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Cronaca

Covid, De Luca: “Peggio di Marzo, comportiamoci come se stessimo in lockdown”

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Il Governatore: «Dovremmo convincerci tutti a comportarci come se già si fosse chiusa l’Italia»

«Evitare movimenti e spostamenti inutili, comportarci come se già si fosse chiusa l’Italia». A dirlo è il Governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca nel corso del suo appuntamento social del Venerdì dove fa il punto della situazione dell’emergenza sanitaria in Campania.

«Anticipiamo noi quello che si sta facendo in Francia e in Germania – ha aggiunto De Luca – facciamo quello che facevamo a marzo, anche se non ci sono decisioni formali, perché la situazione è maledettamente delicata».

In Campania « a marzo – dice – avevamo al massimo 135 pazienti ricoverati in terapia intensiva e già oggi abbiamo 164 ricoveri. E non siamo al livello più alto di contagio, il peggio deve ancora venire con la stagione influenzale e con l’inverno
Ci stiamo quindi preparando a triplicare i posti di degenza e a triplicare i posti di terapie intensive ne abbiamo già pronti oggi, per eventuali urgenze, 530. Aspettiamo ovviamente i medici e gli anestesisti che abbiamo chiesto per poter aprire anche una quantità importante di terapie intensive». Intanto a Napoli un altro ospedale dedicato interamente ai malati Covid.

De Luca, pur comprendendo «la situazione difficile» ha anche accusato il Governo di assumere decisioni in ritardo. «Il Governo è in una situazione difficilissima come in tutto il mondo. La Francia prende decisioni drastiche, come Germania e Gran Bretagna. Dobbiamo partire da consapevolezza: problemi enormi e 9 volte su dieci chi parla non ha alternative da proporre. In un Paese come l’Italia i principali responsabili sono a volte quelli dall’opposizione che hanno assunto posizioni più irresponsabili. Da mascherina e idee campate in aria, tutto risolto. A quelli che ancora quaranta giorni fa, un esponente della Lega in particolare, andava in giro per gli ospedali della Campania a fare demagogia dicendo che erano vuoti reparti Covid. Una vergogna. Dobbiamo sostenere il governo ma – prosegue – abbiamo il dovere di parlare chiaro anche su errori gravi fatti e che continua a fare. Il mio rilievo critico: fortissimi ritardi su decisioni, fatte con la logica del mezzo-mezzo che scontenta tutti e non serve a risolvere i problemi. Sottovalutazione grave della pesantezza dell’epidemia oggi e tempi di decisione incompatibili con gravità dell’epidemia. Continuano a perdere tempo prezioso facendo accumulare migliaia di contagi che portano al collasso sistema ospedaliero.Mancanza di rigore: quando prende una decisione e non fa nulla per farla rispettare, è governo che sbaglia e aggrava problemi».


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Cronaca

Stagionali, La Mura: «Carenza di lavoratori per compensi bassi non per Rdc. Basta sfruttamento»

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«Basta sfruttamento dei lavoratori, con il Reddito di cittadinanza libertà di rifiutare compensi bassi»

«Le polemiche sollevate da molti imprenditori sulle difficoltà a trovare lavoratori stagionali arrivano puntuali con l’avvicinarsi dell’estate. Sarebbe bene chiarire che tali difficoltà, attribuite al Reddito di Cittadinanza, stanno invece negli stipendi eccessivamente bassi che troppo spesso si attribuiscono a queste categorie di lavoratori, con orari nei fatti superiori a quelli stabiliti contrattualmente per pochi euro all’ora, come stanno dimostrando numerose e recenti inchieste giornalistiche». A dirlo è Virginia La Mura, senatrice pompeiana del Gruppo Misto. «Ritengo – prosegue La Mura – che la possibilità, data dal Reddito di Cittadinanza, di affrancarsi da questo vero e proprio sfruttamento, sia il più grande risultato della legge. La libertà di scelta di figure lavorative già di per sé precarie, molto spesso riguardanti giovani, è un traguardo importante che rappresenta il diritto fondamentale a non dover sottostare a qualsiasi richiesta pur di guadagnare qualcosa. Il governo non faccia l’errore di privare i lavoratori di questa salvaguardia, retribuzioni e ore di lavoro devono essere sempre adeguate e in linea tra loro ed è su questo che si deve intervenire, il Reddito di Cittadinanza ha bisogno certamente di essere integrato con misure che favoriscano concretamente l’inserimento di chi ne usufruisce nel mondo del lavoro, ma il suo ruolo a difesa della dignità dei lavoratori è una garanzia intoccabile. I giovani, e non solo, hanno voglia di lavorare, si sono però stancati di essere sfruttati».

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