tenuto al pagamento del canone demaniale e del rialzo offerto in gara; il bando tipo prevede inoltre una royalty percentuale sul fatturato complessivo annuo generato dalla gestione dello stabilimento, secondo i parametri fissati dalla procedura.
Il provvedimento commissariale richiama infine la necessità di evitare vuoti gestionali e garantire la continuità del servizio pubblico di balneazione, indicando al dirigente del Settore V il compito di predisporre tempestivamente gli elaborati tecnici, amministrativi ed economici necessari per arrivare alla formale decisione a contrarre e quindi alle gare.
Per Castellammare si apre dunque una fase destinata a ridisegnare la gestione del litorale. Non si tratta ancora dell’assegnazione dei singoli stabilimenti: il documento approvato dalla Commissione straordinaria costituisce l’atto di indirizzo che mette in moto il percorso amministrativo. Il prossimo passaggio sarà la predisposizione degli atti definitivi e l’avvio delle procedure di gara, con l’obiettivo di arrivare al 30 settembre 2027 senza lasciare scoperta la gestione delle aree demaniali.

