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Piazzetta Bonifacio nel degrado tra erbacce e rifiuti

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La piazzetta nel quartiere abbandonata a sé stessa

. Piazzetta Bonifacio nel totale abbandono. E’ l’immagine, ennesima, pubblicata sui social che racconta le pessime condizioni in cui versa la città, soprattutto in periferia. Siamo al San Marco, in Via Einaudi, la piazzetta dedicata ad uno stabiese illustre, il professor Bonifacio, versa in una condizione di degrado ed abbandono con rifiuti, erbacce e panchine danneggiate. C’era anche una fontanina, danneggiata, che ha smesso di erogare acqua.

Sono ormai quotidiane le immagini postate dai cittadini che scelgono la rete per fare le loro segnalazioni all’amministrazione comunale guidata dal Sindaco Gaetano Cimmino il cui indice di gradimento si è notevolmente ridotto rispetto agli inizi. A necessitare di un intervento di scerbatura non solo la piazzetta, come fa sapere un utente, ma anche alcune delle strade adiacenti dove le erbacce raggiungono anche un’altezza di 80 centimetri.

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Politica

Il Pd incastra il sindaco: «Terme al collasso con la giunta Bobbio, Cimmino era presidente»

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Prima l’intervento del presidente del Pd, nella sua operazione verità su Terme di Stabia. Il Pd poi rincara la dose con un documento «corale» di tutto il partito. E se dal centrodestra emergono tutte le responsabilità del centrosinistra e dello stesso partito Democratico, i dem di corso Vittorio Emanuele mettono le cose in chiaro: «Dopo anni di crisi, il colpo di grazia è stato dell’amministrazione Bobbio, di cui l’attuale sindaco era presidente del consiglio comunale».
I dem stabiesi, guidati dal segretario Peppe Giordano, condannano l’atteggiamento del sindaco e della stessa maggioranza: «L’ultima seduta del Consiglio Comunale fa emergere per l’ennesima volta l’inconsistenza, l’insipienza e l’assenza di una visione di città da parte della maggioranza che amministra oramai da trenta mesi.
Un’amministrazione che stenta a gestire l’ordinario e che è completamente assente sui grandi temi che riguardano il presente ed il futuro della città. Questa volta assistiamo alla gestione della cosa pubblica come fatto privato, quasi personale, a totale svantaggio dell’interesse pubblico, sull’annosa vicenda S.I.N.T., ed il conseguente pericolo che la città rischia di subire con la perdita del patrimonio immobiliare del complesso termale.
L’atteggiamento arrogante con il quale il Sindaco ed alcuni esponenti della maggioranza tentano di aggirare il problema con proposte demagogiche e scaricando, come è solito fare al Sindaco negli ultimi tempi, su altri è diventato stucchevole. Solo per dovere di cronaca sentiamo la necessità di ricordare a Cimmino ed alla sua maggioranza che le Terme di Stabia, già in crisi da diversi anni, sono state portate al collasso da una gestione dissennata e disastrosa durante l’amministrazione di centrodestra guidata dal Sindaco Bobbio, amministrazione nella quale l’attuale primo cittadino ricopriva la carica di Presidente del Consiglio Comunale. Le successive amministrazioni di centrosinistra, tra mille difficoltà e con risultati alterni, hanno avuto il coraggio e la responsabilità di portare avanti azioni che limitassero i danni e che soprattutto tutelassero il patrimonio immobiliare, nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini, cercando di recuperare la vocazione termale non solo del complesso del Solaro ma anche dell’antico stabilimento di Piazza Giovanni Amendola attraverso la riapertura dell’estate del 2016».
Per il Pd, il pericolo è la svendita del patrimonio: «L’approssimazione con la quale si sta tentando di gestire questa difficile fase ci lascia sgomenti, in pericolo c’è il futuro della città, la sua vocazione turistica e termale. Non possiamo permettere che la discussione si limiti alle sole dichiarazioni alla stampa, che l’argomento non venga discusso in consiglio comunale, che i diritti dei lavoratori termali vengano strumentalmente utilizzati per nascondere altri tipi di operazioni. Non possiamo stare inermi di fronte ad un atteggiamento dolosamente responsabile, che ad oggi ha come unico obiettivo la svendita del patrimonio immobiliare delle Terme».

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