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Caos scuole, scontro frontale. Due presidi contro l’assessore Carosella: “Decisione lontana dalla realtà”

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Diana-Carosella

“Dissentiamo fortemente da quanto comunicato dall’assessore Diana Carosella in diretta Facebook il 17 u.s., dal profilo del Sindaco Gaetano Cimmino. L’esposizione dell’assessore, oltre ad utilizzare una modalità che non consente il contraddittorio, è debole e imprecisa e, in qualche punto, totalmente lontana dalla realtà dei fatti. Non si pone in discussione la buona fede, ma si ravvisa una chiara volontà di difendere con forza un atto debole e deleterio per tutta la comunità scolastica e, dunque, per tutta la cittadinanza del quartiere San Marco”. E’ la posizione ufficiale di due dirigenti scolastiche dei plessi Cicerone e Bonito-Cosenza. Cinzia Vicinanza e Maria Giugliano controreplicano all’assessore all’istruzione, Diana Carosella, dopo le polemiche scatenate dalla delibera che accorpa il plesso San Giovanni Bosco alla Bonito-Cosenza, facendo perdere di fatto l’autonomia scolastica al Terzo Circolo (Cicerone) e alla stessa Bonito-Cosenza.
Le due presidi elencano una sfilza di contestazioni in un comunicato stampa diffuso questa mattina. In particolare si contesta: “La presenza di una proposta del IV Circolo, mai menzionata prima della diretta facebook, nemmeno nell’incontro di venerdì 13.u.s. svoltosi in aula consiliare tra la dirigente Vicinanza, la vicepreside T. Lepre , il Sindaco, il Vicesindaco e l’assessore stesso. A dimostrazione della verità della nostra affermazione c’è l’assenza di tale proposta come allegato alla Delibera 122/2020 e dunque come documento presente nell’istruttoria del Dirigente Miranda. Il documento, MAI MENZIONATO nella delibera, se tardivo, non può essere preso a sostegno di una delibera. Se “smarrito” al protocollo del Comune non può “apparire” dopo la pubblicazione della delibera e, soprattutto, non può occupare uno spazio così importante (l’assessore lo cita in apertura del suo “chiarimento”) nell’esplicazione dei passaggi che l’assessore stesso avrebbe seguito per giungere alla delibera.
La mancata presenza di una proposta da parte del 3° Circolo “S. Marco Evangelista” non si configura come un’inadempienza amministrativa (come vuole far apparire l’assessore che più volte sottolinea questo particolare) , bensì come la riprova che la Scuola, con 717 alunni, non aveva e non ha problemi di stabilità , né necessità di partecipare al movimento di dimensionamento. La Dirigente reggente non ha ritenuto necessario e/o utile presentare alcuna proposta, né era obbligata a farlo.
Lla mancata condivisione della proposta cosiddetta “cittadina” dell’assessore con i dirigenti interessati al cambiamento, Maria Giugliano, Cinzia Vicinanza e/o Letizia Testa. Gli stessi sono espressione di quelle scuole che, proprio in seguito alla delibera incauta, parteciperebbero al movimento PERDENDO LA PROPRIA AUTONOMIA, NON CONSERVANDOLA.
Negli incontri del 21 e 28 u.s. non è stata presentata l’incauta proposta di scorporare un plesso del 3° C.D. per annetterlo alla Bonito-Cosenza. Non l’ha presentata né l’assessore, né l’hanno presentata i sei dirigenti firmatari della proposta tanto citata dall’ assessore, dirigenti che, caso strano, non sono direttamente interessati ai cambiamenti. Eppure a quegli incontri la Scuola Bonito Cosenza ed il 3° Circolo erano rappresentati. Se avessero avuto informazione della proposta che l’assessore intendeva portare in giunta si sarebbero opposti fortemente, perché non era risolutiva del sottodimensionamento della Bonito –Cosenza, né rispettosa dell’autonomia e dell’identità culturale e scolastica del Plesso S.G. Bosco.
I numeri sono certi e non ipotetici, come sostiene in diretta Facebook l’assessore. A Febbraio 2021 non ci sarà nessun “miracolo numerico”. Il dimensionamento, per rispetto della normativa, dovrà avvenire entro dicembre prossimo. L’assessore, e con lei il Sindaco, ne sono consapevoli, o dovrebbero esserlo, quindi vogliono solo tenerci “buoni”, con una promessa che non potranno mantenere in quanto l’assessorato regionale e il Direttore generale dell’USR decideranno in base ai dati e alla proposta trasmessa dall’ amministrazione stabiese.
Il criterio della territorialità è, appunto, UN CRITERIO che guida il dimensionamento, ma non è certo il fine ultimo. Le linee Guida, spesso citate dall’assessore, sottolineano la necessità di proposte di dimensionamento che garantiscano la stabilità alle scuole, ossia la presenza di un dirigente e un dsga titolari. In nome della territorialità non si “cancellano” dal territorio le autonomie di due scuole importanti e dalla lunga storia: “Bonito-Cosenza” e 3° Circolo “S. Marco Evangelista”.
Non si comprende, infine, il senso di una delibera di dimensionamento che, andando a penalizzare fortemente le scuole da noi dirette, trascuri del tutto il IV circolo didattico “Annunziatella”, sottodimensionato da ormai sette anni”.
Infine, l’ultima stoccata all’assessore Carosella e all’intera giunta comunale: “Se la delibera presentata dalla Giunta stabiese sarà accolta dalla Città Metropolitana, dall’Assessorato regionale e dal Direttore Generale dell’USR Campania, dott.ssa Franzese, la Bonito-Cosenza ed il 3° Circolo saranno sottodimensionate ed in reggenza ed il Plesso S.G.Bosco, fiore all’occhiello del 3° Circolo, scomparirà, come già è accaduto, anni fa purtroppo, alla Scuola Salvati, nella zona collinare di Castellammare di Stabia. Il Sindaco e gli assessori tutti se ne assumeranno la responsabilità nei confronti dell’intero quartiere san Marco e della città. Noi, dirigenti scriventi, lo ricorderemo sempre”.

