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Calcio

Juve Stabia, Padalino: “Il nostro obiettivo restano i playoff. Ripa? Valuteremo presto”

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Conferenza stampa di mister Padalino alla vigilia di Juve Stabia-Viterbese.

Tempo di vigilia in casa Juve Stabia. Mister Padalino ha affrontato diversi temi alla vigilia dell’importante sfida contro la Viterbese di domani al Romeo Menti. Queste le sue dichiarazioni:

“Oggi la squadra ha sempre risposto presente, al di là dei risultati. Non abbiamo sofferto con nessuno e abbiamo sempre creato gioco, magari non abbiamo concretizzato il giusto. Anche con la Turris potevamo portare a casa i tre punti. Non è escluso un cambio modulo, è una possibilità anche se in questo momento non c’è un allarme. Covid e infortuni sono situazioni che non appartengono solo a noi ma a tutte le squadre.

Ci stiamo avvicinando molto ad avere una nostra identità. Non possiamo però ritenerci oggi completi e soddisfatti, dobbiamo continuare a lavorare su determinati meccanismi. Il sistema di gioco dei nostri avversari è un 3-5-2, con il nuovo tecnico potrebbero anche cambiare. La difficoltà di affrontare la Viterbese è quella di incontrare una squadra vogliosa di invertire la rotta. Ma noi dobbiamo guardare in casa nostra e fare la nostra partita.

Tutte le squadre sono assetate di punti. Contro il Palermo la gara è stata decisa solo da episodi negativi e non da giocate individuali. Meritavamo molto di più, ma è acqua passata. Il nostro obiettivo resta sempre quello di inizio stagione: partecipare ai playoff. Poi vedremo cosa ci proporrà il campionato. L’ambizione è quella di fare meglio rispetto alla settimana precedente.

In questo momento abbiamo il demerito di non concretizzare. Come già detto precedentemente è un aspetto che ho curato di meno rispetto ad altre priorità. Ma già in questa settimana ho notato miglioramenti. Le partite in casa sono un vantaggio quando c’è il pubblico, un pubblico come il nostro. Il fattore campo oggi è un fattore relativamente importante. Esiste questo fattore solo per la conoscenza del terreno di gioco. Ripa non ha bisogno di presentazioni, si sta allenando con noi e vedremo i progressi. Alla fine valuteremo se questa trattativa si concretizzerà.”

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Calcio

La Juve Stabia è inferiore al Bari. Ma la strada per tornare grande è davvero così lunga?

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La Juve Stabia è così lontana, attualmente dal Bari? No, non diciamo sciocchezze.

Prima di iniziare la consueta analisi del giorno dopo sulla partita della Juve Stabia, è doveroso fare una premessa e tornare indietro nel tempo di qualche settimana. Parola al presidente Andrea Langella che ai microfoni di Gianluca Di Marzio dichiarò: “Il nostro è progetto triennale, puntiamo a tornare in B entro tre anni”. Premessa terminata. Ergo, aspettarsi la promozione quest’anno o qualche altro miracolo di questo tipo è da folli. Ovviamente nel calcio tutto è estramamente possibile. Qualificarsi ai playoff e vincerli, ad esempio. Ma per la Juve Stabia non è questo l’obiettivo, almeno per questa stagione.

Detto questo, possiamo passare all’analisi sulla partita di ieri pomeriggio al Menti contro il Bari. Perché abbiamo ripreso le parole di Langella? Semplice. Per rassicurare i tifosi. Soprattutto quei tifosi che da inizio anno non fanno altro che criticare la squadra, l’allenantore e l’operato della società. Anche quando la Juve Stabia vince, che follia. Stesso copione anche ieri dopo la sconfitta, meritata, contro un Bari costruito per vincere a mani basse il campionato. Contro un Bari che, qualitativamente e nei singoli, potrebbe battere anche qualche squadra di Serie A, come il Crotone. Nulla contro il Crotone, ma ci sembra giusto far capire alla gente il valore dei pugliesi. Uno squadrone per questa categoria, senza discussioni.

Ieri pomeriggio al Romeo Menti la formazione di Padalino ha sfigurato di fronte agli avversari? Assolutamente no. E chi dice il contrario non avrà visto la partita, forse avrà seguito la diretta testuale o avrà visto solo il risultato finale. Ha meritato di perdere, questo si, ma perché? Andiamo velocemente a ripercorrere la partita. Primi 40 minuti di equilibrio totale, forse meglio la Juve Stabia. Un palo di Vallocchia e un rigore non dato alle Vespe le emozioni più forti in questo lasso di tempo. Poi una distrazione difensiva, l’inserimento di Marras (giocatore eccezionale) e gol dell’1-0. Vantaggio meritato? No. Assolutamente no. Ma la grande squadra è grande anche per questo. Brava a raccogliere il massimo dalla prima vera occasione da gol nel miglior momento possibile: a fine primo tempo. Subire un gol allo scadere della prima frazione è sempre una mazzata. Per tutte le squadre di tutte le categorie e di tutte le galassie. E infatti, pronti via, secondo tempo e subito il 2-0, sempre di Marras, dopo aver duettato con Antenucci (giocatore di serie A, chiaro?). Sul 2-0 sono diverse le occasioni per la Juve Stabia per rientrare in partita, con Borrelli ma soprattutto con Mulè che da due passi si divora la rete dell’1-2. Forse, da questo momento in poi del match, si può recriminare qualcosa a Padalino per non aver rischiato qualcosa di più. Perdere 3-0 o 2-0, effettivamente, non avrebbe cambiato la sostanza. Ma anche da questi errori tecnico e squadra non possono far altro che imparare e crescere. Prima o poi, il famoso salto di qualità, arriverà. Perché il lavoro è importante ed è apprezzato praticamente da tutti gli allenatori avversari. Qualcosa vorrà dire?

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Fatto velocemente il riassunto del match, il Bari (inteso come collettivo) ha giocato meglio della Juve Stabia? NO! Il Bari ieri ha vinto la partita per due o più giocate dei suoi super attaccanti. Marras, Antenucci, D’Ursi e Cianci sono calciatori importanti, superiori per questa categoria. La difesa del Bari si è mossa meglio della difesa della Juve Stabia? Anche qui, la risposta è negativa. Hanno commesso anche loro errori di posizionamento, alcuni errori ingenui come nel caso del rigore non fischiato, non hanno accorciato sul tiro di Vallocchia finito sul palo. Insomma, il Bari ha segnato, la Juve Stabia no. E quindi è giusto che, in questo sport la squadra, più cinica sia tornata a casa con i tre punti in tasca. Purtroppo un copione visto e rivisto quest’anno per le Vespe. Ma la differenza con i pugliesi non è stata così abissale come in tanti hanno scritto nell’immediato post partita o nel day after. Il Bari, così come Avellino o Ternana, sono squadre più attrezzate, più esperte, ma non così lontane dallo status attuale di questa Juve Stabia. La strada intrapresa è quella giusta. Poi magari ci risentiamo tra due anni, a fine progetto-Langella. In attesa di quel giorno, analizziamo in modo corretto la crescita della squadre allenata da Padalino.

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