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Calcio

Juve Stabia, battuta la Viterbese nel segno di Fantacci

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La Juve Stabia torna alla vittoria e lo fa in modo convincente contro una Viterbese decisamente inferiore sotto tutti ipunti di vista.

La Juve Stabia ritorna alla vittoria dopo tre giornate senza conquistare il bottino pieno. Contro la Viterbese termina 2-0 grazie alle reti di Romero e Fantacci, una per tempo. La prestazione degli uomini di Padalino è stata buonissima, come spesso è accaduto quest’anno, ma con una differenza importante: la rete avversaria si è gonfiata diverse volte. Un passo in avanti per le Vespe che hanno confermato le buone sensazioni di Padalino alla vigilia del match (“Ho visto passi in avanti in settimana per quanto riguarda la fase offensiva”). Da sottolineare, però, la prestazione davvero inguardabile degli avversari, mai pericolosi dalle parti di Tomei e a tratti imbarazzanti in fase difensiva.

PRIMO TEMPO. La prima frazione si è sbloccata praticamente subito grazie alla super azione della catena di destra gialloblu’: Fantacci e Garattoni combinano perfettamente, Romero la spinge in rete senza problemi. Dopo il vantaggio della Juve Stabia, la Viterbese non si è mai praticamente affacciata dalle parti di Tomei. Anzi, gli uomini di Padalino hanno sfiorato diverse volte il raddoppio con Mastalli, Romero e Orlando.

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SECONDO TEMPO. Il secondo tempo si è aperto praticamente allo stesso modo dei primi 45 minuti: questa volta è proprio Fantacci che realizza il raddoppio con la sua solita azione dalla destra e tiro di sinistro a bucare la porta di Daga. Gestione, poi, impeccabile della gara da parte dei padroni di casa che non hanno rischiato nulla e hanno sempre avuto in mano il pallino del gioco andando vicino anche alla terza rete con Garattoni (tiro cross che si stampa sulla traversa) e Fantacci che a porta sguarnita non riesce a ribadire con il suo piede debole la palla in rete. Vincere oggi era importante per gli uomini di Padalino, vincere contro questa Viterbese davvero poca roba era obbligatorio.


Calcio

La Juve Stabia è inferiore al Bari. Ma la strada per tornare grande è davvero così lunga?

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La Juve Stabia è così lontana, attualmente dal Bari? No, non diciamo sciocchezze.

Prima di iniziare la consueta analisi del giorno dopo sulla partita della Juve Stabia, è doveroso fare una premessa e tornare indietro nel tempo di qualche settimana. Parola al presidente Andrea Langella che ai microfoni di Gianluca Di Marzio dichiarò: “Il nostro è progetto triennale, puntiamo a tornare in B entro tre anni”. Premessa terminata. Ergo, aspettarsi la promozione quest’anno o qualche altro miracolo di questo tipo è da folli. Ovviamente nel calcio tutto è estramamente possibile. Qualificarsi ai playoff e vincerli, ad esempio. Ma per la Juve Stabia non è questo l’obiettivo, almeno per questa stagione.

Detto questo, possiamo passare all’analisi sulla partita di ieri pomeriggio al Menti contro il Bari. Perché abbiamo ripreso le parole di Langella? Semplice. Per rassicurare i tifosi. Soprattutto quei tifosi che da inizio anno non fanno altro che criticare la squadra, l’allenantore e l’operato della società. Anche quando la Juve Stabia vince, che follia. Stesso copione anche ieri dopo la sconfitta, meritata, contro un Bari costruito per vincere a mani basse il campionato. Contro un Bari che, qualitativamente e nei singoli, potrebbe battere anche qualche squadra di Serie A, come il Crotone. Nulla contro il Crotone, ma ci sembra giusto far capire alla gente il valore dei pugliesi. Uno squadrone per questa categoria, senza discussioni.

Ieri pomeriggio al Romeo Menti la formazione di Padalino ha sfigurato di fronte agli avversari? Assolutamente no. E chi dice il contrario non avrà visto la partita, forse avrà seguito la diretta testuale o avrà visto solo il risultato finale. Ha meritato di perdere, questo si, ma perché? Andiamo velocemente a ripercorrere la partita. Primi 40 minuti di equilibrio totale, forse meglio la Juve Stabia. Un palo di Vallocchia e un rigore non dato alle Vespe le emozioni più forti in questo lasso di tempo. Poi una distrazione difensiva, l’inserimento di Marras (giocatore eccezionale) e gol dell’1-0. Vantaggio meritato? No. Assolutamente no. Ma la grande squadra è grande anche per questo. Brava a raccogliere il massimo dalla prima vera occasione da gol nel miglior momento possibile: a fine primo tempo. Subire un gol allo scadere della prima frazione è sempre una mazzata. Per tutte le squadre di tutte le categorie e di tutte le galassie. E infatti, pronti via, secondo tempo e subito il 2-0, sempre di Marras, dopo aver duettato con Antenucci (giocatore di serie A, chiaro?). Sul 2-0 sono diverse le occasioni per la Juve Stabia per rientrare in partita, con Borrelli ma soprattutto con Mulè che da due passi si divora la rete dell’1-2. Forse, da questo momento in poi del match, si può recriminare qualcosa a Padalino per non aver rischiato qualcosa di più. Perdere 3-0 o 2-0, effettivamente, non avrebbe cambiato la sostanza. Ma anche da questi errori tecnico e squadra non possono far altro che imparare e crescere. Prima o poi, il famoso salto di qualità, arriverà. Perché il lavoro è importante ed è apprezzato praticamente da tutti gli allenatori avversari. Qualcosa vorrà dire?

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Fatto velocemente il riassunto del match, il Bari (inteso come collettivo) ha giocato meglio della Juve Stabia? NO! Il Bari ieri ha vinto la partita per due o più giocate dei suoi super attaccanti. Marras, Antenucci, D’Ursi e Cianci sono calciatori importanti, superiori per questa categoria. La difesa del Bari si è mossa meglio della difesa della Juve Stabia? Anche qui, la risposta è negativa. Hanno commesso anche loro errori di posizionamento, alcuni errori ingenui come nel caso del rigore non fischiato, non hanno accorciato sul tiro di Vallocchia finito sul palo. Insomma, il Bari ha segnato, la Juve Stabia no. E quindi è giusto che, in questo sport la squadra, più cinica sia tornata a casa con i tre punti in tasca. Purtroppo un copione visto e rivisto quest’anno per le Vespe. Ma la differenza con i pugliesi non è stata così abissale come in tanti hanno scritto nell’immediato post partita o nel day after. Il Bari, così come Avellino o Ternana, sono squadre più attrezzate, più esperte, ma non così lontane dallo status attuale di questa Juve Stabia. La strada intrapresa è quella giusta. Poi magari ci risentiamo tra due anni, a fine progetto-Langella. In attesa di quel giorno, analizziamo in modo corretto la crescita della squadre allenata da Padalino.

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