Seguici sui Social
PUBBLICITA


Politica

Francesco Somma(+Campania): “Valorizzare i Monti Lattari”

Avatar

Pubblicato

il


PUBBLICITA

Il candidato : “I rappresentano una risorsa da valorizzare”.

Monti Lattari.  Sicurezza, azioni mirate per frenare il dissesto idrogeologico, valorizzazione , tutela e salvaguardia del  patrimonio ambientale. E’ l’impegno che assume il candidato per Più in Europa alle elezioni del 20 e 21 Settembre, Francesco Somma. ‘’Dagli incontri avuti con i cittadini dei comuni che ricadono nell’Area dei Monti Lattari è emersa fortemente la richiesta di maggiore attenzione per la valorizzazione del territorio. Parco Regionale e Comunità Montana – commenta Somma – possono con l’aiuto della Regione Campania davvero fare molto per l’area dei Monti Lattari . In un tempo in cui  si riscopre , sempre di più,  il rapporto ancestrale che lega l’uomo alla natura, la tutela e la salvaguardia del patrimonio ambientale – che in Campania è immenso – diventano di fondamentale importanza. Da a fino ad Agerola, da   a Lettere , vi sono sentieri da percorrere densi di sorprese. Sentieri  che,  se adeguatamente sistemati, rappresenterebbero anzitutto un baluardo di legalità , risulterebbero utili per attività didattico-educative, favorendo esperienze che uniscono la natura, la storia e le tradizioni delle popolazioni locali sostenendo lo sviluppo dei settori economici, culturali, ambientali. Per promuovere il recupero e la valorizzazione di questo patrimonio occorre – prosegue Francesco Somma-  mettere in campo una pluralità di iniziative che vadano ad agire su diverse dimensioni (operativa, amministrativa, organizzativa e normativa).  Penso alle opere di recupero ed infrastrutturazione di specifici sentieri, siti e vie di arrampicata, alla promozione di diverse “azioni di sistema”, di carattere più generale volte ad organizzare la rete sentieristica (armonizzazione segnaletiche, costituzione catasto sentieri, ecc.)Di recente il Consiglio Regionale della Campania ha approvato una legge che dà grande attenzione alla viabilità minore e alla sentieristica attraverso l’individuazione di percorsi di interesse ambientale e storico, valorizzando al contempo le infrastrutture collegate.  Credo che questa legge rappresenti un’opportunità per tutta la Campania e in particolar modo per le nostre aree che sono la porta est dei Monti Lattari alla costiera . Il mio impegno , una volta eletto, sarà di attivarmi affinchè questa legge porti i suoi frutti in tutte le realtà che aspettano da anni una valorizzazione in questi termini. Ai cittadini  chiedo attraverso la mia pagina Facebook di segnalarmi idee e proposte per raggiungere insieme il nostro obiettivo”.

Continua a leggere
Pubblicità

Politica

La consigliera De Simone al sindaco: “Assorbire gli ex termali per salvare il patrimonio. La sinistra ha fatto un disastro”

