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Castellammare. Il PD chiede le dimissioni del consigliere Ernesto Sica

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Sica-Castellammare

Castellammare di Stabia. “Non è ammissibile!” Senza mezzi termini il Partito Democratico di Castellammare di Stabia chiede le dimissioni del consigliere di Fratelli d’Italia Ernesto Sica dopo che si è fatto fotografare alla festa della Curva Sud insieme a persone legate a persone note alle forze dell’ordine. Dopo il duro attacco delle opposizioni, arriva anche la ferma condanna del Partito Democratico di Castellammare. “Non è ammissibile – si legge in una nota – che un consigliere comunale, che un uomo che abbia la responsabilità di rappresentare i cittadini nel luogo più rappresentativo della città si faccia fotografare con uno dei boss delle famiglie camorriste egemoni sul territorio. E non si adduca alcuna scusa, la festa, la curva Sud, la Juve Stabia che nulla hanno a che fare con questa storia aberrante. Non è sciatteria, non è superficialità altrimenti finiamo per giustificare tutto. È una foto scientemente fatta e pubblicata sul proprio profilo social. Non una foto con tanti con un gruppo di persone, un incidente di percorso che può capitare in manifestazioni di piazza. Si è andati lì a ritirare un premio da un uomo conosciuto alle cronache giudiziarie e criminali che negli ultimi tempi ha avuto ancor più notorietà siccome in più vicende coinvolto, tutte attenzionate dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Sica non è nuovo ad uscite fuori dal vaso, circoscrivibili alla sua faziosità politica e alla sua cultura illiberale ma oggi il limite è stato travalicato. Il PD ne chiede formalmente le dimissioni e al contempo chiede che il Sindaco prenda le distanze da uomini di questa risma. Vi è indegnità manifesta a proseguire il suo percorso istituzionale. Basta, il guado è stato oltrepassato! Oggi la città è già al limite di un baratro istituzionale con la conseguenza di uno scioglimento da più parti chiesto e motivato. Episodi del genere accanto ad un quadro già di per se fosco fanno calare un velo oltremodo grigio sulla città. E noi come PD non resteremo in silenzio”. CLICCA QUI E METTI MI PIACE ALLA NOSTRA PAGINA FACEBOOK
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Politica

Stop agli scarichi fognari delle Fontanelle in un affluente del Sarno

Verso la fine dei lavori di collegamento al depuratore

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Proseguono i lavori di Gori per il completamento della rete fognaria nel bacino di via Fontanelle, nell’ambito di un’articolata azione di potenziamento delle infrastrutture portata avanti in sinergia con Regione Campania ed Ente Idrico Campano. Sono state ultimate con successo, infatti, le operazioni che hanno eliminato gli scarichi fognari di via Provinciale Fontanelle, a Castellammare di Stabia, e di via Gesuiti, a Pompei, nell’alveo San Benedetto, affluente del fiume Sarno. Un intervento grazie a cui sono portati a depurazione i reflui di circa 560 abitanti equivalenti all’impianto di Foce Sarno, che fa parte del progetto complessivo finanziato dalla Regione Campania per2.500.000,00 di euro, di cui Gori è unico soggetto attuatore. Essoconsentirà il completamento della rete fognaria nella zona nord del comune di Castellammare di Stabia e in quella parte del comune di Pompei compresa tra il fiume Sarno ed il bacino di Via Fontanelle.

Un concreto passo in avanti nell’ambito di un intervento molto più ampio, finalizzato al recupero della balneabilità del litorale stabiese e dell’intero golfo di Napoli – dichiara l’Amministratore Delegato di Gori, Vittorio Cuciniello – Il nostro obiettivo, infatti, è quello di restituire progressivamente ai cittadini la risorsa mare, attraverso il risanamento del fiume Sarno e dei suoi affluenti e la realizzazione di una serie di opere come la condotta sottomarina per Torre del Greco e gli interventi di ottimizzazione della rete fognaria in tanti comuni tra cui Torre Annunziata, Trecase e Boscoreale”.

