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Terme, l’operazione «verità» del presidente Pd Elefante: «Così Cimmino se ne lava le mani»

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«Dopo due anni e mezzo dall’insediamento, prendo atto che l’amministrazione Cimmino alza le mani. Su Terme dichiara il fallimento politico prima ancora che il Tribunale ne sancisca quello giudiziario». E’ Roberto Elefante, presidente del Pd stabiese ha fare l’operazione «verità» su Terme di Stabia. Dopo giorni di polemiche e la proposta del gruppo Cimmino sindaco di far assorbire al Comune 34 ex lavoratori del Solaro, arriva la versione del Partito Democratico «attraverso un piccolo excursus storico, intendo ristabilire la verità per chi abbia un pizzico di memoria storica e soprattutto la onesta’ intellettuale di riconoscerne i vari passaggi».
Così Elefante, per due volte consigliere comunale con le amministrazioni Cuomo e Pannullo, ricostruisce tutta la storia della società fallita: «Sull’altare di Terme di Stabia la prima testa che cade è quella del Sindaco Bobbio. Ricordo che fu una opposizione tenace e compatta ad unirsi ad un pezzo della maggioranza di centrodestra e, attesa una dissennata se non disastrosa gestione di Terme, sul bilancio in aula fece cadere la amministrazione Bobbio. Erano impazziti quei consiglieri di centrodestra? No, affatto. Siamo agli inizi del decennio e si regista con quella gestione un passaggio di perdite da 300mila euro a ben 4 milioni di euro con un sussiego di assunzioni e di operazioni/investimenti incongrui, oggetto del vaglio della magistratura. Piani industriali falliti, gestioni allegre sul piano amministrativo, assunzioni facili, il tutto con l’avallo del leader di quella maggioranza, l’attuale Sindaco Cimmino.
Elezioni nuove, subentra Cuomo che si trova di fronte al guado, liquidare o salvare il patrimonio. Sceglie una strada tortuosa, il concordato in bianco, rivelatosi inefficace e prima che si vada verso la liquidazione dei beni, è il PD, in una assemblea pubblica di cui fui protagonista, ad affermare la volontà di salvaguardare il patrimonio immobiliare prima che una svendita smodata, passata ormai alle cronache come “spezzatino”, si materializzi.
Ricordo a tutti che il PD fu costretto a sacrificare il suo Sindaco, immolando lui e non il patrimonio immobiliare.
Nuovo Sindaco, nuova piano Terme. Per la ennesima volta fummo noi consiglieri del PD a scegliere di salvare il patrimonio, ad opporci allo spezzatino restando pressoché isolati in una operazione salva-Terme. Scegliemmo una strada impervia anche a costo di mettere in crisi la maggioranza. Ma l’interesse delle Terme e della città prevalse sull’interesse di bottega. Nel frattempo era intervenuta la “Madia” una legge che imponeva ai Comuni di disfarsi delle partecipate non strategiche. Era facile per noi del PD, per lo stesso Pannullo, Sindaco di allora, rifugiarsi nel classico “lo dice la legge”. Ed invece, cuore oltre l’ostacolo e via, delibera di salvaguardia del patrimonio, rinegoziazione del debito e piano di rilancio. Una scelta coraggiosa che affermava un principio, salviamo il patrimonio e rilanciamo le Terme e se il piano non riesce il patrimonio è salvo grazie al diritto di surroga del Comune. Il patrimonio nella peggiore della ipotesi sarebbe ricaduta nel patrimonio comunale. Purtroppo le carte non le leggono tutti si fermano ai titoli. Ed il primo è Cimmino che non legge un solo documento. Non lo legge perchè ha un solo obiettivo, svendere le Terme. Gestire lo “spezzatino”. Svendere a quella imprenditoria insana che non era fatta di un solo uomo ma di una corte che era stata suo sponsor elettorale. Ma andiamo per gradi. Successivamente alla caduta di Pannullo, il bando in assenza di una guida politica va inesitato, assemblea Sint fine Aprile 2018, gestione commissariale, l’allora Presidente della Sint, come da verbale agli atti facilmente consultabile, invita il Comune a non procedere più alla vendita dei beni strategici ed acquisirli al patrimonio comunale. Ormai ci troviamo davanti alla scelta salviamo il patrimonio o svendiamo il patrimonio. Cimmino a distanza di due mesi si insedia e ritiene lettera morta quell’invito e si indirizza per un piano di ristrutturazione, fallace alla nascita. Millanta rapporti con cordate imprenditoriali francesi, arabe e chi più ne ha più ne metta. Alla fine nessuno è interessato ad un piano che non c’è perché l’unico, vero e solo, piano è svendere!!! E cosi ci ritroviamo ai giorni nostri ed alle aste dei beni, ritenuti non strategici, venduti ad un terzo della base d’asta e, comunque, delle perizie depositate. Ora è il tempo dei gioielli di famiglia, albergo, Solaro, centro congressi e parco idroponico. Un patrimonio certificato di venti milioni di euro, allettante per chi oggi con 5/6 milioni se lo voglia aggiudicare e la sua corte dei miracoli è pronta. Si procede, persino alla nomina di un consulente che, al netto dei quattrini sperperati, non è dato comprendere che ruolo abbia e quali indicazioni abbia avuto dal Sindaco per esercitare il suo mandato.
Nelle more 34 lavoratori mettono in esecuzione la sentenza che sancisce la fine di Sint, in sintesi assunzione e pagamento degli stipendi arretrati. Un colpo ferale. Le prime lacerazioni in maggioranza, una parte auspica la assunzione dei lavoratori della Sint al Comune, un’altra, per bocca del liquidatore Sica ritiene la strada impraticabile. Intanto lo stato comatoso di Sint suggerisce di prendere tempo, concordato in bianco. Solo un modo per prendere tempo verso la svendita e la liquidazione totale del patrimonio. Per mano del gruppo di maggioranza della maggioranza si esplicita la volontà di assumere i 34 lavoratori (che poi non comprendo, se trattasi una scelta politica, perché non dovrebbe riguardare tutti i lavoratori ex termali). Sica ribadisce il no. Ed intanto il consiglio comunale, la città è esautorata da ogni ruolo. Una partita per pochi intimi, una partita per pochi eletti, una partita tra diverse cambiali elettorali a danno della città».