Daniele Di Martino


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L’INCHIESTA | Il costruttore e l’aspirante assessore, mani sui fondi europei. Intercettazione choc: «Se ci sei… lo so che mi pensi»

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polizia comune

Un costruttore e un politico. Parlano di lavori, accordi e garanzie di una «spartizione». Il garante della grande operazione sarebbe proprio un imprenditore molto noto a Castellammare, intercettato per mesi dagli investigatori. Colloqui telefonici e in auto, nei quali il titolare di un’impresa edile spiega nei minimi dettagli o quasi le richieste di un politico di Palazzo Farnese. Tutto è contenuto in un’informativa dettagliata, ancora zeppa di «omissis», depositata insieme agli atti dell’operazione Olimpo. 

L’imprenditore è considerato dagli investigatori vicino all’attuale amministrazione, almeno fino a un certo punto. Siamo nel 2018 e il costruttore si «vanta» di controllare l’allora giunta.

Ma gli 007 si concentrano soprattutto sul rapporto tra il costruttore e uno degli attori principali della politica stabiese, che tra l’altro risulta anche tra gli aspiranti assessori, nell’ambito dell’imminente rimpasto di giunta. Nel mirino, secondo gli investigatori, ci sono lavori pubblici e in particolare quelli finanziati dai fondi europei. Nelle conversazioni captate l’imprenditore spiega candidamente che «il lavoro pubblico viene 3mila lire e loro lo fanno venire 9mila lire». Loro sarebbero proprio i politica. Non solo, nel corso di un colloquio il costruttore ammetteva che il politico l’aveva informato di «14 milioni di euro da spendere nella comunità… che sono arrivati per fare tutta una serie di cose»

Secondo il politico, proprio il costruttore avrebbe dovuto recitare il ruolo di garante di un accordo più ampio sulla spartizione di queste somme, mediante i lavori finanziati dalla comunità europea. «Se io so che ci sei tu, lo so che pensi a me…» avrebbe detto il politico al costruttore. Tanto da sentirsi dire testuali parole: «pensi a tutti quanti e abbiamo risolto il problema»… «ma se tu non ci sei, questi non possono credere che loro fanno tutto e noi restiamo fuori».

Un chiaro riferimento alla spartizione della «torta». Parole che aprono uno spaccato inedito della politica stabiese, almeno in questa fase. Una vicenda che ora rischia di condizionare anche le nomine in vista dell’imminente rimpasto di giunta.

Daniele Di Martino

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