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Politica

Il piano dell’Asl per riaprire le scuole: referenti covid nei plessi e tamponi a 800 insegnanti

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Solo nella giornata di ieri nelle scuole afferenti i 57 comuni delle territorio Asl Napoli 3 Sud, sono stati 807 i tamponi effettuati sul personale scolastico docente e non docente in vista del rientro tra i banchi dei bambini delle scuole dell’infanzia e delle prime elementari (tutte le informazioni sul sito aslnapoli3sud.it sezione coronavirus/io torno a scuola).
In ognuno dei 13 distretti sanitari aziendali è stato individuato un plesso scolastico come punto di riferimento per genitori e personale scolastico. Nello stesso luogo i tamponi sono stati effettuati da personale Usca dell’Asl in collaborazione con i pediatri di libera scelta (tra i pochi casi in Italia che vede una loro presenza attiva nella fase di somministrazione dei tamponi) e con i referenti covid presenti nelle varie scuole.
È stata proprio quest’ultima figura che ha dato un contributo decisivo alla riuscita dell’organizzazione di un percorso di screening così complesso e da effettuare in tempi brevissimi.
L’Asl Napoli 3 Sud con il supporto del servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) è stata l’unica nella regione Campania ad aver sviluppato un sistema a supporto dei drive-in presenti nei distretti sanitari.
Un’efficace collaborazione con le istituzioni scolastiche con l’attivazione di un programma formativo per il personale referente di 800 plessi scolastici, scelto dalle stesse scuole, attraverso una piattaforma contenente risposte semplici ed efficaci ai principali dubbi e domande in relazione all’epidemia.
Tra le azioni previste dal progetto la diffusione di opuscoli informativi e l’uso dei canali social con l’obiettivo non solo di un affiancamento continuo ai gruppi dei referenti scolastici, grazie anche all’attivazione di 30 gruppi whatsApp chiusi ognuno composto da 35 persone, ma anche di un maggiore coinvolgimento possibile del pubblico dei genitori.

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Politica

Diaspora in Forza Italia, Annarita Patriarca: “De Siano ha fallito, lasci il coordinamento”

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«Il presidente Silvio Berlusconi è stato chiaro: bisogna rinnovare. Riprendere il dialogo con la società civile e aprirsi al confronto con le forze produttive e propositive della società. E noi siamo d’accordo con lui: c’è bisogno di un rinnovamento a tutti i livelli. Senza i distinguo e gli steccati che, in questi anni, hanno depotenziato il messaggio e la proposta politica di Forza Italia sul territorio». A dirlo è Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale.
«Il richiamo all’inclusione è di sicuro la strada maestra. Una inclusione vera, però, lontana da quel modello che, in questi anni, ha visto molti dirigenti azzurri abbandonare il nostro partito e trovare ospitalità altrove. Le ultime dichiarazioni del coordinatore regionale Domenico De Siano arrivano purtroppo in ritardo e finiscono per diventare un mea culpa per tutti gli errori gravi commessi. Chi ha resistito, nonostante un clima non inclusivo, lo ha fatto solo per amore di Forza Italia e perché profondamente convinto della visione liberale e democratica del nostro presidente, Silvio Berlusconi – ha continuato Patriarca –. Una visione che, in Campania, ha trovato lo sbarramento di una parte del partito che si è di fatto consegnata al disimpegno mortificando uno straordinario movimento politico di massa, fortemente radicato sul territorio».
«Sono stati allontanati non solo i più qualificati esponenti della società civile ma gli stessi quadri politici costretti a subire visioni miopi e chiuse che di politico non hanno nulla. E che poi, alla prova dei fatti, non hanno prodotto i risultati sperati. Compresi alcuni celebri e presunti “feudi” elettorali, dove, malgrado il potere esercitato in maniera così penetrante, i risultati alle urne sono stati tutt’altro che felici. Molti hanno lavorato in condizioni di difficoltà inspiegabili – ha continuato il capogruppo azzurro –, spesso osteggiati nella formazione delle liste per le regionali e per le amministrative. Riuscendo comunque ad evitare una debacle e mantenendo un risultato elettorale in linea con gli altri partiti alleati. Costoro, dunque, non possono in alcun modo essere considerati “nemici” essendosi, con sacrificio e impegno personali, fatti carico, al posto di altri, dell’onere di organizzare il partito per le competizioni elettorali».
«Chi guida un partito non impone mai le sue decisioni, ma le condivide con la base a maggior ragione se lo stesso non coltiva il rapporto con il territorio. E soprattutto non scade nell’invettiva personale nei confronti di chi, solo ed esclusivamente ai suoi occhi, può rappresentare una “minaccia”. Le argomentazioni politiche qualificano il politico che le dispiega. Quando si scende sul piano personale, ogni dialogo si interrompe».
«E, infine, una valutazione di carattere generale che in politica vale da sempre: chi perde resta in squadra ma cede il passo. Sia per propria dignità sia per dare la possibilità al partito di rigenerarsi e di offrire all’elettorato finalmente una valida alternativa. Non ammettere la sconfitta e restare inchiodati al proprio posto sono indici di debolezza. In questi casi sarebbe meglio rendersi disponibili al tanto auspicato rinnovamento. Il sen. De Siano, tenuto conto del suo ruolo istituzionale, può decidere di lasciare l’organizzazione del partito in Campania per dedicarsi all’attività parlamentare a Roma, in questi mesi di particolare impegno per il mondo politico. Dando così la possibilità a chi vuole davvero lavorare sul territorio di realizzare la visione liberale e democratica del nostro presidente Silvio Berlusconi».

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