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Cronaca

In Francia si mangia e si ama la Pasta di Gragnano: la TV TF1 France nello stabilimento de La Fabbrica della Pasta

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è da sempre conosciuta come la città della pasta, una città che con i suoi pastifici  IGP tiene alta la bandiera della qualità e dell’artigianalità del made in Italy, e fa sempre piacere soprattutto per gli abitanti del posto quando la storia della Pasta di Gragnano e quella della città varcano i confini nazionali.

A parlare della pasta più buona del mondo è stata ieri TF1 France, che ha dedicato un servizio molto interessante alla storia della pasta e come questa tradizione sia tramandata nei secoli da padre in figlio di generazione in generazione.

E’ stato Antonino Moccia ‘il pastaio’ de La Fabbrica della Pasta di Gragnano ad accompagnare le telecamere della nota emittente televisiva francese, lungo tutto la filiera produttiva della sua azienda, dove si coniugano tecnologia e tradizione in modo impareggiabile. Un’azienda quella de La Fabbrica della Pasta dei Moccia che nei giorni scorsi in occasione dei 100 anni dell’Università Parthenope, è stata premiata per il suo Museo come seconda classificata nel ‘Corporate Heritage Awards’ alle spalle del Museo di Pietrarsa nel corso dell’evento ‘quando la storia conta’.  Sì, perché La Fabbrica della Pasta della famiglia Moccia, ha dalla sua anche un Museo della Pasta, unico nel suo genere inserito nel circuito Museo Impresa, grazie agli oltre 300 esemplari che solo la passione di una famiglia di pastai giunta alla quarta generazione poteva fare, pezzi unici che da oltre dieci anni sono ammirati da visitatori e scolaresche. Un Museo dove sono stati raccolti e messi insieme tutti gli strumenti antichi, che fanno della Pasta di Gragnano una narrazione unica, in grado di raccontare nel tempo come Gragnano e la Pasta sono diventate una sola cosa, un connubio indiscusso e indiscutibile.  Una narrazione che ieri è stata apprezzata nel corso della trasmissione mandata in onda da TF1 France, dove La Fabbrica della Pasta è stata protagonista e nella quale per la prima  volta ‘zia PòPò’ ha aperto la sua cucina e mostrato come con la pasta di qualità si può preparare e rendere speciale anche il piatto più semplice.


Cronaca

Strage di Alcamo, il ricordo dei carabinieri uccisi. Uno era lo stabiese Apuzzo

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Il ricordo dei due carabinieri vittime di un agguato mentre erano in caserma

Ricordate dai carabinieri le vittime della Strage di Alcamo Marina di 45 anni fa. In quella notte del gennaio del 1976 il diciannovenne Carmine Apuzzo, originario di Castellammare di Stabia, entrato nelle fila dell’Arma da appena un anno e l’appuntato Salvatore Falcetta, trentacinquenne di Castelvetrano, furono sorpresi nel sonno da malviventi che si introdussero nello stabile della casermetta “Alkamar” dopo aver forzato la porta mediante con la fiamma ossidrica. I due militari furono crivellati di colpi mentre dormivano.La scoperta avvenne all’alba, quando gli uomini della scorta dell’allora segretario del Msi Giorgio Almirante, nel transitare lungo la strada statale che costeggia la località turistica, notarono la porta della caserma completamente divelta: all’interno i corpi dei due carabinieri.

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