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Obiettivo 2023, la destra e Cimmino al bivio: moderati o sovranisti? Un suicidio riesumare Bobbio | L’EDITORIALE

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Gaetano-Cimmino


Erano gli inizi degli anni 90 quando Silvio Berlusconi dichiarò apertis verbis che alle elezioni comunali a Roma avrebbe votato Gianfranco Fini. La destra, quella post fascista relegata in quaranta anni dal dopo guerra ad un ruolo marginale e di testimonianza, era sdoganata. Entrava in quello che i giornali della prima Repubblica definiva l’ “arco costituzionale”. Nasceva il centro destra finiva l’MSI e nasceva AN ed i numeri subito furono lusinghieri. Era una desta nazionale, popolare, conservatrice e governativa. Cosa rimane e cosa sarà di quella destra con chi si alleerà? Un nome su tutti Giorgia Meloni, oggi è la protagonista di questa destra 4.0. Una donna forte, capace di intuire e avvertire le spinte sovraniste leghiste e il lento ed inarrestabile declino di Forza Italia. Ha cavalcato la paura e la “insicurezza” dei cittadini. Al contempo ha cercato una classe dirigente capace e competente, Guido Crosetto su tutti. La sfida del 2023 sarà anche per lei un salto nel buio soprattutto nel centro sud. Riuscirà ad attrarre uomini e donne moderate attratte dalla chimera del centro? Sopirà il vento sovranista ed anti-europeista della Lega. A Napoli una vera classe dirigente allo stato è in itinere e barcamenante tra la ormai stella declinante della Lega come Severino Nappi e ancora “immaturi” personaggi di Fratelli D’Italia.
A la guida della destra è ancora orfana. Riesumare Bobbio sarebbe un suicidio, investire su giovani nostalgici come Sica una improbabile scommessa, puntare su Aprea giovane segretario di FdI una certezza ma con una incognita in prospettiva. Dal lato della Lega, l’ultimo acquisto Tina Donnarumma in virtù della sua tenacia potrebbe guidare questo processo, ma è palese la sua immaturità politica nonostante abbia sodali del calibro del redivivo Antonio Alfano e dello scaltro Carlo Longobardi. Ed ancora il principe della periferia Nord, Emanuele D’Apice, il quale sconta una sua totale estraneità agli ambienti che contano della città. Insomma una melassa ancora indistinta, potenzialmente forte elettoralmente ma non autosufficiente. Ancor più un salto nel buio, a meno che Cimmino invece di virare sui moderati punti su questo scenario e alla luce delle scelte del personaggio le novità sono sempre in agguato.  Buffalo Bill

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Politica

Giunta, anche Diana Carosella verso le dimissioni

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Diana-Carosella

Scafarto potrebbe non essere il solo a «consegnare» le deleghe nelle mani del sindaco. Gli spifferi di Palazzo Farnese raccontano di un altro assessore al passo d’addio. Si tratta di Diana Carosella, il cui allontanamento dalla giunta è stata quasi una richiesta unanime delle forze politiche di centrodestra. Ma prima del benservito, l’assessore all’istruzione ha intenzione di togliere il disturbo di sua spontanea volontà. Secondo i bene informati di Palazzo Farnese, a breve potrebbe rassegnare le dimissioni o comunque rimettere il mandato nelle mani del sindaco, ancor prima di farsi revocare le deleghe dal primo cittadino. Proprio come accaduto con Gianpaolo Scafarto.

Daniele Di Martino

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