Un’opera molto attesa dai cittadini, che comporterà un incremento del servizio depurativo per circa 4265 abitanti, di cui 3615 residenti a Castellammare di Stabia e 650 residenti a Pompei. “Il disinquinamento del Sarno passa anche attraverso le piccole azioni. A rendere inquinate le acque del fiume non sono solo i grandi scarichi industriali, ma anche i piccoli scarichi delle abitazioni – sottolinea il Sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio – L’operazione di questa mattina, a cura di Gori, e il coordinamento tra le varie procure e i vari comandi di polizia locale che stanno lavorando alacremente per individuare gli sversamenti abusivi, lasciano ben sperare. L’auspicio è che quest’opera di indagine e individuazione dei fattori inquinanti proceda nel tempo, perché solo così potremmo arginare il fenomeno”.
Lo sforzo congiunto di Ente Idrico Campano, GORI e Regione Campania non si ferma. Questo traguardo rappresenta un altro tassello per il recupero della piena balneabilità del litorale stabiese e dell’intera Campania, e per il risanamento del bacino idrografico del fiume Sarno. Non è impresa facile portare a soluzione criticità che si trascinano da così tanto tempo. Far parlare i fatti resta il modo migliore per restituire credibilità alle istituzioni e fiducia ai cittadini” conclude il Presidente dell’Ente Idrico Campano, Luca Mascolo.

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Castellammare, caos sul concorso alla “Carducci”, l’affondo del PD a Cimmino: «Incapacità nella gestione della cosa pubblica»

I dem intervengono sul concorso per 8 posti di insegnante alla Carducci

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Castellammare di Stabia. «Ecco un “papocchio” in salsa cimminiana» la cui «gestione della cosa pubblica fa rabbrividire». E’ il commento del Partito Democratico di Castellammare di Stabia sull’assunzione di otto supplenti alla scuola per due mesi in attesa della risoluzione delle problematiche relative al concorso di insegnante. Lo si apprende in una nota stampa. «Si continua ad operare con pressappochismo, manifestando una completa incapacità nella gestione e nella pianificazione delle attività da portare avanti, una gestione della cosa pubblica che fa rabbrividire. Cosa intendono fare – chiedono i dem – l’assessore al ramo e il Sindaco? Condividono questa scelta, a nostro avviso totalmente sbagliata, di assumere per due mesi 8 supplenti mettendo a rischio l’ente e ledendo i legittimi diritti delle concorsiste? Non sarebbe stato opportuno procrastinare di una settimana l’apertura della scuola invece di assumere per due mesi 8 supplenti in modo di risolvere questo “papocchio” in salsa cimminiana garantendo la continuità educativa ai bambini ed il legittimo diritto al lavoro delle concorsiste?».

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« Il concorso per l’assegnazione di “8 posti di insegnante per la scuola dell’infanzia “ ha visto il suo epilogo nella pubblicazione della graduatoria il nove settembre. Sessantasei le idonee che, però, si accorgono di non aver avuto il riconoscimento dei titoli di servizio. La questione “titoli di servizio” diventa il giallo di questa vicenda dalle tinte opache. Altro che trasparenza e casa di vetro! Nel bando – si legge nella nota – era previsto che sarebbero stati riconosciuti solo gli anni presso la scuola dell’infanzia svolti presso una Pubblica Amministrazione nella medesima categoria e profilo professionale, salvo fare, poi, un chiarimento, con una nota a firma della dirigente in cui si precisava che, ai fini della valutazione dei titoli di servizio, sarebbero stati considerati validi i servizi prestati esclusivamente nelle Istituzioni Scolastiche Pubbliche e nelle Scuole Paritarie. Che la Carducci fosse una scuola paritaria lo hanno capito in un secondo momento. Il requisito del bando, infatti, oltre ad essere discriminante non aveva nessun significato. Ci risulta che molte idonee hanno prodotto ricorso avverso alla graduatoria senza avere ad oggi nessuna risposta. Questo pomeriggio, per di più, sono state assunte in servizio 8 supplenti, con contratto di due mesi. L’amministrazione del fare, talmente attenta e ligia al proprio dovere, ha bisogno di due mesi per calcolare il punteggio di sessantasei concorsiste, le quali hanno studiato tutta l’estate per veder naufragare per insipienza ed incapacità di chi governa la città il loro diritto al lavoro, anche perché per molte concorsiste entrare in graduatoria rappresenta anche la possibilità di essere assunte da altri enti carenti di personale scolastico. E a farne le spese saranno anche i piccoli utenti dell’istituto scolastico costretti a dover subire per il terzo anno consecutivo la mancanza della continuità dell’insegnamento per il cambio di insegnate dopo appena due mesi dall’inizio scolastico».

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