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Politica

Centrodestra in rivolta, tutti contro la Dc. Giunta pronta a tagliare i 150mila euro per le luminarie


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Sica-DiMaio-Morlino

“Siamo consapevoli che è giusto impegnare una cifra minore per le luminarie natalizie, ma la città non può restare completamente al buio a Natale. Troveremo un giusto compromesso”. La voce della maggioranza, in particolare dei consiglieri più vicini al sindaco Gaetano Cimmino, conferma l’intenzione della giunta di utilizzare solo una parte del “tesoretto” per le luminarie. Effettivamente, in questo periodo di crisi, sarebbe troppo spendere 150mila euro, ma la città non può restare senza luci durante le festività.
In tutto questo, però, una parte della maggioranza si è scagliata contro la Democrazia Cristiana, bollando come “demagogica” la proposta di destinare i fondi delle luminarie per l’acquisto di bombole di ossigeno. Soprattutto perché non ce ne sarebbe bisogno – a sentire i consiglieri più vicini al sindaco – in quanto il vero problema è rappresentato dalla mancata restituzione alle farmacie stabiesi. Nei giorni scorsi è andato in scena uno scontro, anche apro, quanto cavalleresco, tra le maglie della maggioranza di centrodestra. Una vera e propria levata di scudi contro la proposta che porta la firma dei consiglieri Giulio Morlino e Barbara Di Maio, con l’avallo del segretario cittadino Dc Michele Sanzone.
Nel frattempo, l’amministrazione sta correndo ai ripari. La giunta a breve potrebbe inviare in consiglio comunale una variazione di bilancio proprio per ridurre l’impegno di spesa da destinare alle luminarie. La cifra potrebbe essere abbattuta di un terzo e la restante parte ridistribuita nei capitoli di spesa dedicati proprio all’emergenza coronavirus. Ma senza prendere in considerazione la proposta della Dc, vale a dire di acquistare bombole di ossigeno.

Daniele Di Martino


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Politica

Il tempo è scaduto! La commissione d’accesso lascia il Comune, ora c’è l’incubo scioglimento

Dopo sei mesi termina l’incarico degli ispettori del Viminale. E’ attesa la relazione che si pronuncerà sulle eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese

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il tempo è scaduto! la commissione d’accesso lascia il comune

Il tempo è scaduto. E’ l’ora della verità a Castellammare. Termina il lavoro della commissione d’accesso, dopo sei mesi di verifiche, per scoprire eventuali infiltrazioni della camorra a Palazzo Farnese. Nulla è stato tralasciato dalla triade del Viminale. In questi 180 giorni sono centinaia i faldoni che sono stati spulciati nei minimi particolari, un lavoro che va di pari passo con le informazioni riservate provenienti dalle forze di polizia e dalla Procura. In effetti, a quanto pare, il capitolo più scottante è quello legato alle parentele di alcuni consiglieri comunali, di maggioranza e di opposizione. Al vaglio ci sono anche le intercettazioni spuntate fuori dalle ultime inchieste, che sembrano aver ipotizzato un legame forte tra imprenditoria, malavita e politica. Un intreccio venuto fuori dalle operazioni messe in atto, dal 2018 a oggi, dall’antimafia e dalla Procura di Torre Annunziata.

C’è poi il capitolo degli atti acquisiti a Palazzo Farnese. Grande attenzione verso appalti come quello dei rifiuti e della gestione del cimitero comunale, come per il settore delle pulizie e infine il tema più scottante della gestione delle pratiche urbanistiche, per cui è stato «ingaggiato» un consulente ad hoc. Non sono stati tralasciati nemmeno temi minori come gli eventi, d’altronde una delle ultime indagini ha scoperchiato la lunga mano della camorra e in particolare di quella stabiese negli eventi privati della penisola sorrentina. Un settore che quindi fa gola alla malavita, quindi meglio vederci chiaro anche nel caso di Palazzo Farnese.

Insomma, tanta carne a cuocere. E ora si attende il verdetto della commissione d’accesso. La triade del Viminale tirerà le somme e lo farà inviando una relazione indirizzata al Prefetto di Napoli, Palomba, appena insediato dopo l’addio di Valentini, colui che ha sancito l’avvio delle verifiche antimafia al Comune di Castellammare. Infine sarà il prefetto a inviare il dossier al ministro dell’Interno, ma ogni decisione sarà ratificata in sede di consiglio dei ministri. Un decisione che potrebbe arrivare ai primi di gennaio.

Daniele Di Martino

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