Politica
Inchiesta Cirio, l’imbarazzo del centrodestra: cala il silenzio su Palazzo Farnese
Poco prima delle ore 12 la doccia fredda per il centrodestra stabiese: la notizia della richiesta d’arresto per Antonio Pentangelo e Luigi Cesaro per l’affare Cirio. I due ispiratori della candidatura di Gaetano Cimmino nel 2018 e soprattutto i maggiori azionisti (in termini politici, si intende!) del centrodestra stabiese. La maggioranza di Cimmino, su questo non c’è dubbio, vive il suo momento peggiore dell’esperienza amministrativa. Anche se non emergono elementi che coinvolgano l’attuale giunta (totalmente estranea), il clima è teso. Un provvedimento prevedibile, perché ormai da un anno e mezzo era attesa la chiusura delle indagini da parte della Procura di Torre Annunziata. Ma la doccia fredda è servita.
Nessuno ha voglia di parlare a Palazzo Farnese. Il sindaco Gaetano Cimmino non si è ancora pronunciato, anche se è attesa la consueta diretta Facebook settimanale. Probabilmente dalla pagina social farà qualche riferimento all’inchiesta che vede coinvolti i suoi principali riferimenti politici, tra l’altro con accuse gravissime.
L’opposizione, invece, si è fatta sentire. Ma a differenza del primo filone d’inchiesta, nessuno più punta il dito contro l’attuale amministrazione. E’ il “grillino” Francesco Nappi a parlare di “una svolta nella questione Cirio che ha fatto emergere un ramificato sistema di corruzione di esponenti politici, regionali e nazionali, e di pubblici ufficiali. Tra i destinatari delle varie misure cautelari anche esponenti di Forza Italia oggi all’opposizione al Governo nazionale. Ma non è tutto, anche altri esponenti politici in carica e non, sono coinvolti nella vicenda. Insomma un sistema trasversale. La nostra città non potrà mai risorgere a queste condizioni. Castellammare ha bisogno di una ripulita. Un plauso alle forze dell’ordine e della magistratura che stanno facendo questa operazione di pulizia”.
Per Tonino Scala di LeU “non eravamo folli, non eravamo complottisti, visionari. Mi auguro che la magistratura faccia presto chiarezza su un pagina a tanti poco chiara, a noi era chiara e fin troppo, che ha paralizzato la città per più dieci anni”.
dadimar

