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La Juve Stabia dura solo un tempo: il derby con la Turris termina 1-1

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Turris e Juve Stabia si dividono la posta in palio nel derby campano al Liguori di Torre del Greco

La Juve Stabia non sa più vincere, mentre la Turris continua il suo ottimo inizio di campionato: allo Stadio Liguori di Torre del Greco termina 1-1 contro la Turris. Un derby campano che mancava da 20 anni, non ha nè vincitori nè vinti. Al gol di Codromaz risponde Rainone, un gol per tempo entrambi di testa. Le Vespe non riescono a sfatare il tabù “Liguori”, con quella di oggi sono 20 partite su 20 senza vittoria. Timidi passi avanti rispetto alla partita con il Palermo, ma una squadra che aspira alle posizioni d’alta classifica non può durare solo un tempo e scomparire nel secondo.

PRIMO TEMPO. Mister Padalino rivoluziona l’attacco per il derby e lancia dal primo minuto Bentivegna con Bubas centrale al posto dell’anonimo Romero. La prima frazione si chiude con il vantaggio gialloblu’ grazie alla reti di Codromaz, bravo a staccare in area dopo un corner battuto benissimo proprio da Bentivegna. Scaccabarozzi avrebbe sul mancino la possibilità di raddoppiare ma è bravo Abagnale in uscita. Poca roba la Turris nei primi 45: solo una richiesta di calcio di rigore e un mancato rosso a Rainone per un fallo di reazione su Bentivegna.

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SECONDO TEMPO. Ma nella seconda frazione la musica cambia decisamente. Pronti, via e proprio Rainone (non avrebbe dovuto continuato la partita) di testa pareggia i conti. Malissimo la difesa gialloblu’ che fa saltare il più basso in campo. Ma poi è una sorta di monologo corallino con diverse sortite offensive pericolose dalla parti di Tomei. Solo nel finale con l’ingresso in campo di Romero si rivedono le vespe in avanti con un paio di colpi di testa. IL risultato, però, non cambia e le due formazioni si dividono la posta in questo derby campano.


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Palermo-Juve Stabia, la rivincita di Alessandro Marotta: la doppietta del “Diablo” allontana le ingiuste critiche

La super vittoria del Barbera ha regalato certezza al gruppo allenato da Padalino. E Marotta è stato l’autentico protagonista: ma non era un “pacco”?

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Palermo-Juve Stabia, la rivincita di Alessandro Marotta: la doppietta del “Diablo” allontana le ingiuste critiche

La giornata di ieri, per la Juve Stabia, è stata storica. Il termine giusto è proprio questo, non ci sono altri termini per descrivere l’impresa stabiese. Perché le Vespe al Renzo Barbera di Palermo non avevano mai vinto in tutti i precedenti con i rosanero. Una vittoria incredibile, arrivata in rimonta contro una squadra decisamente attrezzata per essere protagonista in campionato e perché no, anche nella post-season.

Tre punti che scalciano prepotentemente le critiche a squadra e a qualche singolo, che secondo gli “esperti” non stavano rendendo come ci si aspettava. Nel vortice delle critiche, nelle ultime settimane, si è ritrovato Alessandro Marotta, il colpo da 90 del mercato di riparazione. Da quando è arrivato a Castellammare, prima della trasferta di Palermo, aveva segnato solo una rete, su calcio di rigore, contro la Cavese. Pochino, in termini di gol, certo. Ma un attaccante come Marotta, entrato nello spogliatoio gialloblu’ già da leader, ha dato un contributo importante sin da subito in termini di gioco. Rispetto al suo predecessore, Marotta ha subito garantito una fluidità di manovra e dei movimenti che nei precedenti 4 mesi non si erano mai visti. E di questi movimenti ne ha usufruito, ad esempio, il giovane Borrelli. Bravo il classe 2000 a gettarsi negli spazi aperti da Marotta, ma senza determinati movimenti quegli spazi per l’ex Pescara non si sarebbero mai creati.

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Per questo motivo, giudicare Marotta solo per il gol segnato nel derby di Cava è ingiusto. Ha fallito alcune occasioni, è vero, ma il suo apporto alla gara è sempre stato massimale. E Padalino nelle conferenze pre-Palermo lo ha dichiarato più volte: “Il gol per Alessandro non è mai stato un problema, arriveranno anche qui a Castellammare grazie soprattutto all’aiuto dei suoi compagni”. Detto, fatto. Il pomeriggio siciliano è stato magico per Barbagol. Due gol al Barbera, peraltro decisivi, non si segnano spesso. Ma l’ex Vicenza si è dimostrato calciatore di uno status, di un’esperienza e di una classe, decisamente superiori rispetto a tutti gli altri scesi in campo. Due gol di pregevole fattura accompagnati dai soliti movimenti e dal solito lavoro ai limiti dell’area di rigore.

Dunque, se per la Juve Stabia ieri è stata una giornata dal sapore storico, per Marotta è stata la giornata della svolta decisiva. Sono arrivati anche i gol che tanto mancavano. Ora il prossimo obiettivo si chiama Turris ma soprattutto tornare alla vittoria al Romeo Menti. Una vittoria che manca da troppo tempo. Con l’entusiasmo alle stelle e con un Marotta così non sembrerebbe un’impresa impossibile battere i corallini.

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