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Politica

Scafarto si dimette, «palla avvelenata» al sindaco. Ecco come il centrodestra scarica il «maggiore» anti-Renzi

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Gaetano-Cimmino

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di Daniele Di Martino

La crisi politica è dietro l’angolo, nel bel mezzo di un’emergenza sanitaria. A scatenare il tam tam di voci e indiscrezioni sono le dimissioni di Gianpaolo Scafarto. Un fulmine all’improvviso si è abbattuto sulla giunta Cimmino. Una giornata di passione, quella di ieri, che rischia di creare una crepa nel centrodestra. A questo punto, qualsiasi mossa di Cimmino, può creare fratture politiche insanabili, alla vigilia di un rimpasto di giunta rinviato soltanto per via dell’emergenza Covid.
Le dimissioni di Scafarto, invece, rimettono sul tavolo la discussione, ora non più rinviabile.
Da quello che trapela a Palazzo Farnese, il rinvio a giudizio di Scafarto è solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso. L’assessore alla sicurezza da tempo era finito nel mirino dell’Ascom e della stessa maggioranza di centrodestra. A sua volta, poi, era scontento sulle ultime evoluzioni del piano di mobilità urbano, non ultimo lo stop alla Ztl domenicale (ufficialmente per via dell’emergenza sanitaria e dei tanti contagi registrati a Castellammare). E quindi la palla al balzo con il rinvio a giudizio, per rimettere la palla «avvelenata» nelle mani del primo cittadino.

I RETROSCENA
La prima avvisaglia di uno Scafarto «scollato» dall’amministrazione c’era già stata. Soltanto alcuni addetti ai lavori avevano notato la «strana» assenza dell’assessore alla sicurezza durante il vertice tra il sindaco Gaetano Cimmino e l’Ascom sul caos del Pum. In quella sede, a Palazzo Farnese, era risultata alquanto bizzarro il forfait di Scafarto. Anche se fuori Castellammare nel giorno dell’incontro, nessuno dell’amministrazione comunale ha pensato bene di rinviare l’incontro quando la presenza del maggiore dei carabinieri poteva essere garantita.
Chi ha incontra Scafarto negli ultimi tempi, racconta poi di un assessore che si è sentito quasi «scaricato» dall’amministrazione e in particolare dalla maggioranza politica che sostiene il sindaco Cimmino. Uno Scafarto rassegnato all’addio.
All’assessore non è sfuggita nemmeno l’esposizione mediatica cui è stato sottoposto, nell’ambito della sensibilizzazione al nuovo piano traffico. Da solo contro tutti, nel bel mezzo delle polemiche.

L’ULTIMA GIUNTA
C’è da dire che l’assessore ha lavorato fino a pochi giorni fa sul piano di mobilità urbano. Poi il brusco stop che coincide anche con la decisione di sospendere tutte le Ztl del centro.
Scafarto non avrebbe partecipato nemmeno all’ultima giunta. Gli assessori sono stati convocati ieri a Palazzo Farnese, perché era in programma una seduta di giunta, alla quale Scafarto è risultato assente. E’ stata questa la prima avvisaglia per il sindaco Gaetano Cimmino, subito la diffusione della notizia del rinvio a giudizio. Nel pomeriggio, il maggiore dei carabinieri ha telefonato al primo cittadino comunicandogli le sue volontà: rimettere il mandato nelle sue mani. Quindi non dimissioni protocollate, ma soltanto una restituzione delle deleghe al sindaco.
Gaetano Cimmino, quindi, si ritrova a prendere la prima vera politica del suo mandato: accettare o meno le dimissioni di Scafarto.

LO SCENARIO
Una decisione che rischia di creare una crepa in maggioranza. Come anticipato, le trattative in corso per il rimpasto di giunta erano state congelate. Ieri sera, era in programma un’altra riunione tra i segretari di partito. Ma qualche ora prima era stata disdetta, proprio perché Castellammare rischia di diventare «zona rossa» per via del numero elevato di contagi. Priorità dunque alla situazione sanitaria precaria.
Le dimissioni di Scafarto, però, sparigliano il tavolo e costringono il centrodestra a riaprire il valzer delle trattative. Soprattutto perché ora sono tutti in attesa di conoscere la decisione di Cimmino: puntare ancora su Scafarto, o lasciare l’assessore con una stretta di mano.
Dc e Fratelli d’Italia sarebbero per «accettare» le dimissioni, in realtà anche Forza Italia non ha mai digerito la nomina dell’investigatore che ha indagato su Babbo Renzi. Posizione molto più morbida delle civiche vicine al sindaco «Solo per Castellammare» e «Cimmino sindaco».
Accettare le dimissioni di Scafarto, in realtà, diventerebbe un modo per accelerare il rimpasto di giunta, eventualità che lo stesso primo cittadino aveva completamente escluso. A questo punto, ogni decisione potrebbe essere «avventata». Anche se la strada più facile sarebbe quella di salutare e ringraziare Gianpaolo Scafarto, che in vista di un rimpasto di giunta sarebbe risultato come primo indiziato a lasciare la giunta. E probabilmente il maggiore dell’Arma l’aveva anche intuito.

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Nasce il gruppo di Più Europa a Castellammare: Francesco Somma coordinatore

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«Un luogo aperto, inclusivo, laico e antifascista, che promuove la giustizia sociale e il rilancio del territorio che si estende dall’area stabiese ai Monti Lattari, a Napoli e alla Penisola Sorrentina». Questa la premessa alla nascita del gruppo territoriale Più Europa Golfo di Napoli. «Dopo l’impegno e il buon risultato ottenuto alle regionali nei nostri territori- afferma il dottor Francesco Somma (che andrà a coordinare la squadra) – abbiamo scelto di dar vita, forma e sostanza ad un gruppo territoriale. Non potevamo disperdere il lavoro fatto e tantomeno le aspettative che centinaia di persone hanno riposto in noi».
Tra i soci fondatori di Più Europa Golfo di Napoli vi sono : Francesco Somma, Margherita Alfano, Francesco Russo, Daniele Rossetti, Simona de Feo, Michele Meo, Carmine Maresca, Rita di Somma, Noemi Taccarelli, Lucia Somma, Salvatore Coticelli, Rosario Aiello, Massimo Iovine, Anna Troiano, Carmine Troiano, Giovanni De Marco, Nicola Chicchinelli. «La nostra – spiegano i fondatori- è una scelta piena di speranza, ma altrettanto necessaria dopo l’ottimo risultato ottenuto alla scorsa tornata elettorale regionale, tesa a concretizzare quella voglia di far progredire la nostra terra. Siamo uomini e donne liberi, giovani professionisti e lavoratori infaticabili. È nostra intenzione lavorare fianco a fianco con e tra i cittadini. Il nostro gruppo è aperto al contributo di ogni persona interessata a collaborare per favorire uno sviluppo equo e partecipato del Golfo di Napoli, in modo da porre come oggetto di riflessione quel particolare processo di trasformazione della nostra terra verso una maggiore presenza di diritti personali, sociali e per la tutela dell’ambiente”. All’attivo ci sono già due interrogazioni presentate in Consiglio Regionale. “Nelle prossime settimane, non appena l’emergenza Covid19 ce lo permetterà – conclude Francesco Somma – avvieremo una campagna di ascolto del nostro territorio».

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