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Politica

Affidate le spiagge libere, i fedelissimi del sindaco: “Ha vinto la programmazione”

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“Pulizia giornaliera, guardiania, eliminazione delle barriere architettoniche, protocolli di sicurezza, servizi igienici allacciati alla rete fognaria, videosorveglianza, caratterizzazione e fruizione per tutto l’anno solare. Questi sono i servizi di cui godranno le nostre spiagge libere all’esito dell’aggiudicazione per la gestione dei servizi, che si appresta ad essere ratificata per la Rotonda, la Calcina e la Palombara. Una svolta unica nel suo genere, che avrà effetto per ben 10 anni e consentirà ai cittadini di avere accesso gratuito alle spiagge e di usufruire, qualora lo volessero, dei servizi a pagamento che metterà a disposizione il nuovo gestore, il quale garantirà la pulizia e la sorveglianza delle spiagge”. E’ l’annuncio del gruppo consiliare Cimmino Sindaco. “La nostra amministrazione è abituata a pianificare gli interventi, senza improvvisazioni. Al contrario di quanto vorrebbe fare credere il consigliere di opposizione Francesco Nappi, evidentemente infastidito per la sonora bocciatura della sua mozione anacronistica e totalmente difforme rispetto all’attività svolta dall’amministrazione. Appare evidente, d’altra parte, il suo tentativo di riscattare in maniera confusa le incertezze di un Governo nazionale che non è riuscito a dare ancora risposte chiare ai cittadini, molti dei quali in gravi condizioni di disagio economico e rimasti senza lavoro, in attesa dei bonus, della Cassa Integrazione e di liquidità a fondo perduto che ad oggi latitano ancora. Ma andiamo per ordine: i precedenti gestori dei servizi nelle spiagge libere, prontamente convocati dal sindaco dopo la revoca dei divieti predisposta dal Governo per l’accesso al mare e alle spiagge, hanno rinunciato alla proroga annuale prevista dal DL Rilancio. E la nostra prima azione è consistita pertanto nel dare indirizzo al dirigente di predisporre un bando di gestione pluriennale per fornire un servizio di qualità in una fascia temporale più ampia. Una programmazione seria, per garantire dieci anni all’insegna della sicurezza e della pulizia, laddove per anni ha regnato il caos, tra proroghe discutibili e servizi non così completi come prevede il nuovo capitolato. Come si fa, inoltre, ad affermare che il sindaco non tutela i suoi cittadini dopo tutte le ordinanze prodotte in anticipo persino rispetto al Governo e alla Regione per la salvaguardia della salute pubblica in piena emergenza Covid? Ordinanze e misure drastiche, che ci hanno consentito di limitare al minimo la diffusione del contagio. Ordinanze che ci hanno consentito di prevenire una possibile catastrofe, in un momento di grave difficoltà sul piano sanitario e sociale. Al consigliere Nappi diamo un consiglio: si goda le nostre spiagge libere in sicurezza nei prossimi dieci anni e magari nei prossimi giorni si rechi lì a guardare il cielo e le sue “stelle cadenti”. Magari potrà rendersi conto di aver fatto un altro buco nell’acqua”.

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Politica

Dello Ioio, anche Italia Viva chiede le dimissioni: «Incompatibile con i nostri valori»

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Non solo il Pd. Anche Italia Viva chiede le dimissioni di Tristano Dello Ioio, il presidente del parco dei Monti Lattari reo di aver rilasciato dichiarazioni contro lo sbarco migranti di Nerano. «Non siamo Lampedusa» aveva tuonato. Dichiarazioni che hanno scatenato il fuoco amico degli alleati: «Le parole del Presidente del Parco dei Monti Lattari, alla luce anche della sua replica, assumono contorni tanto inquietanti quanto vergognosi – scrivono in un documento Toni Pannullo e Giovanna Staiano, rispettivamente coordinatori di collegio dell’area stabiese-Monti Lattari e penisola sorrentina – Ricondurre ai massimi sistemi economici, una vicenda che ha tratti esclusivamente umanitari, è semplicemente vergognoso. Nessuno disconosce le difficoltà che l’economia in penisola sorrentina e non, ha assunto picchi sconosciuti, tuttavia, confondere i due temi è semplicemente, ad essere buoni, strumentale. Il Presidente del Parco dei Monti Lattari, con le sue parole, palesa la sua distonia rispetto ai valori culturali e politici della amministrazione regionale per la quale noi tutti ci siamo prodigati, affinché fosse eletta, due mesi orsono. Si dimetta, anzi è il momento che la politica regionale prenda la sua decisione. Lo destituisca per incompatibilità con i valori e gli ideali di una comunità democratica. Altri per molto meno si son dimessi da ruoli ben più importanti».

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