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Calcio

Juve Stabia, la confusione di tecnico e squadra

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fabio caserta

Fabio Caserta quando rilascia dichiarazioni, che siano pre o postpartita, regala sempre spunti interessanti. Lo ha fatto anche ieri sera, dopo la sconfitta cocente e assurda contro il Livorno ultimo in classifica. Ecco alcune estratti della conferenza stampa che cercheremo di analizzare per bene: “Dopo un primo tempo fatto molto molto bene, siamo stati poco cattivi sotto porta per trovare il secondo gol”. Questa, sarebbe la solita frase di circostanza, dichiarazioni che si ascoltano praticamente sempre. Però i numeri della prima frazione raccontano davvero tutt’altro: se il Livorno non ha mai impensierito la retroguardia gialloblu’, gli stessi uomini di Caserta non hanno mai tirato nello specchio della porta, non hanno praticamente mai creato qualche azione degna di nota. Oltre al gol fortunoso di Calò direttamente da calcio di punizione (era un cross che ha beffato Plizzari), le uniche due conclusioni sono state di Calvano e Forte, entrambe fuori di molto. Dall’alto, forse, si è visto un altro primo tempo, ma “abbiamo fatto molto molto bene” dichiarato dal mister davvero non riusciamo a giustificarlo. Se ciò che hanno fatto vedere nei primi 45 minuti è una prestazione positiva, allora c’è davvero da preoccuparsi.

Ma andiamo avanti con il racconto della partita del mister. “Abbiamo avuto paura nel secondo tempo dopo aver preso il primo e il secondo gol abbiamo avuto paura. Poi siamo stati bravi a trovare il pareggio ma siamo stati ingenui subito dopo con l’espulsione di Ricci”. Qui la domanda sorge spontanea: “Perché la paura?”. Atteggiamento senza senso, tutti i passaggi sbagliati e zero azioni pericolose almeno nei primi 25 minuti della ripresa. Giusto sottolineare l’ingenuità di Ricci perché forse è stato davvero l’episodio chiave di tutto il match, ma forse avrebbe dovuto riservare anche qualche parola all’espulsione dalla panchina di Germoni. Assurdo, davvero tutto assurdo.  

Ma non è ancora finita qui. “La condizione fisica c’entra poco rispetto a una condizione mentale non eccellente. Piangere dopo una sconfitta serve a poco, bisogna tirarci fuori da questa situazione complicata. A Pescara non mi è piaciuto quasi nulla. Oggi invece c’è stato qualcosa di positivo.” La condizione fisica è disastrosa per tutte le squadre, quella mentale invece dipende spesso da fattori extracampo. Escludiamo le voci di mercato che riguardano lo stesso Caserta, ma qualcosa nella testa dei calciatori gialloblu’ non va. Cosa potrebbe essere? Forse la situazione societaria non è rientrata del tutto? Forse non conosciamo tutta la verità? Perché sia a Pescara che ieri Caserta ha sottolineato più volte questo aspetto mentale, ma a cosa stanno pensando i giocatori se non a una salvezza che prima dello stop non sembrava così complicata? Il campo aveva dimostrato quanto questa squadra potesse competere con tutti, ora invece la situazione sembra davvero essersi capovolta. Noi non riusciamo a trovare le risposte.

Ultima parte della conferenza di ieri, forse quella più importante e più grave. “L’aspetto tattico viene condizionato dall’aspetto mentale. I gol presi sono nati da nostre ingenuità, l’assetto tattico c’entra ben poco. Non posso rimproverare nulla ai miei”. E’ vero che la tattica in questo periodo e in questo finale strano di stagione conta poco, ma i cambi effettuati nella ripresa dal tecnico sono stati quantomeno discutibili. Rossi era un corpo estraneo al gioco prima del lockdown, figuriamoci adesso. Elia e Canotto, forse, avrebbero potuto dare una mano già sull’1-0 quando il Livorno stava iniziando ad alzare il baricentro e spingere di più sugli esterni. Ma non è questo il vero problema, anche i migliori tecnici al mondo sbagliano sostituzioni o assetti tattici. Quello che fa storcere il naso è la frase “non posso rimproverare nulla ai miei”. Ma come? L’impegno c’stato? La cattiveria c’è stata? La tranquillità di effettuare giocate? Nulla, ma forse ripetiamo, dalla tribuna abbiamo visto un’altra partita. Perché anche ieri l’atteggiamento è stata di una squadra allo sbando, e chi afferma il contrario è chiaramente in mala fede. Ora ci saranno in una settimana i due derby con Benevento e Salernitana, se non si cambia registro a prescindere dalle assenze e da chi scenderà in campo il rischio di ritrovarsi in una posizione infernale è davvero elevato.

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