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Cronaca

Bonus spesa Covid, inchiesta della Guardia di Finanza: scoperti più di 700 furbetti

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Il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli nei confronti dei percettori dei “bonus spesa Covid- 19”, ha scoperto che oltre 700 persone avevano hanno ottenuto indebitamente il beneficio dichiarando di trovarsi in condizioni di difficoltà economica, ovvero di indigenza tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità. È emerso, infatti, che uno o più componenti dei nuclei familiari monitorati, a seconda dei casi, avevano ricevuto lo stipendio o una pensione, anche per cospicui importi, percepito il Reddito di Cittadinanza, indennità di disoccupazione o altre prestazioni sociali agevolate oppure alterato il proprio stato di famiglia indicando soggetti fittizi o non residenti per incrementare la somma da percepire. Davvero tante le situazioni di rilievo: si va dai coniugi che hanno richiesto entrambi il bonus ma per lo stesso nucleo familiare, a soggetti che già percepivano l’assegno di mantenimento per separazione, a titolari di partita Iva e persino a congiunti di esponenti della criminalità organizzata. Nella maggior parte dei casi è emerso che i nuclei familiari monitorati hanno indicato un ISEE con un valore inferiore a quello previsto. Emblematico, al riguardo, il caso di una signora napoletana scoperto dalle Fiamme Gialle del 1° Nucleo Operativo Metropolitano che ha presentato un’attestazione ISEE per 4.895 euro, ma che in realtà, come appurato, era di oltre 67.000 euro. La stessa, inoltre, deteneva risparmi sui propri conti correnti per 325.000 euro e un patrimonio immobiliare del valore di circa 36.000 euro. Nel complesso sono state irrogate sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli enti comunali, al fine di avviare il recupero delle somme indebitamente percepite.


Cronaca

Covid, Terzigno primo comune dell’area vesuviana a proclamarsi zona rossa

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Terzigno. Stretta sugli assembramenti a Terzigno, comune dell’area vesuviana, nella settimana tra il 22 e il 28 febbraio, si è registrata un’incidenza di nuovi positivi per 100mila abitanti pari a 589,2, a fronte del dato complessivo dell’intera Campania pari a 227,81. Il sindaco Francesco Ranieri ha firmato un’ordinanza per far fronte alle “numerose segnalazioni di persone, e in particolare minori, che sostano in prossimità di esercizi commerciali o in piazze e strade, prive dei dispositivi di protezione prescritti”. L’ordinanza dispone, da venerdì 5 a domenica 21 marzo, il “divieto di stazionare e fermarsi nelle piazze e strade cittadine dalle ore 5 alle ore 22, salvo che per motivate e comprovate esigenze lavorative o di studio o situazioni di necessità o per motivi di salute, ovvero per la necessità di usufruire di servizi non sospesi”. Analogamente, viene disposto il divieto di fumare e consumare bevande in piazze e strade dalle 5 alle 22 e il divieto di circolazione, per tutto l’arco della giornata, di automobili con a bordo più di due persone non conviventi. Coprifuoco per i minorenni dalle 18 alle 22 se non accompagnati da un maggiorenne convivente. Nell’ordinanza si invita inoltre tutti i cittadini “a non uscire di casa, fatto salvi i casi assolutamente indispensabili”, e i genitori “a vigilare affinché non consentano ai figli minorenni l’accesso in strade e luoghi pubblici senza essere accompagnati da un adulto e per comprovati motivi di lavoro, studio, salute, necessità”. Ranieri, in un post su Facebook con il quale annuncia l’ordinanza, spiega: “Ho cercato fino alla fine di evitare il pugno duro confidando sempre nella mia comunità che si è sempre contraddistinta in precedenza. Purtroppo i numeri non ci danno ragione.

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