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Contro il bullismo, Juve Stabia in cattedra tra gli studenti del Ferrari e i ragazzi di Nisida
La Juve Stabia sale in cattedra insieme agli studenti del Ferrari e ai ragazzi di Nisida. L’Istituto Ferrari di Castellammare di Stabia, diretto dalla preside Giovanna Izzo, martedì 22 novembre alle ore 10,30 nella sede di Gragnano inaugurerà il percorso per tutte le classi dell’istituto “provini per fare Squadra” ai fini del torneo di calcio organizzato dall’associazione Scugnizzi di Napoli con gli ospiti dell’istituto minorile di Nisida con data prossima da definire. Parteciperanno come relatori i giocatori della squadra Juve Stabia, il dirigente Novellino, il Sindaco di Gragnano, l’allenatore del Gragnano, l’avvocato penalista Ernesto Sica, il presidente dell’associazione Scugnizzi operante a Nisida.
“Il progetto rientra nell’ambito delle iniziative promosse da questo Istituto per contrastare e prevenire ogni forma di bullismo e cyberbullismo. Lo sport è certamente un baluardo della nostra società, insieme alla famiglia e alla scuola ed occupa un ruolo molto importante nella formazione dei giovani, non solo come stimolo a spegnere il computer e silenziare lo smartphone, ad incontrare i propri coetanei ma anche come esercizio di convivenza sociale ed accettazione dell’altro. L’appartenenza ad una squadra della propria scuola può facilitare il compito di sviluppo dell’adolescente di costruirsi un’identità fuori dall’ambiente famigliare. In questa fase il bisogno di appartenenza al gruppo e l’identità del gruppo assumono un ruolo importante come fattore di crescita nell’adolescente” afferma la dottoressa Iovine Carmen.
La proposta progettuale cerca di evidenziare quanto sia importante per una società avanzata come la nostra, agire con un’abile leadership e con la forza del buonsenso, evitando il ripetersi dei disastri del passato, con il preciso intento di orientare i giovani, soprattutto quelli che sono attratti da leader negativi. La criminalità organizzata veglia attentamente sulle nuove leve, seleziona, scarta, incentiva; niente è lasciato al caso.
Laddove nella società più ampia gli sviluppi storici hanno via via portato ad una crescente apertura della famiglia verso altre agenzie di socializzazione dove lo sport occupa un posto preminente– negli ambienti legati alle organizzazioni mafiose l’orizzonte familiare appare chiuso, unico, saldamente difeso contro ogni tentazione di pluralizzazione dei bisogni affettivi e fortemente strutturato in modo verticale.

