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Politica

Forza Italia: Patriarca firma la candidatura, Cesaro infuriato verso l’addio

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E’ stato il giorno in cui Annarita Patriarca, così come Franco Cascone, ha firmato la candidatura per le regionali. Correrà per Forza Italia, nonostante l’ultimo sgambetto che porta la firma di Luigi Cesaro. Appena una settimana fa è stato Silvio Berlusconi a dover quasi imporre la candidatura di Annarita Patriarca, dopo un vertice romano con i quadri del partito.
Una decisione che non è andata giù a Cesaro, già in contatto con Italia Viva per fare armi e bagagli. Non a caso sembra abbia già un candidato da supportare nella lista di Renzi. Si tratta di Bove, candidato dell’area Nord di Napoli, cui l’ex presidente della Provincia avrebbe assicurato supporto per staccare il ticket di ingresso nella scuderia di Matteo Renzi.

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Politica

Dello Ioio, anche Italia Viva chiede le dimissioni: «Incompatibile con i nostri valori»

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Non solo il Pd. Anche Italia Viva chiede le dimissioni di Tristano Dello Ioio, il presidente del parco dei Monti Lattari reo di aver rilasciato dichiarazioni contro lo sbarco migranti di Nerano. «Non siamo Lampedusa» aveva tuonato. Dichiarazioni che hanno scatenato il fuoco amico degli alleati: «Le parole del Presidente del Parco dei Monti Lattari, alla luce anche della sua replica, assumono contorni tanto inquietanti quanto vergognosi – scrivono in un documento Toni Pannullo e Giovanna Staiano, rispettivamente coordinatori di collegio dell’area stabiese-Monti Lattari e penisola sorrentina – Ricondurre ai massimi sistemi economici, una vicenda che ha tratti esclusivamente umanitari, è semplicemente vergognoso. Nessuno disconosce le difficoltà che l’economia in penisola sorrentina e non, ha assunto picchi sconosciuti, tuttavia, confondere i due temi è semplicemente, ad essere buoni, strumentale. Il Presidente del Parco dei Monti Lattari, con le sue parole, palesa la sua distonia rispetto ai valori culturali e politici della amministrazione regionale per la quale noi tutti ci siamo prodigati, affinché fosse eletta, due mesi orsono. Si dimetta, anzi è il momento che la politica regionale prenda la sua decisione. Lo destituisca per incompatibilità con i valori e gli ideali di una comunità democratica. Altri per molto meno si son dimessi da ruoli ben più importanti».

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