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Cronaca

Rapina finita male: ucciso stabiese in Tunisia

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Una rapina finita male. Sarebbe questa la causa della morte di Giovanni Donnarumma, cittadino stabiese di 73 anni, ucciso nella sua abitazione in Tunisia. L’uomo era in Tunisia per lavoro. L’omicidio si è consumato diversi giorni fa nella sua abitazione a Monastir, città della Tunisia situata sull’estremità meridionale del Golfo di Hammamet, a circa 160 chilometri a sud di Tunisi. La polizia ha individuato due giovani che sono ritenuti gli autori dell’omicidio. Dalle prime indagini è emerso che i due avrebbero agito a scopo di rapina. Una rapina che è poi finita del sangue. Tuttavia è ancora da definire la dinamica dei fatti ed appurare le responsabilità dei due giovani fermati. Sono ancora in corso le indagini da parte delle autorità tunisine.

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Cronaca

Anziana deceduta nella rsa Santa Rita, la famiglia non sapeva del contagio

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“Un’anziana ospite della struttura Santa Rita è morta senza che la famiglia sapesse neppure che era stata contagiata”. È la denuncia del capogruppo di Italia viva, Andrea di Martino, che torna sulla preoccupante situazione del focolaio nella casa di riposo “Santa Rita” a Castellammare. “Sono indignato dall’assenza di risposte da parte dell’amministrazione Cimmino, a cui come consiglieri di opposizione avevamo chiesto di intervenire su quanto sta accadendo nelle strutture residenziali per anziani” spiega il consigliere di opposizione. Dopo la morte dell’anziana stabiese, Di Martino rinnova la richiesta al sindaco Cimmino: “Bisogna avere la massima attenzione per le residenze degli anziani e le case di cura, perché i dati di questa pandemia hanno dimostrato che proprio in queste strutture si sono registrati le maggiori criticità.
La politica sia di supporto al lavoro incessante messo in campo dall’asl con un lavoro sinergico che abbia come unico scopo la capacità di prevenire ed eliminare eventuali anomalie
Apprendiamo notizie allarmanti e di focolai scoppiati in alcune case di cura, tra queste quella di S. Rita, sulla quale riteniamo che bisogna attivarsi per avere riscontri a tutela degli anziani che vi soggiornano, degli operatori sanitari che svolgono il loro lavoro e nel rispetto delle loro famiglie.
Questa estate tra l’altro si era depositata una interrogazione sulle condizioni di funzionamento di questa Rsa.
La risposta che è stata fornita, nel mese di novembre, dagli uffici non è stata del tutto rassicurante. Ed infatti oggi apprendiamo queste notizie allarmanti.

Nell’interrogazione si  ponevano  degli interrogativi sulla gestione delle struttura, e non tutti furono chiariti dalle verifiche effettuate dal Comune che precisò come «a causa dell’ emergenza sanitaria in corso, preso atto dell’aumento esponenziale dei casi , si è ritenuto opportuno non concretare un’ulteriore ispezione di verifica nei tempi definiti, al fine di ridurre le occasioni di contagio e contatto sia con gli ospiti presenti sia  con il personale presente inteso a garantire il servizio, in tal senso l’amministrazione si riserva di verificare la veridicità di quanto dichiarato”.

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