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MeridBulloni, il sindaco annuncia l’acquirente. La Patriarca: “Merito anche di Di Nardo”

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Il sindaco Cimmino annuncia l’acquirente per Meridbulloni, Annarita Patriarca dà il merito anche a Nello Di Nardo.
A dare l’annuncio nel pomeriggio è Gaetano Cimmino: “Sono stato contattato dal gruppo Vescovini, pronto a rilevare l’apparato produttivo di Meridbulloni e ad assumere i lavoratori già entro il 1 febbraio”.
Poche ore ed è subito arrivato il commento di Annarita Patriarca, capogruppo regionale di Forza Italia: “Se ci sarà una speranza – e ce lo auguriamo tutti – per gli 81 lavoratori della Meridbulloni, lo dobbiamo anche all’intervento e all’impegno del coordinatore cittadino di Forza Italia di Castellammare di Stabia, Nello Di Nardo. A lui va infatti il merito di aver procurato il primo contatto con il gruppo Vescovini, a quanto pare interessato a rilevare la fabbrica dismessa di Via De Gasperi, e ad assumere i lavoratori già entro il prossimo primo febbraio. Bene ha fatto il sindaco di Castellammare, Gaetano Cimmino, sempre attento a difendere le istanze dei cittadini, a raccogliere il testimone e a organizzare l’incontro con l’assessore regionale Marchiello”.

Positivo il commento di Carmen Di Lauro, deputata stabiese M5S: “La battaglia comune a tutela delle eccellenze della Meridbulloni inizia a portare i primi risultati. Questi lavoratori altamente specializzati – prosegue Di Lauro – hanno portato in alto il nome dello stabilimento e della città con il loro impegno nel corso degli anni. Ora l’obiettivo è portare a termine questo accordo il prima possibile e assicurare un futuro a questi lavoratori e alle loro famiglie a cui va tutta la mia vicinanza da essere umano, da cittadina della nostra meravigliosa città e da rappresentante delle istituzioni”.

Daniele Di Martino

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