Avatar

Pubblicato

il

Da ex termale e ora consigliera comunale, Annamria De Simone ripercorre tutte le tappe del “disastro Terme”. Con un documento, di cui ha già messo a conoscenza il sindaco Gaetano Cimmino, chiede l’applicazione di una norma che consentirebbe di assorbire gli ex lavoratori di Terme, non senza lanciare accuse al veleno per il “pianificato disastro del centrosinistra”.
La De Simone interviene dopo il pignoramento dei suoi ex colleghi (lei ha rinunciato in quanto sarebbe incompatibile con la carica di consigliere comunale), che in parole povere rischia di mandare la Sint in fallimento. Secondo la consigliera del gruppo Cimmino sindaco, tutto questo si sarebbe potuto evitare: “Il pignoramento dei beni immobiliari di Sint era nell’aria da tempo ed oggi si materializza all’esito di alcune scelte scellerate, che affondano le radici nel recente passato – scrive De Simone – Quando l’ex sindaco Nicola Cuomo, con la sua corte targata PD, ha decretato nel 2013 il fallimento delle Terme, l’amministratore unico di Sint Biagio Vanacore si prese carico della responsabilità di opporre il “gran rifiuto” alla riconsegna del compendio termale, da parte della Curatela fallimentare della fallita società Terme di Stabia, nell’agosto 2015. Un rifiuto che avviò il “sanguinoso contenzioso” con i lavoratori, che oggi, in attesa del pronunciamento della Cassazione, vede la Sint soccombente in Appello ed alla canna del gas. Giova ricordare che la Sint, in quanto società partecipata dell’ente comunale, è soggetta al controllo analogo, accertamento che non è mai stato attuato, con evidenti responsabilità da parte di quel centrosinistra che in quegli anni bui ha amministrato la città. Queste deficienze hanno determinato il cruento bagno di sangue a cui oggi stiamo assistendo, fino all’ultimo scriteriato atto targato PD, la delibera n.88 approvata il 27 Novembre del 2017 in consiglio comunale che teneva in piedi la partecipata nel disperato tentativo di rientrare nei requisiti della riforma Madia. Un’operazione che, di fatto, ha dato il via alla svendita del patrimonio immobiliare delle Terme, avviando quello che qualche “capobastone dem” oggi definisce il Black Friday dei beni di Sint, una svendita che, ironia della sorte, ebbe inizio con il suo voto favorevole proprio in una grigia e piovosa serata di quel nefasto lunedì”.
I dubi di Annamaria De Simone non risparmiano l’attuale gestione, affidata al commissario Sica: “In questo scenario, intanto, è subentrato nell’agosto 2018 il commissario liquidatore Vincenzo Sica, che ha cercato di ricomporre i cocci di una struttura ormai ridotta in mille pezzi dal centrosinistra stabiese. Un lavoro certosino, che tuttavia necessita di alcune riflessioni. L’avvocato di Sint ha chiesto la sospensiva della sentenza della Corte d’Appello in attesa del pronunciamento della Cassazione? Ma la proposta del concordato in bianco, inoltrata al Tribunale di Torre Annunziata, è stata forse concordata con il collegio sindacale di Sint? Due dubbi che, sono certa, Sica saprà prontamente sciogliere nei prossimi giorni, ma nelle more sarebbe preferibile che si aggiornasse sullo stato della liquidazione delle competenze dei lavoratori termali, visto che, a tutt’oggi, restano ancora creditori di ben diciassette mensilità mai percepite dalla ex-Terme di Stabia”.
Da qui la proposta avanzata al sindaco: “Sono certa che questa Amministrazione vorrà valutare con molta attenzione la possibilità di ricorrere, come da mia proposta avanzata in seno al gruppo consiliare di Cimmino Sindaco di Stabiae, all’ applicazione dell’art. 19 del d.lgs 175/2016, statuente che il personale impiegato in una società in house è assimilabile ad una mera articolazione interna dell’amministrazione controllante, che individua in quest’ultimo quale titolare in esclusiva del controllo analogo, auspicando che nel caso di specie si possa prevedere che gli ex-termali, oggi dipendenti Sint per sentenza, vengano riassorbiti dall’ente e che eventuali nuove assunzioni nell’Ente comunale siano possibili solo all’esito del loro completo riassorbimento. Operando in questa direzione sarà possibile tutelare questi lavoratori, bistrattati e offesi dal centrosinistra stabiese per troppi anni, integrando allo stesso tempo il personale dell’ente comunale, oggi sottodimensionato a causa delle conseguenze dei pensionamenti ai sensi della legge quota 100. E con loro, in un clima di rinnovata collaborazione, preservare in tal modo il patrimonio immobiliare del Solaro al fine di costruire il nuovo percorso di sviluppo del termalismo a ”.

Continua a leggere

DALLA HOME

Pubblicità

Trending