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Cronaca

Covid, nell’ultima settimana a Castellammare 138 nuovi positivi e 16 guariti. I DATI

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Castellammare di Stabia. Sono 138 i nuovi positivi registrati nell’ultima settimana. Il dato emerge dalle comunicazioni dell’Asl diffuse dal primo cittadino Gaetano Cimmino. Negli ultimi sette giorni i guariti invece sono stati 16. In linea con la media regionale la città delle acque ha registrato un elevato numero di contagi. Solo nella giornata di ieri 75. Il 17 ottobre erano 122 le persone risultate positive sul territorio cittadino, nella giornata di ieri il bilancio è salito a 236 (il dato comprende anche i guariti ndr).  Il Sindaco Gaetano Cimmino ha parlato di  «situazione del contagio da Covid-19 in città  molto grave» invitando tutti a rispettare scrupolosamente le norme anticontagio.

Dall’altra parte mentre il Governatore della Campania, Vincenzo De Luca, invoca più restrizioni c’è il Governo che lavora ad un altro dpcm che sarà firmato domani. Nella forma non sarà un lockdown come quello che gli italiani hanno conosciuto a marzo ma l’Italia si appresta a nuove e rigide restrizioni. L’appello di numerosi esperti, e i dati preoccupanti dell’ultima settimana, con i contagi che sfiorano i 20 mila casi, hanno costretto nelle ultime ore il premier Giuseppe Conte ad impostare un nuovo Dpcm. Ma prima del varo ufficiale, che probabilmente arriverà domani, il presidente del Consiglio questo pomeriggio ha presentato la bozza ai capigruppo di maggioranza. Bozza che prevede nuove chiusure. Sospesi i concorsi pubblici e privati, ad esclusione delle selezioni per il personale sanitario e della protezione civile. Sospesi pure convegni, congressi, mentre le cerimonie pubbliche potranno tenersi purché saranno rispettate le misure di distanziamento e senza la presenza di pubblico. Le riunioni pubbliche dovranno comunque tenersi se possibile a distanza, raccomandazione anche per lo svolgimento, sempre a distanza, delle riunioni private. Nel nuovo Dpcm verrà regolamentata la fruizione del servizio sanitario, con il divieto degli accompagnatori dei pazienti di permanere nelle sale d’attesa dei pronto soccorso. Divieto simile per parenti e visitatori delle rsa e delle strutture riabilitative.

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Cronaca

Supercinema, la proposta di StabiAmore: Valutare anche l’azionariato popolare

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«Valutare anche l’azionariato popolare. La città non può perdere un punto di riferimento importante»

Castellammare di Stabia. L’associazione StabiAmore apprende con dispiacere che la proprietà del Supercinema, storico Teatro e Cinema stabiese, ha deciso di mettere in vendita la struttura a causa della crisi economica che ha coinvolto pesantemente, tra gli altri, anche il settore dello spettacolo. Lo si legge in una nota. StabiAmore, da sempre sensibile a tutti i temi culturali cittadini, ritiene che il Supercinema abbia rappresentato un importante punto di riferimento per la società civile stabiese, e che tale preziosa esperienza non vada dispersa, ma anzi debba essere assolutamente salvaguardata. Pertanto facendo seguito alla proposta del Consigliere Comunale Andrea Di Martino, il quale ha sollecitato il Comune affinchè acquisisca in tutto o in parte il Supercinema, StabiAmore propone di attivare anche lo strumento dell’azionariato popolare per rilevare una quota della struttura, in affiancamento a quella maggioritaria eventualmente comunale. In tal senso ci trova d’accordo pure la proposta dell’esponente di Più Europa Francesco Somma, che in un appello al ministro per le attività culturali Franceschini e al presidente della Giunta Regionale della Campania De Luca ha espressamente richiesto di non far cambiare la destinazione d’uso dell’immobile, nello spirito di conservare un luogo fisico per la cultura soprattutto teatrale nell’interesse della collettività stabiese. L’associazione StabiAmore, come già fatto nei mesi scorsi con la lettera aperta alla Juve Stabia, ritiene un fatto importante che i beni più preziosi della città siano diffusamente partecipati dagli stabiesi non solo come fruitori di sport e cultura, ma anche come proprietari. A nostro parere è necessaria una rivoluzione copernicana che veda il cittadino soggetto attivo delle realtà culturali per sostenerle in modo concreto, come peraltro avviene in tante altre città europee.

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