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Politica

Clamorosa indiscrezione: Cesaro, addio a Forza Italia. Verso Italia Viva con De Luca

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Ormai è chiaro: Italia Viva è la porta d’ingresso dal centrodestra per sostenere Vincenzo De Luca alle regionali. Soprattutto per i transfughi di Forza Italia. Il primo in Campania è stato il senatore Carbone, poi l’ormai ex fedelissimo di Martusciello, Francesco Guarino, pronto a candidarsi con il partito di Renzi (portando in dote 12000 voti). Ma la clamorosa indiscrezione che corre nei corridoi di Forza Italia riguarda Luigi e Armando Cesaro. Udite udite, anche gli uomini simbolo del partito di Berlusconi in Campania sarebbero pronti a fare armi e bagagli per trasferirsi alla corte di Renzi. Per ora i Cesaro hanno giurato fedeltà al centrodestra, a Caldoro, a Forza Italia, essendo anche disponibili a sostenere una candidata donna nella lista forzista per non far disperdere i voti da Sant’Antimo a Castellammare, passando per i paesi vesuviani. 

La clamorosa indiscrezione, che nelle ultime ore ha fatto parlare i vertici del partito campano, è che i Cesaro starebbero preparando lo sgambetto proprio a Stefano Caldoro, accusato di non essere stato così garantista quando si è trattato di difendere Luigi Cesaro dopo le ultime vicende giudiziarie. Accuse mosse un po’ a tutto il partito, tanto da indurre Armando a ritirarsi dalla corsa elettorale delle regionali. Ebbene i Cesaro sarebbe pronti a sostenere un candidato di Italia Viva per entrare a far parte della lunga schiera di sostenitori di Vincenzo De Luca. E quindi un piede in due scarpe diverse, restando alla finestra un turno ma facendo sentire comunque il peso elettorale. Ufficialmente a sostenere una candidata di Forza Italia, ma dall’altra parte assicurando appoggio a un candidato di Italia Viva per sancire il passaggio definitivo al partito di Renzi. Un’indiscrezione che, se confermata, sarebbe clamorosa. Un colpo basso a Caldoro e al centrodestra campano. La fine di un’era. 

Daniele Di Martino


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Politica

Debito Asam da 16 milioni, il Comune rischia un nuovo dissesto

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Altra tegola per Cimmino. È di qualche giorno il rigetto da parte dei commissari della proposta di inserire il debito ASAM da 16 milioni nell’organismo speciale di liquidazione. Detta così sembrerebbe una cosa tecnica da addetti ai lavori se non fosse che questo provvedimento di rigetto significa un grande alert per le casse comunali e per lo “spareggio” di bilancio. Si pensi che nel dicembre 2013 la allora amministrazione Cuomo dichiarò il dissesto per cifre intorno ai 15 milioni di euro ed adesso questa partita pregressa Asam si avvicinerebbe a quella somma li’. Vero è che la liquidazione ASAM con la relativa debitoria è storia del 2014 certamente non ascrivivile a Cimmino, tuttavia fa specie che l’assessore al ramo, profonda conoscitrice di tutte le partecipate avendo esercitato ruoli diversi con tutti i colori politici, non abbia dedicato tempo in questi ormai tre anni a questa vicenda. Era in itinere ed in via di completamento una transazione che coinvolgeva Comune Gori e Asam ma le tracce si sono perse nei cassetti di Palazzo Farnese.
Ormai fra un po’ si accende la candelina del terzo anno, il giro di boa del mandato sindacale abbondantemente superato, la scusa della colpa del passato non funziona più.
Buffalo Bill

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